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Dibattito sull’inchiesta nella sanità

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Martedì 31 Maggio 2011

Foto del comunicato stampa Il presidente della Giunta regionale, Roberto Cota, è intervenuto oggi in Aula per una comunicazione in merito all’inchiesta sulla sanità piemontese che nei giorni scorsi ha portato a sette arresti e all’avviso di garanzia per l’assessore Caterina Ferrero.
Riguardo all’indagine sull’affidamento dell’acquisto e della distribuzione di pannoloni per incontinenti la gara è stata bloccata per procedere a una ristrutturazione del servizio – ha affermato il presidente – non c’è stato altro atto che abbia riguardato la Giunta e non c’è stato danno erariale perché la distribuzione continua a essere svolta dalle aziende sanitarie e ospedaliere”. Cota ha quindi annunciato di aver sospeso dall’incarico il commissario della Asl To5, Vito Plastino, ricordando di aver assunto le deleghe alla sanità dopo la remissione da parte dell’assessore Ferrero fino a quando la vicenda verrà chiarita. “Andremo avanti – ha concluso – con un programma di sanità efficiente, dove la politica fa il suo lavoro e lascia la gestione ai tecnici, facendo prevalere i buoni progetti in essere”.

Nel dibattito che è seguito alla comunicazione di Cota sono intervenuti ben 24 consiglieri. Per la minoranza hanno preso la parola: Aldo Reschigna, Nino Boeti, Wilmer Ronzani, Stefano Lepri, Roberto Placido, Mauro Laus, Giuliana Manica, Davide Gariglio, Rocchino Muliere, Giovanna Pentenero, Mino Taricco (PD), Andrea Buquicchio e Tullio Ponso (IdV), Davide Bono (Movimento 5 Stelle), Giovanni Negro (UDC), Eleonora Artesio (FdS), Andrea Stara (Insieme per Bresso), Michele Dell’Utri (Moderati) e Monica Cerutti (SEL),
Il capogruppo del PD Aldo Reschigna ha denunciato il fatto che “nella Giunta Cota la sanità sia diventata luogo di esercizio e rafforzamento del potere, senza giusti contrappesi e senza procedere al confronto con il Consiglio, chiedendo che si cambi il progetto unilaterale proposto dalla Giunta per la Sanità e che si dimetta l’assessore Ferrero per restituire autorevolezza alla politica regionale”. I consiglieri Nino Boeti e Wilmer Ronzani hanno sottolineato le responsabilità politiche del presidente e della sua Giunta affermando che “il voler riformare la sanità a colpi di delibere e senza controllo democratico rappresenta un terreno fertile per fenomeni di corruzione e malgoverno”. Un concetto ribadito anche dal consigliere Stefano Lepri, per il quale “l’ipotesi di centralizzazione delle decisioni come l’accreditamento delle strutture socio-sanitarie e la riduzione del ruolo dei sindaci e degli amministratori locali nel contesto sanitario non favorisce tanto l’efficienza quanto l’intreccio fra politica e affari”.
“Volete distruggere la sanità pubblica per favorire quella privata e i suoi interessi, ma non lo permetteremo”, ha dichiarato il consigliere Roberto Placido, richiamando anche l’importanza dell’attività di sindacato ispettivo dei consiglieri verso l’operato della Giunta, mentre il consigliere Mauro Laus ha criticato l’assenza di riforme avviate dalla Giunta Cota a partire dal piano sociosanitario, che avrebbe dovuto essere presentato entro febbraio.
A Cota chiedo un atto di coraggio – ha affermato Il presidente IdV Andrea Buquicchio - si dimetta e si ripresenti davanti agli elettori solo con il suo partito, scaricando quelli che lui stesso definisce mele marce, assumendosi la responsabilità per le scelte compiute. Oppure, nomini una Giunta monocolore leghista chiedendo eventualmente l’appoggio esterno al Pdl”.
Il presidente dell’UDC Giovanni Negro ha invitato a non esasperare i toni e con il presidente dei Moderati Michele Dell’Utri ha apprezzato il senso di responsabilità dell’assessore Ferrero nella remissione delle deleghe, spronando il presidente della Giunta ad assumere un impegno forte in questa fase difficile per la sanità anche al fine di co-responsabilizzare tutte le forze politiche presenti in Consiglio.
Non si possono chiedere sacrifici agli utilizzatori dei servizi quando poi non si agisce secondo un’ottica di oculata gestione”, ha criticato la consigliera FdS Eleonora Artesio, che insieme alla consigliera di SEL, Monica Cerutti ritiene “si debba ripartire da un messaggio di fiducia verso gli operatori sanitari e dalla trasparenza nella discussione”.
Per arroganza e volontà di gestione del potere si umilia la competenza a favore dell’appartenenza con uno spoil system imbarazzante”, ha dichiarato il consigliere Andrea Stara (Insieme per Bresso), mentre il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Davide Bono, ha espresso delusione per l’intervento del presidente, “poiché nelle sue parole non c’è spiegazione di che cosa sia realmente successo, ma rimane la necessità di garantire la sicurezza di come vengono spesi i soldi dei cittadini”.

Per la maggioranza sono intervenuti: Luca Pedrale, Carla Spagnuolo (PdL), Mario Carossa, Antonello Angeleri e Michele Marinello (Lega Nord).
Il Pdl ha difeso l’assessore Ferrero definendo la richiesta delle sue dimissioni un atto di strumentalizzazione politica. “Siamo garantisti e abbiamo fiducia nella magistratura – ha chiarito il presidente Luca Pedrale continueremo a portare avanti con gli alleati la riforma della sanità aumentando il più possibile la trasparenza amministrativa, senza dimenticare il confronto con l’opposizione”. Il Pdl ha ribadito l’assenza di divisioni fra Lega e Pdl, assicurando lealtà e piena fiducia nella conduzione del governo regionale da parte del presidente Cota.
Il gruppo della Lega, pur assumendosi le proprie responsabilità, ha ribadito che l’inchiesta stessa dimostri l’esistenza di fortissimi anticorpi all’interno della sanità piemontese. “I reati contestati per quanto riguarda i pannoloni – ha sottolineato il capogruppo Mario Carossanon sono stati consumati poiché il bando è stato fermato prima di diventare operativo e non c’è stato nessun danno economico per la Regione”.

Il presidente della Regione, in chiusura, ha replicato assicurando che, se da quanto accaduto emergessero responsabilità, il problema verrebbe affrontato con un’azione profonda di pulizia. “Quanto all’operato della Giunta – ha precisato Cotain questo primo anno abbiamo affrontato numerose questioni, dai problemi del lavoro e dell’occupazione ai trasporti fino alla sanità, sulla quale siamo intervenuti sia agendo per arginare il buco finanziario ereditato sia per avviare la riforma strutturale. Il piano di rientro è stato fatto perché diversamente il Piemonte sarebbe stato commissariato. Abbiamo preparato una grande riforma sanitaria non ancora in atto perché deve essere discussa in Aula. Essa rappresenta l’unica via per uscire dalle difficoltà con cui oggi ci misuriamo per mancanza di risorse e per poter garantire servizi efficienti ai cittadini. Sui presunti reati e irregolarità o si tratta di una polemica montata ad arte oppure, se veramente verranno accertati, significa che il sistema dei controlli ha funzionato”.

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