Nella seduta del 17 marzo l’Assemblea legislativa di Palazzo Lascaris ha approvato all’unanimità dei votanti (32 sì) la Pdl n. 132 “Norme in materia di pluralismo informatico sulla adozione e la diffusione del software libero e sulla portabilità dei documenti informatici nella Pubblica amministrazione”.
In pratica, come spiegato nella relazione di Luca Robotti (Comunisti Italiani), il testo “si pone l'obiettivo di favorire il pluralismo informatico, garantire l'accesso e la libertà di scelta nella realizzazione di piattaforme informatiche ed eliminare ogni barriera dovuta a diversità di standard, anche attraverso l'incentivazione di attività formative e di ricerca. la recente diffusione di programmi liberi ha assicurato legalmente, a tutti gli utenti, la possibilità di eseguire, copiare, modificare, migliorare e distribuire il software. La legge si pone il conseguente obiettivo della riduzione dei costi per le licenze dei pacchetti applicativi, che incidono pesantemente sulla spesa che la Regione sostiene per la realizzazione e la gestione delle reti informatiche. Infatti, tali programmi non comportano il pagamento di licenze d'uso mentre, solo due anni fa la Regione ha speso 2 milioni e mezzo di euro per rinnovare le licenze. Il suo utilizzo consente, infatti, sia di guadagnare in efficienza e velocità di innovazione sia di far conseguire all'Amministrazione regionale un risparmio cospicuo. Per il finanziamento delle imprese, degli enti pubblici e privati e degli istituti scolastici che favoriscono lo sviluppo del software libero, per l’esercizio finanziario 2009, viene istituito un fondo regionale pari a 500 mila euro”.
L’articolato è stato approvato rapidamente con 4 emendamenti di precisazione del testo.