Cattaneo commemora Dalla Chiesa
“Oggi ricordiamo un figlio del nostro Piemonte, un figlio del profondo senso delle istituzioni, dell’attaccamento all’ordine e alla difesa dello Stato”. Così Valerio Cattaneo, presidente del Consiglio regionale, ha ricordato la figura del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, a ventinove anni dalla sua uccisione, per opera della mafia, insieme alla giovane moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo.
La commemorazione è avvenuta a Collegno, venerdì 2 settembre, nel parco dedicato al gen. Dalla Chiesa. Cattaneo è intervenuto quale oratore ufficiale, su invito del sindaco Silvana Accossato, alla presenza di numerose autorità, fra cui il gen. Pasquale Lavacca, comandante della Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta, e molti cittadini.
“Nel ricordo di tutti gli italiani – ha detto Cattaneo - è ben presente, oltre alla tragica morte, anche l’impegno e il lungo servizio reso dal generale nell’Arma dei Carabinieri, con cui veniva addirittura identificato, negli anni bui del terrorismo, quando impersonò la risposta più coraggiosa ed efficace alla sfida che le Brigate Rosse e gli altri gruppi armati osarono portare al cuore stesso delle istituzioni”.
“La commemorazione del generale Dalla Chiesa – ha proseguito Cattaneo - avrebbe un valore puramente retorico se oggi, a distanza di così tanti anni, non fossimo in grado di capire il suo insegnamento, soprattutto la profonda dedizione alle Istituzioni repubblicane che lo ha portato sino alla morte come oggi avviene, purtroppo, ancora per molti servitori dello Stato, esponenti delle Forze dell’Ordine, magistrati, funzionari integerrimi, e per i militari italiani inviati nelle missioni di pace in molti paesi del mondo”-
La lezione che offre la vicenda di Carlo Alberto Dalla Chiesa, per chi ha responsabilità pubbliche, secondo Cattaneo “significa improntare tutto il proprio impegno al rispetto della legalità e della giustizia, lavorando con forza e coraggio insieme a tutti i cittadini per un’Italia consapevole delle proprie potenzialità, in cui l’azione pubblica e privata è indirizzata nei limiti imposti dalla legge, limiti che non sono e non devono essere ostacoli o intralci, ma binari attraverso cui compiere il cammino verso la crescita sociale, culturale, civile ed economica dell’intera comunità”.
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