Incontro sulla ricezione del segnale Rai
Il 7 marzo nella Sala dei Presidenti di Palazzo Lascaris si è svolta una riunione tecnica sul tema della problematica ricezione del segnale digitale terrestre Rai, convocata dal Corecom Piemonte, alla luce delle segnalazioni presentate alla Provincia di Torino.
Oltre al vicepresidente del Corecom, Roberto Rosso, ha partecipato all’incontro una delegazione della Provincia di Torino guidata dal presidente del Consiglio provinciale, Sergio Bisacca.
Al tavolo erano poi presenti: Valerio Santoro responsabile di RAI - Direzione Strategie Tecnologiche; Giovanni D’Amore per ARPA - Piemonte (Dipartimento Radiazioni Ionizzanti e non Ionizzanti); Sergio Schiavi per la Giunta regionale - Direzione Innovazione, Ricerca e Università.
“Ci siamo impegnati con i rappresentanti della RAI – ha detto il vicepresidente Rosso – a procedere al monitoraggio a tappeto del territorio che vorremo svolgere di concerto con ARPA, CSP, Province e Giunta regionale. In cambio la RAI, attraverso i contratti di servizio in atto o con eventuali accordi ad hoc, si impegna a attuare i necessari interventi tecnici per potenziare e settare il segnale. È partito, quindi, sotto i migliori auspici questo tavolo di confronto che sarà riconvocato nella prima settimana di aprile. Il TG 3 Piemonte non solo è difficilmente visibile nella parte orientale del Piemonte, ma vi sono anche molti punti critici nel rimanente territorio: quasi 60 comuni in Provincia di Torino, nelle vallate e in diverse aree cittadine di Torino e negli altri capoluoghi. Il lavoro che ci proponiamo è iniziato con RAI, l’emittente generalista alla quale tutti paghiamo il canone, ma proseguirà con Mediaset e le tv locali. Naturalmente sono previste audizioni con tutti i soggetti interessati”.
Nel corso della riunione si è parlato della proposta del Comitato per migliorare l’informazione agli utenti, in collaborazione con l’Esecutivo regionale, attraverso un numero verde e la pubblicazione di un vademecum sull’utilizzazione di decoder e apparecchi digitali. Sono anche emerse diverse problematiche: la necessità di congelare le frequenze sulle quali lavorare, essendo ancora la situazione fluida; la possibilità di sopperire con un carousel satellitare alla mancanza di segnale in zone orograficamente particolarmente penalizzate; i numerosi casi di impianti di proprietà degli enti locali non ancora digitalizzati e la mancanza di fondi per i necessari interventi; la sudditanza verso la Lombardia derivante dalla altissima potenza del segnale proveniente oltre Ticino; la delicatezza della messa a punto delle emissioni digitali.



