«Il Consiglio regionale intende celebrare i centocinquant’anni dell’Unità d’Italia con una serie di iniziative, incontri ed eventi che si terranno in vari luoghi ma avranno il loro fulcro a Palazzo Lascaris, sede dell’Assemblea legislativa regionale, e soprattutto casa di tutti i piemontesi L’intenzione è quella di festeggiare, con sobrietà, una pagina significativa della storia nazionale, che ha visto il Piemonte protagonista con Torino, proclamata prima capitale d’Italia il 17 marzo 1861. Per fare memoria dell’importante anniversario il Consiglio regionale si riunirà in seduta straordinaria, mercoledì 16 marzo, nell’Aula consiliare. Alla sera Palazzo Lascaris aprirà le sue porte al pubblico e si vestirà a festa per ospitare giochi di luci, musica e spettacoli durante la kermesse della Notte Tricolore.
Si può dire che vi parteciperà anche il conte Cavour, perché al primo piano di Palazzo Lascaris – che fu di proprietà anche della sua famiglia – è esposta la mostra dedicata a lui e al suo tempo. Fra le altre iniziative per le quali è stato concesso l’utilizzo del logo ufficiale regionale delle celebrazioni del 150° vorrei ricordare la pubblicazione della Costituzione italiana e dello Statuto della Regione Piemonte, la mostra “La donna immaginata”, visitabile a Torino nelle sale di Piemonte Artistico Culturale (piazza Solferino 7), dall’8 marzo al 30 aprile, la mostra “Alle radici della democrazia”, allestita dal 21 aprile al 21 maggio a Palazzo Lascaris, l’esposizione dei loghi presentati dai Consigli comunali dei ragazzi per il 150°, visibili a Palazzo Lascaris dal 26 maggio al 25 giugno e il concerto del 2 giugno a Torino, in piazza San Carlo, in occasione della festa della Repubblica. Inoltre, proprio in concomitanza con i 150 anni dell’Italia unita il Consiglio regionale del Piemonte avrà l’onore di ospitare – il 12 maggio – la Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome e il 13 maggio un convegno di carattere storico-giuridico, dedicato alla
storia delle Autonomie in Italia, dagli Statuti delle città medievali agli attuali Statuti regionali. Credo però che il significato dell’anniversario debba andare ben oltre la somma dei molti e pur doverosi eventi che lo contraddistinguono.
Mi auguro quindi che questo momento simbolico rappresenti anche un’occasione di riflessione e stimolo per la crescita e lo sviluppo socioeconomico del Piemonte, così come è avvenuto in precedenza per lericorrenze del cinquantennio nel 1911 e del centenario dell’Unità nel 1961».