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Approvate nuove norme in edilizia

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Martedì 01 Marzo 2011

Foto del comunicato stampa Nella seduta del 1 marzo il Consiglio regionale ha approvato, ad ampia maggioranza (33 favorevoli e 16 contrari) e con alcuni emendamenti, il disegno di legge della Giunta presentato dal vicepresidente, Ugo Cavallera, in tema di nuove procedure in edilizia e urbanistica. Il provvedimento, licenziato dalla II Commissione in sede referente, modifica il primo Capo della legge regionale 20/2009 attuativa del Piano Casa nazionale.
La legge - illustrata in Aula il 18 gennaio dai consiglieri Franco Maria Botta per la maggioranza e da Aldo Reschigna per i gruppi di opposizione - intende rilanciare gli investimenti nel settore delle costruzioni, importante volano per l’economia nel suo complesso, attraverso procedure meno restrittive e con la risoluzione di alcuni problemi applicativi della legge 20/2009. I numerosi emendamenti presentati dai gruppi di opposizione della sinistra e dal Movimento 5 stelle hanno impegnato il Consiglio nella discussione del provvedimento per sette sedute.

Che cosa stabilisce la normativa

Il provvedimento, composto da 10 articoli, prevede premi di cubatura in deroga alle disposizioni dei piani regolatori. La scadenza delle norme che consentono questi interventi edilizi è stata posticipata al 31 dicembre 2012.
È favorito il processo di ampliamento degli edifici residenziali uni e bi-familiari, oltre alla chiusura di loggiati e porticati in fabbricati a schiera, riducendo i costi dell’aggiornamento energetico dell’edificio alla sola porzione ampliata e consentendo anche di costituire una nuova unità abitativa autonoma.
È altrettanto favorito il processo di demolizione e ricostruzione in deroga, interventi per i quali non è più richiesta una delibera comunale, ma rimane necessario l’utilizzo di tecnologie volte al risparmio energetico e al miglioramento della qualità architettonica, della sicurezza delle strutture e dell’accessibilità degli edifici. Viene quindi estesa questa opportunità anche ai fabbricati con porzioni di destinazione d’uso diversa dalla residenziale, purché quest’ultima rimanga prevalente.
Sono definite le aree di tutela e in particolare non è possibile effettuare gli interventi in deroga all’interno dei centri storici, nelle aree esterne di interesse storico e paesaggistico ad essi pertinenti, su singoli edifici di valore storico, artistico, ambientale o documentario, nei parchi o nelle aree protette.
È prevista la possibilità di soppalco e di ampliamento della superficie utile, nel limite del 20% fino a un incremento massimo di 2mila mq, per i fabbricati a destinazione artigianale, produttiva e direzionale. Per gli edifici turistico-ricettivi, oltre ad ampliamento, demolizione e ricostruzione in deroga (nel limite del 20% della superficie utile e fino a un massimo di 1500 mq), è consentito il recupero della volumetria dei sottotetti, sempre nel rispetto delle norme sulle distanze obbligatorie.
Viene infine confermata la facoltà di ogni Comune, da esercitare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, di escludere l’applicazione delle norme sugli interventi in deroga su una porzione o sull’intero territorio comunale.

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