S T O R I A E M I T O
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2014
NUMERO 2
n pianoro desolato, un fosso, un mas-
sacro, un ordine impartito e rifiutato.
Questi quattro elementi collocano la bat-
taglia dell’Assietta - combattuta e vinta
dagli alleati austro-piemontesi contro i franco-spagnoli
nel 1747 a 2.500 metri di altezza in difesa del crinale
che fa da spartiacque tra la valle della Dora Riparia e
quella del Chisone - sul crinale storico che divise il vec-
chio mondo da quelle nuovo portato sulla punte delle
baionette delle imminenti rivoluzioni.
Ciò che precede il fatto d’armi, la lunga catena di cause
che condusse decine di migliaia di uomini da ogni ango-
lo d’Europa a scannarsi su di un’altura brulla e nebbiosa,
pianeggiante e concava, sperduta nella Val di Susa, non
può esser qui riferita. L’antefatto storico-politico è trop-
U
“Nojàutri ì bogioma nen da si”
L’ ATTACCO DE L L E MI L I Z I E FRANCES I , LA D I F ESA SABAUDA . UN
R I F IUTO EROICO E INASPETTATO. ECCO COME UNO SCR I TTORE
NARRA LA BATTAGLIA DELL’ASSIETTA
di
Antonio Scurati
Antonio Scurati
- Napoletano,
classe 1969. Docente e ricercatore
presso la Iulm di Milano, coordina
il Centro studi sui linguaggi della
guerra e della violenza. Collabora
con il settimanale “Internazionale”
e con il quotidiano “La Stampa”.
All’attività di docente e di ricercato-
re, affianca quella di scrittore.
Fra i suoi numerosi romanzi “Il so-
pravvissuto”, Premio Campiello
2005, “Una storia romantica”, Premio Super Mondello 2008, “Gli
anni che non stiamo vivendo. Il tempo della cronaca” del 2010 e
“Il padre infedele“del 2013, finalista al Premio Strega 2014.
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