I consiglieri regionali Mariacristina Spinosa e Giampiero Leo, coordinatori nazionali dell’Associazione Enti locali per il Tibet, hanno espresso soddisfazione per la decisione della Commissione Esteri della Camera di approvare - questa mattina - la risoluzione che chiede al Governo italiano di non partecipare alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Pechino, il prossimo 8 agosto, in assenza di progressi nel campo dei diritti umani. La risoluzione - in linea con quella approvata dal Parlamento europeo lo scorso 10 aprile - è stata presentata dal parlamentare Matteo Meccacci (Pd-Radicali) e chiede anche che sia aperta un’indagine in Tibet sotto l’egida dell’Onu.
“È un segnale incoraggiante - ha commentato la consigliera Spinosa - che dimostra ancora una volta come il dramma del popolo tibetano non abbia colori politici. Chiedere il riconoscimento dei diritti umani per i tibetani e per qualsiasi altro individuo è un dovere morale trasversale agli schieramenti politici. Il Governo dovrà fare la propria parte: spero sinceramente che non ignori la risoluzione approvata questa mattina e che decida di disertare la cerimonia inaugurale per prendere, anche a livello internazionale, una posizione ferma dalla parte dei diritti e della democrazia”.
“La risoluzione approvata dalla Commissione Esteri della Camera - ha sottolineato il consigliere Leo - è un’importante presa di posizione, uno stimolo utile perché la questione tibetana sia affrontata nelle poche settimane che ci separano dall’apertura dei Giochi. È un’occasione che il mondo intero non può lasciarsi sfuggire, per ottenere dal Governo cinese quelle concessioni sullo statuto autonomo del Tibet e sulla salvaguardia dell’identità storica, culturale e religiosa dei tibetani che da tempo si richiedono. Spero che l’iniziativa del nostro Parlamento possa avere un seguito a livello di Unione europea, per giungere a una posizione comune di tutti i partner Ue”.
Nel corso degli ultimi mesi, l’Associazione ha raccolto centinaia di firme per una petizione, che verrà presto presentata al Governo, contenente le stesse richieste del documento che questa mattina ha superato l'esame della Commissione Esteri alla Camera.