Si è celebrata il 2 ottobre la Giornata mondiale della nonviolenza, fissata dall’ONU per ricordare il giorno in cui nacque, nel 1869, il Mahatma Gandhi. Per l’occasione, l’Associazione Enti locali per il Tibet, coordinata dai consiglieri regionali Mariacristina Spinosa e Giampiero Leo, ha invitato a Palazzo Lascaris - sede del Consiglio regionale del Piemonte - i rappresentanti delle religioni cristiana, mussulmana, buddista e induista per mettere in luce le peculiarità dell’insegnamento gandhiano (i rappresentanti della religione ebraica, pur aderendo all’iniziativa, non erano presenti perché impegnati nelle celebrazioni del capodanno).
Un’occasione - hanno commentato Spinosa e Leo - per evidenziare l’attualità universale del messaggio di Gandhi in un mondo sempre più dilaniato dai conflitti.
Don Aldo Bertinetti della Diocesi di Torino e il pastore valdese Giuseppe Platone hanno chiesto perdono perché i cristiani, da duemila anni incamminati sulle orme di Gesù, “uomo disarmato e di pace”, si sono talvolta resi responsabili di atti di guerra e di violenza.
Elvio Arancio dell’European Muslim Network ha affermato che nella società contemporanea la pratica della nonviolenza, intesa come riconoscimento senza riserve dell’umanità dell’altro, è costantemente messa a repentaglio.
Il monaco buddista Lobsang Sanghye ha rievocato la testimonianza di un monaco tibetano, imprigionato e torturato per anni nelle carceri cinesi, la cui più grande paura non erano le botte e i soprusi, ma l’eventualità di perdere la compassione nei confronti di chi lo teneva prigioniero.
La monaca induista Svamini Hamsananda Giri ha ricordato che Gandhi apparteneva alla religione indù e si poneva nei suoi confronti con i medesimi sentimenti che provava verso la propria moglie: ne scorgeva tutti i difetti, ma era sicuro di non poter viverne senza.
Il presidente dei Radicali Italiani Bruno Mellano ha sottolineato che la nonviolenza è senza dubbio un obiettivo importante per la Regione Piemonte, dal momento che “l’educazione alla pace e alla nonviolenza” è anche tra i valori fondanti indicati nel preambolo dello Statuto della Regione. L’adesione a questi stessi valori è stata ribadita dal consigliere regionale Michele Giovine.
La giornata - moderata dal presidente dell’Associazione Interdependence Claudio Torrero - è stata organizzata in collaborazione con l’Associazione Italia-Tibet, la sezione piemontese di Amnesty International e l’Associazione radicale Adelaide Aglietta.