Il Piemonte è tra le prime regioni italiane a dotarsi del Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, previsto dalla Convenzione europea sui diritti del fanciullo.
Nella seduta del 1° dicembre - infatti - l’Assemblea regionale ha approvato a larghissima maggioranza la legge che istituisce tale figura.
Il provvedimento - che è il testo unificato di due proposte di legge della maggioranza e della minoranza, prime firmatarie rispettivamente le relatrici della legge in Aula, Paola Pozzi (PD) e Mariangela Cotto (FI-PdL) - stanzia 200.000 euro annui per il biennio 2010-‘11 per intervenire concretamente a tutela dei diritti dei bambini sanciti dalle convenzioni internazionali e dalle leggi nei tanti ambiti di vita civile e in famiglia.
Tra le molte funzioni che gli vengono attribuite dalla legge, il Garante vigila sui fenomeni di esclusione sociale, di discriminazione dei bambini e
degli adolescenti, con particolare attenzione agli ambienti esterni alla famiglia e in merito al fenomeno dei minori scomparsi. Segnala ai servizi sociali e all’autorità giudiziaria situazioni che richiedono interventi immediati, accoglie segnalazioni provenienti da scuole, associazioni ed enti fornendo informazioni sulla modalità di tutela dei diritti, anche attraverso una linea telefonica e promuove la realizzazione di servizi di informazione destinati all’infanzia. Esprime anche pareri e formula proposte su richiesta degli organi regionali, verificando inoltre, in collaborazione con il Corecom, la programmazione radiotelevisiva e la comunicazione a mezzo stampa, segnalando alle autorità delle comunicazioni eventuali trasgressioni.
All’inizio della prossima legislatura il Garante verrà eletto dal Consiglio regionale, con voto segreto, e resterà in carica per la durata della legislatura, e sarà rieleggibile una sola volta.