Presentati in Consiglio i nuovi assessori

Nella prima seduta consiliare del 2004, il 20 gennaio, il presidente dell’Assemblea Roberto Cota ha letto i decreti del presidente dell’Esecutivo Enzo Ghigo per il rimpasto di Giunta e nuove deleghe assessorili. In data 29 dicembre 2003, si è preso atto delle dimissioni dell’assessore Antonio D’Ambrosio ed è stato nominato assessore Valter Galante (AN), con le funzioni, in precedenza svolte da D’Ambrosio, relative a "Programmazione sanitaria, Psichiatria, Emergenza 118, Assistenza Sanitaria, Agenzia regionale sanità". Il 13 gennaio 2004 Ghigo ha nominato assessore Giuseppe (Gipo) Farassino, attribuendogli le funzioni relative a "Devoluzione, Valorizzazione dell’identità del Piemonte di concerto con gli Assessorati di settore, Patrimonio linguistico (coordinamento dei rapporti fra cultura locale e altre culture, corsi di lingue locali, identità culturali, pubblicazioni a sostegno dell’editoria piemontese), Teatro (Teatro Stabile, Teatro Regio, Conservatorio, Teatri Stabili privati, rassegna teatrale piemontese, tutela e sviluppo dell’attività radiotelevisiva piemontese), Concerto con l’Assessorato all’Istruzione per la quota di programmi scolastici assegnata alle Regioni, Piemontesi nel mondo, Emigrazione, Immigrazione". Con lo stesso decreto ha ridefinito le deleghe dell’assessore Mariangela Cotto - "Politiche sociali e della famiglia, Aspetti socio-assistenziali del fenomeno immigrazione, Volontariato, Affari internazionali, Formazione professionale" - e con decreto del 19 gennaio quelle dell’assessore Giampiero Leo per "Beni culturali, Promozione delle attività culturali e spettacolo e gestione della l.r. n. 58/’78, Gestione di concerto con l’assessore all’Identità della l.r. n. 68/’80, Università, Ricerca, Istruzione, Assistenza ed edilizia scolastica, Museo regionale di scienze naturali, Valorizzazione e promozione Parchi, Politiche giovanili".

Il presidente della Giunta regionale Enzo Ghigo ha quindi presentato al Consiglio regionale i nuovi assessori esterni, che vanno a completare la compagine dell’Esecutivo piemontese dopo le dimissioni di Matteo Brigandì (Lega Nord) e Antonio D’Ambrosio (AN).

"Valter Galante – ha spiegato Ghigoè un tecnico che in questo scorcio finale di legislatura dovrà rappresentare la continuità gestionale, rimotivare gli operatori della sanità piemontese, attivare un meccanismo più articolato di controlli. Si tratta di una delega piena, senza cogestioni: i LEA - per esempio - non saranno più condivisi con Mariangela Cotto". In merito alla nomina di Farassino, il capo dell’Esecutivo ha affermato: "Gipo è stato indicato dalla Lega come assessore in sostituzione di Brigandì. Con l’assessore alla Cultura, Giampiero Leo, abbiamo proceduto ad una valutazione complessiva delle deleghe da conferire a Farassino. Il nuovo assessore all’Identità piemontese e quello alla Cultura decideranno di comune accordo l’assegnazione dei fondi riguardanti il teatro. Nei giorni scorsi c’era stato qualche momento di tensione perché il mio decreto non era perfettamente esplicativo, ed ho quindi provveduto a dettagliare le rispettive competenze, formalizzando un meccanismo che era già nell’ordine delle cose".

Ghigo ha infine ricordato gli altri spostamenti di deleghe: "A Mariangela Cotto ho attribuito la Formazione professionale, a Leo la Ricerca. I due assessori potranno così condividere la gestione delle politiche riguardanti l’istruzione". Con queste nomine l’Esecutivo è stato ricostituito nella sua completezza. Ora non resta che rimboccarci le maniche e continuare a lavorare per il governo del Piemonte, migliorando ancora di più le nostre già buone performance".

I gruppi del centrosinistra sono intervenuti nel dibattito – con Pietro Marcenaro, Giuliana Manica, Roberto Placido, Wilmer Ronzani, Angelino Riggio (DS), Antonio Saitta (Popolari – Margherita), Giovanni Caracciolo (SDI), Costantino Giordano (Democratici – Margherita), Giancarlo Tapparo (Misto – UCR), Rocco Papandrea (Rifondazione Comunista), Pino Chiezzi (Comunisti Italiani) ed Enrico Moriconi (Verdi) - criticando aspramente le nuove nomine: "Ghigo ha ceduto al vero padrone della sanità piemontese e della maggioranza, il viceministro di AN Ugo Martinat". Il nuovo assessore è stato definito come "Arlecchino, servo di due padroni (Ghigo e Martinat)", la scelta di Galante - è stato sottolineato - è la dimostrazione"che si vogliono narcotizzare i problemi della sanità piemontese. Le strutture dell’assessorato si sono tutte piegate al potere politico con comportamenti opportunistici e l’assessore Galante ne è la dimostrazione".

"Avevamo chiesto trasparenza – ha lamentato il centrosinistra – e ci troviamo con un assessore che nella tasca destra ha la tessera di AN e in quella sinistra quella della CGIL. E non sappiamo in quale nasconda il grembiulino massonico. La promessa di continuità suona a garanzia di un sistema di potere che ha caratterizzato la sanità piemontese negli ultimi dieci anni e che testimonia e rafforza la mancanza di progettualità".

A nome del gruppo Radicali, Bruno Mellano ha definito "scontati gli interventi del centrosinistra, ma ci saremmo aspettati qualcosa sulle linee politiche che stanno dietro le deleghe: attendiamo i nuovi assessori alla prova dei fatti".

Di diverso avviso la maggioranza, intervenuta con Valerio Cattaneo (FI), Marco Botta, Ennio Galasso (AN), Antonello Angeleri (UDC) e Oreste Rossi (Lega Nord) "Le scelte del presidente Ghigo hanno portato ad un rafforzamento dell’azione della Giunta".

"Galante – è stato sottolineato – ha iniziato bene evidenziando da subito una visione strategica della sanità e del welfare che non può essere quella reazionaria e conservatrice del centrosinistra, tutta tesa a difendere posizioni acquisite e piccole nicchie di privilegio".

La maggioranza ha anche rivendicato il comportamento "trasparente e sincero" di Galante a fronte degli attacchi personali subiti ed ha respinto "gli insegnamenti del centrosinistra rispetto alle ingerenze dei partiti sulle scelte della Giunta".

Il neo assessore Galante è intervenuto per confermare "continuità rispetto a quanto fatto negli ultimi anni" e spiegando che "c’è bisogno di un modello più flessibile se vogliamo mantenere l’attuale livello di garanzie ai cittadini. Le attuali strutture sono troppo pesanti. I posti letto sono diminuiti, ma è aumentato il ricorso al day surgery e le cure a domicilio".

Il confronto in Aula sul nuovo assessore all’Identità piemontese, si è particolarmente acceso dopo il saluto portato all’Aula dallo stesso Farassino, che – respingendo le accuse di conflitto d’interessi sulle deleghe teatrali - ha dichiarato: "Ho accettato perché quello dell’identità piemontese è un tema che mi appassiona. L’identità piemontese è stata distrutta dal ’45 in poi dal grande capitale che ha sradicato centinaia di migliaia di persone dalla loro terra per farle venire qui. Il Piemonte è cambiato, ma la sua identità si può recuperare e il mio compito è proprio quello di lavorare in tale direzione, a cominciare dall’istituzione di una tavola rotonda con i capi di tutte le etnie presenti nella regione. È mia intenzione mettere le comunità pugliesi, siciliane, calabresi, venete, insomma, tutte le comunità intorno ad un tavolo".

Molto contrariate le minoranze, che hanno chiesto immediatamente chiarimenti al presidente Ghigo "per censurare le gravissime affermazioni del neo-assessore". "Sono cose da anni ’50 - è stato lamentato - i piemontesi di origine meridionale non hanno capi etnici e spesso si sentono più piemontesi di molti piemontesi", definendo anche "incredibile la volontà di dividere i cittadini del Piemonte in varie etnie, per poi imporre loro una sorta di omologazione. Chissà cosa penserà mai il nuovo assessore degli extracomunitari...".

Anche tra i banchi della maggioranza, in particolare di AN, sono emerse perplessità dato che "riconosciamo solo l’etnia italiana, anche se sappiamo che qui vivono minoranze come gli occitani, i walser o i valdesi". In generale, la maggioranza ha argomentato che "è opportuno confrontarsi sulle cose concrete, in linea con il programma di governo sottoscritto da tutti i partiti di maggioranza".

Il presidente Ghigo è intervenuto per respingere "qualsiasi interpretazione razzista" delle parole di Farassino, in quanto "le intenzioni ed il mandato operativo dell’assessore sono l’esatto contrario: la Regione sente il dovere di far conoscere, a tutti i cittadini interessati, la realtà e le tradizioni del Piemonte". Gli esponenti del gruppo consiliare della Lega Nord, hanno però rimarcato che "il nuovo assessore è stato nominato quando il bilancio era stato già preparato, per cui non dovrebbero esserci problemi se verranno proposti degli emendamenti per dotare opportunamente di risorse il nuovo assessorato".

 

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