Alla vigilia del giorno di San Valentino, il 12 febbraio a Palazzo Lascaris la Consulta regionale delle Elette e l’Ordine dei giornalisti del Piemonte hanno presentato i primi risultati della ricerca sulla violenza contro le donne, da loro promossa, con il significativo titolo Ti amo da morire? Dalla prima fase dell’indagine è emerso che nel periodo 2005-2007 in Piemonte sono state presentate quasi 20mila denunce di violenza sulle donne (più della metà sono state raccolte nella provincia di Torino dove risiede oltre la metà della popolazione della regione). La maggior parte delle denunce (l’88 % del totale) riguardano minacce, lesioni e ingiurie. Tra i reati più violenti, tentati o consumati, gli omicidi sono lo 0,5% e gli stupri il 5,3%. Da un’analisi a campione risulta anche che la percentuale più alta delle denunce di violenza, tentata o compiuta, viene da un ambito familiare (36,2 %), segue quella da parte di conoscenti (33,1%) e da estranei (30,7%), e nell’84% dei casi gli aggressori sono cittadini italiani.
I dati sulla violenza subita dalle donne vanno però triplicati, rispetto alle denunce, perché dall’indagine compiuta presso i Pronto Soccorso e le associazioni femminili (Telefono Rosa, Telefono Donna, Centro ‘Demetra’, consultori, ecc.) risultano 20mila casi all’anno nella regione, di cui 10mila in provincia di Torino.
“Con la raccolta dei dati statistici si è conclusa solo la prima fase della ricerca, che proseguirà con l’analisi su come gli organi d’informazione rappresentano i casi di violenza, un seminario di aggiornamento sulle leggi in materia e la presentazione di proposte di legge per far fronte al problema” ha dichiarato la vicepresidente del Consiglio regionale Mariangela Cotto, presidente della Consulta delle Elette.
“L’Ordine dei giornalisti del Piemonte ha collaborato attivamente all’iniziativa promossa dalla Consulta regionale delle Elette, perché è interesse di tutti portare alla luce un problema grave, che di solito resta nascosto e diventa di ‘attualità’ solo nei casi più gravi” ha affermato il presidente del Consiglio dell’Ordine Sergio Miravalle, ricordando che per lo svolgimento dell’indagine nelle diverse province, la Consulta ha finanziato nove borse di studio, per un anno, assegnate ad altrettanti giornalisti individuati dall’Ordine professionale.
“Abbiamo promosso la ricerca perché come legislatrici abbiamo bisogno di conoscere la realtà per operare, ma i dati sono importanti per tutte le istituzioni e le associazioni che si occupano del fenomeno. La Regione Piemonte ha avviato utili corsi di formazione del personale dei Pronto Soccorso e sta decollando il protocollo per attuare la legge regionale che abbiamo elaborato per consentire l’assistenza legale gratuita alle donne vittime di violenza, ad integrazione del patrocinio legale gratuito nei processi già esistente nel nostro Paese” hanno detto le consigliere regionali Paola Pozzi e Graziella Valloggia, vicepresidenti della Consulta.
“La sfida non solo per le istituzioni e la categoria dei giornalisti, ma anche per l’intera società, è quella di riuscire a non far sentire soli i più deboli. E deboli sono certamente i minori e le donne maltrattate che devono combattere con la paura - ha ribadito il segretario dell’Ordine dei giornalisti, Emmanuela Banfo, coordinatrice della ricerca - Si parla molto di tutela della vita e di dignità della vita, ma purtoppo si deve dire che proprio di fronte alla violenza subita dalle donne, c’è ancora molto da fare”.
“Non esisteva fino a questo momento una fotografia su base regionale in grado di rivelare quante e quali donne subiscono violenze fisiche o psicologiche - ha concluso Cotto - grazie a questa ricerca ora è possibile farsi carico del problema in modo più consapevole. Resta il problema della disomogeneità dei dati, perché nonostante la collaborazione delle fonti ufficiali, ci sono forti disparità nella metodologia di raccolta. Per avere più informazioni rispetto alla tipologia di reato, alla nazionalità delle vittime, all’età, alla familiarità o meno dell’aggressore, abbiamo già chiesto la collaborazione dei Ministeri dell’Interno e delle Pari Opportunità. Al fine per individuare modalità di reperimento dei dati più omogenee, da estendere negli uffici territoriali locali, abbiamo già calendarizzato un primo incontro con il sottosegretario all’Interno Michelino Davico, a Torino per il prossimo 27 febbraio”.
Alla presentazione hanno partecipato le consigliere regionali Paola Barassi, Caterina Ferrero, Angela Motta e Mariacristina Spinosa, componente dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale.
La Consulta delle Elette del Piemonte, istituita dal Consiglio regionale con l.r. n. 44/96, ha tra i suoi compiti prioritari quello di rendere le elette nelle diverse assemblee - e negli organismi locali, nazionali ed europei - dei punti di riferimento per tutte le donne, valorizzando il loro contributo anche al fine di accrescere la presenza femminile nella politica e nelle istituzioni.
Sul sito del Consiglio, alle pagine della Consulta, relazione e schede sui risultati della ricerca.
Info: tel. 011.5757560 consulta.elette@consiglioregionale.piemonte.it