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20 maggio 2009

Case-rifugio per donne vittime di violenza

Voci dal silenzioAlmeno una casa rifugio per ogni provincia del Piemonte in cui saranno ospitate le donne vittime di violenza con i loro bambini. Con la legge Istituzione di centri antiviolenza con case rifugio, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale il 19 maggio, il Piemonte organizzerà una vasta e capillare rete di Centri in cui accogliere le donne che si trovano costrette a lasciare la propria casa per sottrarsi alle violenze. Si tratta di un altro importante passo compiuto nella nostra regione contro l’odioso fenomeno.
Per la prima volta una proposta di legge di iniziativa popolare è diventata legge regionale. Sin dall’inizio dell’iter in Commissione il testo è stato apprezzato e sostenuto da tutte le sette consigliere regionali. Il momento dell’approvazione in Aula è stato sottolineato dal lungo applauso della settantina di donne presenti tra il pubblico.
Il testo della legge era stato presentato da Claudia Piola, Maria Gisaura e Loredana Baro del Comitato Firmaconnoi nell’agosto 2007, insieme a 12.437 firme delle 16mila complessivamente raccolte in soli cinque mesi da 43 associazioni (non solo femminili) impegnate nel sociale su tutto il territorio piemontese.
La legge è composta da 13 articoli e prevede una spesa di 800 mila euro per il 2009, mentre per gli anni successivi la cifra verrà definita dalla Finanziaria. Entro la fine del prossimo mese di settembre la Giunta regionale dovrà preparare il regolamento d’attuazione.
In Italia il 32% delle donne tra i 16 e i 70 anni dichiara di essere stata vittima di violenza. “In Piemonte oggi esistono vari servizi di prima accoglienza per le donne maltrattate che però non bastano e non sono coordinati tra loro – dicono le presentatrici della legge – Con questa importante legge le istituzioni si fanno carico della realizzazione di una rete efficace di servizi che tutela e segue le donne anche dopo la violenza”.
Per conoscere l’entità del fenomeno della violenza contro le donne nella nostra regione la Consulta regionale delle Elette ha svolto un’indagine in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti: dai risultati della prima fase della ricerca, presentati nel febbraio scorso, è emerso che nel periodo 2005-2007 in Piemonte sono state presentate quasi 20mila denunce di violenza sulle donne (più della metà sono state raccolte nella provincia di Torino dove risiede oltre la metà della popolazione della regione). I dati sulla violenza subita dalle donne vanno però triplicati, rispetto alle denunce, perché dall’indagine compiuta presso i Pronto Soccorso e le associazioni femminili (Telefono Rosa, Telefono Donna, Centro ‘Demetra’, consultori, ecc.) risultano 20mila casi all’anno nella regione, di cui 10mila in provincia di Torino.
La Giunta regionale è già intervenuta con notevole impegno, predisponendo anche un Piano per la prevenzione della violenza e il sostegno alle vittime. Il Piano, coordinato dall’Assessorato regionale alle Pari Opportunità, coinvolge tutte le province piemontesi, forze dell'ordine e associazioni ed è stato finanziato con tre milioni di euro in due anni. Tra le iniziative più efficaci: la formazione del personale ospedaliero del Pronto soccorso per riconoscere i casi di violenza; l’istituzione di un centro di riferimento per ogni provincia; la manifestazione itinerante “Voci nel silenzio”, con sagome femminili che fanno da sfondo alla lettura di testimonianze delle donne vittime della violanza domestica, che è poi la più frequente e la meno denunciata. (v. foto)

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