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Tascabili


Storie di ordinaria usura (settembre 1999)

PRESENTAZIONE
L’Osservatorio regionale del Piemonte sul fenomeno dell’usura ha tra i suoi fini istituzionali anche "i temi della formazione e dell’informazione sulle tematiche connesse alla legge ed al fenomeno dell’usura".
In tale direzione sono stati attuati nel 1997 due seminari, con l’intervento di autorevoli esperti, dedicati rispettivamente a "L’usura questa sconosciuta.
Dai casi concreti alle proposte per prevenirla" e a "La criminalità transnazionale organizzata: dal riciclaggio all’usura".
Il secondo "tascabile di Palazzo Lascaris" vuole essere un ulteriore strumento per la conoscenza del fenomeno usura nelle sue caratteristiche più significative: esso potrà essere utilizzato, in particolare, dal personale docente e dagli studenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado.
 Le definizioni più conosciute dell’usura - "allarme sociale", "problema di ordine pubblico", "crocevia di attività illecite", "dramma del nostro tempo" - giustificano infatti un coinvolgimento forte e convinto da parte di tutte le istituzioni pubbliche.
 
Sergio DEORSOLA
PRESIDENTE CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE
COORDINATORE OSSERVATORIO REGIONALE SUL FENOMENO DELL’USURA
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L’USURA

L’usura è un reato compreso tra i "delitti contro il patrimonio mediante frode" (art. 644 C.P.). Si tratta di un comportamento illecito perseguibile penalmente con sanzioni "detentive" (la reclusione) e "pecuniarie" (la multa).
Il delitto si consuma - nella fattispecie prevalente - allorquando il soggetto attivo del reato si faccia dare (o anche soltanto promettere) dal soggetto passivo "interessi o altri vantaggi usurari" a fronte della prestazione di denaro (o di altra utilità).
Il soggetto attivo è detto "usuraio" o reo, il soggetto passivo è qualificato "usurato" o vittima del reato.
Esiste una seconda fattispecie in cui un terzo (mediatore d’usura) tramite l’usuraio procura all’usurato denaro (o altra utilità) ottenendo, in corrispettivo, un "compenso usurario" per la mediazione.
La materia è disciplinata dalla legge 7 marzo 1996, n° deg; 108 "Disposizioni in materia di usura" e dalle successive norme secondarie.
Al di là della qualificazione giuridica, la gravità del fenomeno illecito è stata molto efficacemente messa in rilievo dal Governatore della Banca d’Italia, dott. Fazio, che, nelle Considerazioni Finali della Relazione 1996, così si è espresso:
"L’usura colpisce particolarmente le famiglie e le piccole imprese commerciali e artigiane; spesso funge da veicolo per l’ingresso della criminalità organizzata nel settore produttivo.
Il problema è di ordine pubblico"
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CHI SI RIVOLGE AGLI USURAI ?
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Qualsiasi persona fisica può, nel corso della vita, trovarsi in stato di "crisi di liquidità", ossia in una situazione economico-finanziaria difficile, con scarsità di denaro e, nel contempo, con una serie di bisogni indifferibili o urgenti da soddisfare (per esempio: spese chirurgiche per un delicato intervento; ristrutturazione di un edificio pericolante; attività commerciale o imprenditoriale da riorganizzare per adeguarla a mutati scenari di mercato; particolari eventi familiari quali il matrimonio).
I bisogni possono essere motivati anche da altre cause socialmente non apprezzabili (per es.: il "vizio del gioco" per i frequentatori del casinò).
Di fronte a queste situazioni, il soggetto che ha bisogno di "credito" ha due possibili soluzioni:
  • fare riferimento, in prima istanza, al mercato bancario e finanziario che dovrà vagliare, secondo i criteri della "meritevolezza" del richiedente, e nel rispetto di altre regole legislative, regolamentari e comportamentali, se concedere o non concedere il credito, valutando - per ragioni di autotutela - l’esistenza di garanzie reali o personali.
  • qualora non ottenga accesso al "credito legale" rivolgersi all’offerta di "credito illegale" ossia al mercato dell’usura.
Esiste, comunque, una platea eterogenea di vittime dell’usura che comprende tutti gli strati sociali.



QUALI SONO LE PRINCIPALI "CAUSE" CHE PORTANO ALL’USURA?
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L’elencazione non è tassativa né esaustiva:
  • La mancanza o la perdita dei requisiti di "meritevolezza del credito", discrezionalmente valutati dagli intermediari bancari e finanziari;
  • la carenza dei requisiti di "capacità imprenditoriale" da parte dei piccoli imprenditori, commercianti, artigiani etc;
  • l’insorgenza di eventi "straordinari ed indifferibili" (oltre al citato esempio dell’intervento chirurgico, una ristrutturazione di un opificio danneggiato da un terremoto, una riconversione dell’attività produttiva di un piccolo commerciante a causa del sorgere di ipermercati etc.);
  • la tossicodipendenza che comporta per la famiglia della vittima necessità di fonti crescenti di liquidità;
  • il mercato dell’indotto quando l’attività industriale di riferimento subisce una forte recessione economica;
  • il cosiddetto "vizio del gioco" che porta persone normali a perdere interi patrimoni;
  • l’uso non responsabile del denaro in nome del più sfrenato consumismo (nozze, battesimi, funerali sfarzosi ed appariscenti, l’acquisto della automobile sportiva etc.).


CHI È L’USURAIO ?
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Si tratta di persone fisiche che agiscono da sole o in forma associata (artt. 416 - 416 bis C.P.: associazione a delinquere e associazione a delinquere di stampo mafioso).
La tipologia degli usurai è variegata e tende, negli ultimi anni, ad assumere anche la veste della criminalità organizzata.
Le molteplici categorie di usura si ricavano a seconda dei diversi soggetti attivi che la praticano.


POSSIBILI SEGMENTAZIONI DEL CREDITO USURARIO
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Nella raccolta degli atti del seminario sulla criminalità organizzato dall’Osservatorio regionale sul fenomeno dell’usura l’8 maggio 1997 (e di cui in bibliografia) è compresa la relazione del dott. Piero Luigi Vigna, Procuratore Nazionale Antimafia e già Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Firenze.
Il relatore, traendo spunto dal Rapporto su "Estorsione ed usura" del Prefetto Luigi Rossi, già Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket, così si è espresso:
"In questo volume (n.d.r. il Rapporto citato) c’è una galleria di ritratti di personaggi che praticano l’usura e che gestiscono non una commedia ma un dramma, che a volte è solo un dramma familiare, personale, ed a volte anche economico.
Perchè conoscere i volti, sia pure attraverso i loro identikit, quindi non attraverso le foto, di questi usurai, serve anche a prevenire il fenomeno.
E così ci vengono descritti, estrapolandolo da casi pratici, l’usuraio delle relazioni di vicinato che a titolo individuale fa l’usuraio, e vive in stretta colleganza e continuità con i suoi clienti; viene l’idea del condominio molto grande nel quale abiti un condomino che pratica l’usura.
L’usuraio di quartiere: l’esempio rimanda al commerciante, al pensionato ricco, che gestiscono nel quartiere questa particolare attività.
Altra importante figura è quella dell’usuraio fornitore di merce alle imprese locali e cioè il grossista che somministra una cosiddetta assistenza globale ai piccoli commercianti ed artigiani, anticipando loro le spese per l’impianto dei magazzini, assicurando la fornitura delle merci, ma spesso sulla base di contratti capestro.
Molto diffuso, soprattutto al Sud, è l’usuraio che svolge la sua attività nei luoghi di lavoro: negli uffici (c’è stato anche l’esempio di un Ministero dov’era una piccola cellula di usura), nelle aziende pubbliche, negli ospedali. Si è riscontrato che a volte, fra persone che lavorano nello stesso luogo, viene costituito un fondo comune di investimento, chiamandolo così, per poi dare denari ad usura ad altri che lavorano nello stesso ambiente.
C’è poi l’usuraio della criminalità organizzata locale, che sicuramente cerca, attraverso l’usura, di controllare il settore economico.
E ancora l’usura della criminalità di tipo mafioso, che ha tre fondamentali motivazioni.
La prima è quella del controllo del territorio.
La mafia si è accorta che poteva assumere, come strategia di controllo del territorio, il che è fondamentale per l’organizzazione mafiosa, l’usura anzichè l’estorsione, salvo a ricorrere ad una combinazione dei due elementi in una fase successiva.
L’usura, poi, pone ancora più al riparo perchè produce una sorta di sudditanza psicologica dell’usurato, recandosi presso il quale, a cadenze temporali ben definite, a riscuotere gli interessi, si attua la stessa forma di controllo del territorio che veniva prima praticata con il reato di estorsione.
Il secondo motivo per il quale l’organizzazione mafiosa ricorre all’usura è perchè è questo il modo di riuscire ad impossessarsi dell’attività economica, gestita dall’usurato, attraverso vari momenti; e spesso senza acquistarla formalmente, bensì sostanzialmente, in modo che l’attività economica (il bar, la trattoria, il ristorante, l’esercizio commerciale) si mantenga formalmente nelle mani del commerciante usurato, il quale funge da testa di legno per la gestione sostanziale di questa attività da parte dell’associazione mafiosa, dell’associazione criminale, la quale, in questo modo, attraverso l’usura, adempie anche ad un terzo obiettivo: quello di effettuare il riciclaggio del denaro sporco.
Gli accumuli di ricchezza che vengono da altri delitti (traffici di droga, di armi, contrabbandi di tabacchi e quel che ci si può mettere) trovano un canale di ripulitura, anche molto articolato e quindi di difficile ricostruzione, attraverso la pratica dell’usura.
E la pratica dell’usura non solo ripulisce, ma fa poi ritornare, per così dire, attraverso gli interessi, denaro pulito, vale a dire staccato dal reato madre, nelle mani della organizzazione.
E’ stata poi rilevata l’usura che colpisce fasce nuove di debolezza sociale come gli immigrati e le prostitute.
E infine vi è l’usura, ne è stato da più parte accennato, che interessa i giocatori d’azzardo".


CONSIDERAZIONI DI SINTESI SUI DIVERSI SEGMENTI DI USURA
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USURA DI VICINATO
USURA DI QUARTIERE
USURA DEI FORNITORI
USURA D’UFFICIO E OSPEDALIERA
USURA TRA COMMERCIANTI
sono segmenti caratterizzati da:
  • modeste evidenze giudiziarie;
  • scarso allarme sociale.  
CRIMINALITA’ ORGANIZZATA LOCALE
CRIMINALITA’ DI STAMPO MAFIOSO
USURA SU EXTRA COMUNITARI
USURA SU GIOCATORI D’AZZARDO
sono segmenti caratterizzati da:
  • capacità di ricorso alla violenza;
  • reti di accordi collusivi;
  • forme tra le più dinamiche ed aggressive del mercato illegale;
  • forme di investimento negli apparati economici locali con alterazione del mercato bancario.
1) La divisione in segmenti è una elaborazione
del sociologo Maurizio Fiasco(v. bibliografia).





PRINCIPALI TECNICHE ADOTTATE DAGLI USURAI
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Il monitoraggio dei casi di usura, partendo dall’esperienza giudiziaria, permetterebbe una più approfondita e sistematica ricerca delle tecniche adottate dagli usurai.
In questa sede ci preme sottolineare - per grandi linee - i comportamenti che paiono essere quelli più frequentemente attuati dagli usurai nei confronti delle vittime.
  • Sotto il profilo psicologico l’usurato è, spesse volte, una persona fragile che tende a chiudersi in se stessa, vivendo l’esperienza (che si protrae nel tempo) in modo drammatico e coinvolgendo anche altri soggetti (per esempio i componenti il proprio nucleo familiare). 
    Nei confronti dell’usuraio la vittima è, in taluni casi, animato da sentimenti di riconoscenza (!) (per esempio un tempestivo intervento finanziario che ha evitato il tracollo aziendale) che si alternano a sensi di colpa, di paura, di odio.
    L’usuraio può, quindi, approfittare di un quadro psicologico molto debole, accentuato spesso da gravi eventi esterni per:
    • minacciare di rendere pubblica la situazione in cui si trova l’usurato
    • minacciare il comportamento di azioni violente contro i beni e/o
    •  le persone (per esempio del nucleo familiare delle vittime)
    • richiedere all’usurato di diventare un collaboratore (o correo)
    •  nella ricerca di potenziali clienti, a fronte di qualche modesto
    •  favore (una dilazione nei pagamenti o un piccolo sconto sul debito).
  • In quest’ultimo caso la situazione dell’usurato è molto simile a quella della vittima della droga che, pur di usufruire della dose giornaliera, diventa spacciatore per conto di terzi.
    Sotto il profilo garantistico, l’usuraio che eroga denaro illecitamente è in grado - spesse volte - tramite informazioni (bollettino dei protesti - visure camerali - fughe di notizie da parte di intermediari etc.) di valutare se il suo cliente (anche tramite il nucleo familiare) sia in grado di rimborsare il debito oppure se la situazione patrimoniale dei beni (diversi dal denaro) della vittima sia tale da rappresentare una sicura garanzia e il vero obiettivo del finanziamento piuttosto che l’elevato tasso di interesse usurario.
    Ed ecco quindi il perché l’usuraio si appropria di un rilevante numero di effetti (assegni o cambiali) della vittima o di suoi parenti, in modo da utilizzarli o per ricattare l’usurato (se non paghi ti faccio protestare gli assegni) oppure per farne strumento di maggior pressione una volta protestati.  
  • Le forme più moderne di queste tecniche che tendono a non privilegiare l’aspetto dell’interesse usurario, si traducono in veri e propri "controlli" merceologici o territoriali, tramite l’acquisizione (apparentemente legale) di esercizi commerciali, di partecipazioni societarie, di quote mobiliari, di proprietà immobiliari.
  • Un ulteriore aspetto (di competenza della Procura Nazionale Antimafia), che rappresenta l’evoluzione delle tecniche degli usurai associati si realizza quando il denaro riciclato viene utilizzato come "provvista" da investire in fatti di usura, per l’alta redditività che può ricavarsi senza eccessivi rischi di punibilità (almeno prima della vigenza della legge 108/1996).
    Secondo la precedente disciplina, infatti, il giudice penale per condannare un usuraio doveva provare che l’usurato fosse "in stato di bisogno" e che ci fosse stato l’approfittamento (da parte dell’usuraio) di questo stato. Oggi, con la legge 108/1996, relativamente alla diverse operazioni bancarie e finanziarie (per esempio mutuo, leasing, factoring, credito al consumo etc.) vengono fissati dal Ministro del Tesoro i tassi soglia oltre i quali l’usurarietà dell’interesse è oggettivamente certa.
    E’ provato, in questi ultimi anni, che l’esplosione a livello nazionale e mondiale del riciclaggio del denaro sporco (previsto nel nostro ordinamento come reato dall’art. 648-bis C.P.), si interconnette con il reato d’usura: diventa un protagonista di tale business 2 la criminalità transnazionale organizzata che, limitando il riferimento al nostro Paese, vede coinvolte, in aree geografiche che tendono ad espandersi oltre la zona di origine, la mafia, la ‘ndrangheta, la camorra, la sacra corona unita.
    In questa situazione è possibile che tra i professionisti dell’usura e settori istituzionali e finanziari corrotti si instaurino rapporti.
    Quanto più deboli si manifestino le componenti della società legale, tanto maggiori saranno le opportunità per una organizzazione criminale ramificata nei diversi Paesi di infiltrarsi nell’economia legale con effetti devastanti per la società civile.
2) Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale (da "Il Giornale" del 20/6/1997), la attività di riciclaggio del denaro sporco nel mondo sarebbe compresa tra 500.000 miliardi e 850.000 miliardi di lire.


IL PERCORSO DELL'USURA
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Grafico1: il percorso dell'usura
Grafico 2: Situazione di pericolo
Grafico 3: Rischio d'usura
3) Elaborazione di Germano Aprà (Fondazione San Matteo - Insieme contro l’usura).

UN ESEMPIO LETTERARIO (MA NON TROPPO) DI USURA
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In un racconto di Leonardo Sciascia (Il giorno della Civetta, ed Einaudi - 1° edizione 1961) il Capitano Bellodi, comandante della compagnia Carabinieri di una paese della Sicilia, a seguito di un oscuro delitto convoca il "confidente" Calogero Dibella, detto Parinieddu per sapere cosa ne pensasse dell’omicidio del Signor Colasberna.
Lo scrittore così descrive la figura del "Confidente":
CHI ERA IL CONFIDENTE?
"L’uomo era pregiudicato, ladro di pecore nell’immediato dopoguerra ed ora, a quanto si sapeva, soltanto mediatore di prestiti a usura".
PERCHE’ FACEVA IL CONFIDENTE?
"Un po’ per vocazione, un po’ illudendosi di avere così privilegio di impunità nel mestiere che faceva (...)".
IL MEDIATORE D’USURA
 "Un mestiere che, in confronto a quello di rubare a mano armata, considerava onesto e giudizioso, da padre di famiglia".
 "L’aver rubato al passo (n.d.r. le pecore) diceva un errore di gioventù".

Un lavoro vantaggioso:
 "Senza una lira di capitale scorrendogli tra le mani il denaro degli altri riusciva ora a campare tre figli e la moglie".
RICICLAGGIO DEL DENARO SPORCO
 "(...) e denaro metteva da parte per impegnarlo domani in un piccolo commercio, mettersi dietro un banco di bottega a misurare tessuti, era il sogno di tutta la sua vita".
L’UTILITÀ DELLA PRECEDENTE ATTIVITÀ CRIMINOSA
 "Ma a quell’errore di gioventù, al fatto di essere stato in galera, era legato il facile e lucroso mestiere che faceva perchè coloro che gli affidavano il denaro, insospettabili galantuomini, che amavano l’ordine sociale e le messe cantate, contavano sul suo prestigio affinchè i debitori non sgarrassero nella puntualità dei pagamenti e nel segreto da mantenere".
IL RUOLO DEL MEDIATORE D’USURA: EFFETTI
 "E infatti, per il timore che il mediatore sapeva incutere (...), i debitori pagavano il cento per cento di usura e alle scadenze: e le rare dilazioni venivano concesse con un criterio di progressione che, per fare un esempio, di uno che col prestito ricevuto avesse comprato un mulo, necessario per la salma (n.d.r. misura di superficie) di terra che possedeva, in capo a due anni il creditore (n.d.r. l’usuraio) si prendeva il mulo e la salma di terra".


CHE COSA SI PUÒ FARE IN CONCRETO CONTRO L’USURA?
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Occorre distinguere le condotte da adottare a seconda che l’usura si sia consumata ovvero vi sia soltanto il rischio di diventarne vittima.
Nel primo caso la legge 108/1996 offre un sistema repressivo a disposizione della Autorità Giudiziaria (inquirente e giudicante).
  • L’avvio dell’azione penale, però, deve essere promosso dalle vittime dell’usura che devono essere sempre più convinte che senza la denuncia del fatto illecito presso le Forze dell’Ordine o direttamente alla magistratura inquirente (ufficio del P.M.) non si potranno conseguire risultati utili per poter condannare gli usurai.
  • L’attività dei giudici inquirenti può avvalersi del ricorso alle "intercettazioni telefoniche o ambientali".
  • La punibilità del reo è differita nel tempo per effetto dei nuovi termini di prescrizione del reato (che decorrono dal giorno in cui l’usuraio ha effettuato l’ultima riscossione dell’interesse e del capitale).
  • A seguito della condanna penale, l’usuraio:
    •  subisce la confisca dei beni (profitto o prezzo del reato ovvero beni, denaro, altre utilità nella disponibilità diretta o indiretta del reo);
    • è incapace di contrarre con P.A.;
    • può essere assoggettato, oltre alla pena edittale, (reclusione sino a 6
    •  anni o multa sino a L. 30.000.000) anche a quattro "aggravanti" che causano una maggiorazione della pena (da un terzo a un mezzo): il compimento del reato (di usura) nell’esercizio di attività professionale, di intermediazione mobiliare e bancaria; la richiesta (dal reo alla vittima) di specifiche garanzie (quote societarie, partecipazioni aziendali, immobili); lo "stato di bisogno" della vittima; l’esercizio di attività professionale, artigiana, imprenditoriale da parte della vittima.
Nel secondo caso (rischio di usura non ancora in atto) la prevenzione è il più efficace strumento contro i fatti di usura.
  • Con la legge 108/1996 è stato istituito un Fondo di prevenzione a favore delle Fondazioni ed Associazioni riconosciute da una parte ed i Confidi dall’altra da suddividere per il 30% ai primi soggetti e per il 70% residuo ai Confidi (stanziamento globale per un triennio = 300 miliardi).
  • I Confidi (Consorzi di garanzia fidi), ricevuta la dotazione, dovranno costituire appositi Fondi di garanzia a fronte di operazioni di finanziamento erogate da Banche a favore di imprese (piccole e medie) in stato di "elevato rischio finanziario".
  • Sempre con la legge 108/1996 è stato previsto un "Fondo di solidarietà per le vittime dell’usura" istituito presso il Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket. Il Fondo eroga mutui, senza interessi, di durata non superiore a cinque anni, a favore di esercenti attività imprenditoriale, commerciale, artigiana che abbiano denunciato gli usurai e siano parti offese nel procedimento penale contro gli usurai stessi.
  • Un altro rimedio - in ottica preventiva - si ricava dalla legge 108/1996, con la previsione di una nuova figura di reato (contravvenzione) punito con l’arresto e l’ammenda nei confronti di persone esercenti attività bancaria, finanziaria e di mediazione creditizia che nell’espletamento dei loro compiti "indirizzano" la propria clientela a soggetti non abilitati all’esercizio dell’attività bancaria e finanziaria. (Per esempio banche e/o finanziarie che operano senza essere iscritte in appositi elenchi presso la Banca d’Italia, o l’Ufficio Italiano Cambi).
  • I rimedi extra-legislativi che possono ridurre i casi d’usura, sono legati alla soluzione dei problemi politico/sociali/economici/istituzionali del nostro Paese (la mancanza di posti di lavoro; il divario di ricchezza tra Nord e Sud; la crisi della giustizia; i ritardi della Pubblica Amministrazione; l’espansione della criminalità economica organizzata etc).
  • Ciò che è indispensabile, per sperare di conseguire risultati ottimistici, è il necessario e sollecito coinvolgimento da parte di tutte le componenti della nostra società civile, nessuna esclusa, che non devono respingere o rimuovere il fenomeno.
  • Nel settore specifico della intermediazione, viene richiesta a Banche e a finanziarie da fonte autorevole (i vertici della Banca d’Italia) la "collaborazione attiva" che trova il suo fondamento giustificativo in alcune normative, in particolare la legge 197/1991 (antiriciclaggio), la nuova legge bancaria (T.U. 385/1993), il "Codice di comportamento per il settore bancario e finanziario" (anno 1996).
  • Dalla Pubblica Amministrazione ci si attende un recupero di efficienza ed un collegamento - in tempi reali - tra le diverse istituzioni.
  • Così pure gioca a favore della prevenzione una politica di informazione e di formazione sul fenomeno dell’usura e sui rimedi per combatterla che trova interessati operatori pubblici e privati, studenti, cittadini in generale. Le iniziative assunte dall’Osservatorio del Consiglio regionale del Piemonte sul fenomeno dell’usura si inseriscono in questo filone.
  • Sarebbe anche auspicabile che i mass-media si accostassero al fenomeno con una "strategia" mirata non tanto a trasformare un "dramma" in "spettacolo" quanto a pubblicizzare con l’ausilio di testimoni e di esperti il percorso dell’usura e gli strumenti per uscire dal tunnel.
  • Esistono, infine, strumenti idonei a prevenire l’usura che si richiamano a principi da non molto considerati applicabili, a pieno titolo, anche all’economia ed alla finanza:
    • l’etica e la deontologia, per cui la "reputazione aziendale" diventa un valore di riferimento;
    • la disapprovazione sociale verso condotte illecite quale l’usura,  definita un "problema di ordine pubblico" o un "affare sociale";
    • la solidarietà con le vittime, da tradursi in concrete iniziative per evitare che il principio si limiti ad una retorica affermazione astratta;
    • la mediazione del volontariato sia religioso che laico (includiamo accanto alle Fondazioni Antiusura, gli esperimenti di "credito soli- dale" che la Cariplo di Milano ed il San Paolo di Torino hanno atti-  vato per primi).
  • Occorre, quindi, che i cittadini possano credere nello Stato e vogliano reagire riponendo fiducia nelle Forze dell’Ordine, nella magistratura, nelle Fondazioni ed Associazioni Antiusura, negli altri enti e soggetti sorti con un primario obiettivo di cooperazione e solidarietà con le vittime dell’usura.
    Quale comportamento possono adottare le persone di buona volontà, anche singolarmente, che sia utile per conseguire risultati concreti in quella che si appalesa come una vera e propria lotta contro i devastanti effetti dell’usura? Una risposta, non certo l’unica, si può trarre da un documento pubblico, il primo bilancio consuntivo al 31 dicembre 1995 della "Fondazione San Matteo - Insieme contro l’usura" di Torino: "Siamo convinti che non basta fare il proprio dovere, ma bisogna fare qualcosa di più. Pensiamo ad esempio al funzionario di banca che, avendo rifiutato giustamente la concessione di un prestito, non si è preoccupato di spiegare le ragioni di quella decisione; al professionista che svolge incarichi per conto di società finanziarie senza chiedersi quali storie possono celarsi dietro alle aride cifre dei crediti iscritti in bilancio; alle persone che intuiscono le difficoltà di un conoscente o di un amico ed evitano di affrontare con lui il discorso per non sentirsi chiedere soldi in prestito".


INDIRIZZI UTILI
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OSSERVATORIO REGIONALE 
SUL FENOMENO DELL’USURA

Via Alfieri, 15 - 10121 Torino 
E-mail: csr@csr.regione.piemonte.it
tel. 011.5757289 - fax 011.5757365

FONDAZIONE SAN MATTEO
INSIEME CONTRO L’USURA

Via Monte di Pietà, 5 - 10121 Torino 
tel. 011.5178724 - 011.5189281 - fax 011.5612788 
Orario apertura uffici: 
lunedì - venerdì 9.30 - 12.30
FONDAZIONE ANTI USURA CRT
Via XX Settembre, 31 - 10121 Torino 
tel. 011.6622453 - fax 011.6622450



Osservatorio Regionale sul Fenomeno dell'Usura
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L’osservatorio è stato istituito presso il Consiglio regionale, con deliberazione C.R. 30/7/1996 n. 268-12415, come cerniera tra istituzioni e società civile per la lotta contro la piaga dell'usura.
A tal fine, in collaborazione con le associazioni di categoria, fondazioni anti usura e forze dell'ordine, l'Osservatorio raccoglie dati utili a quantificare la dimensione del fenomeno in Piemonte e svolge attività di informazione e prevenzione, soprattutto con iniziative rivolte ai giovani.
L’Osservatorio è composto da esperti e da rappresentanti delle organizzazioni di categoria, Magistratura e Forze dell'Ordine.
Tra le prime iniziative vanno segnalati importanti convegni a livello provinciale, nazionale ed internazionale e la pubblicazione di un opuscolo divulgativo da distribuire nelle scuole.

Fondazione San Matteo Insieme contro l’usura
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La Fondazione San Matteo - Insieme contro l’usura, costituita il 10/10/1994 a Torino per espressa volontà di S.E il Cardinale Giovanni Saldarini, Arcivescovo di Torino, è stata riconosciuta come persona giuridica con D.G.R., n. 442/41291 del 30 /11/1994.
E’ nata per combattere il devastante fenomeno dell’usura, che distrugge non solo l’impresa ma anche l’uomo, la famiglia e consuma il patrimonio.
Scopi della Fondazione, secondo la previsione statutaria, sono in conformità con l’insegnamento della Chiesa cattolica: il soccorso di chi è vittima dell’usura, la valorizzazione dell’esperienza di soccorso in funzione preventiva ed educativa ai fini della promozione di una amministrazione di beni moralmente ed economicamente corretta.
Hanno sinora contribuito alla costituzione dei fondi patrimoniali, l’Arcivescovado di Torino (con i fondi dell’8 per mille), l’Istituto Bancario San Paolo di Torino, la Banca CRT, la Regione Piemonte, il Comune di Torino ed alcuni privati.
Lo Stato, a valere sul fondo di prevenzione antiusura (art.15 legge 108/1996) ha stanziato nel 1997 a favore della Fondazione contributi pari a Lit. 5.400.000.000 per la costituzione di uno speciale fondo a garanzia di finanziamenti da concedere a imprese e famiglie in situazioni di difficile accesso al credito ed in possesso dei requisiti di meritevolezza prescritti da Ministero del Tesoro.
Sono state firmate due convenzioni operative con l’Istituto Bancario San Paolo di Torino e la Banca CRT.
I volontari del Comitato di valutazione hanno ascoltato, al 31/12/1997, 500 casi.
In data 30 /04/1998 le deliberazioni di garanzia ordinaria hanno raggiunto l’importo di Lit.2.650.000.000 mentre i finanziamenti concessi dalle banche convenzionate (durata massima quinquennale, tassi inferiori al prime rate e importo non eccedente i 30.000.000) sono stati pari a Lit. 2.153.000.000.
Sempre al 30/04/1998 le pratiche deliberate sul citato fondo di garanzia speciale ammontano a Lit. 630.000.000 mentre le operazioni erogate sono state pari a Lit. 412.000.000.
La "Fondazione" fa parte del gruppo delle Fondazioni antiusura di matrice ecclesiale e del Cartello antiusura costituito in occasione della legge 108/1996 (Disposizioni in materia di usura).

Fondazione Anti-Usura CRT
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La Fondazione anti usura CRT è stata costituita su iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, con atto 8 gennaio 1998 e riconosciuta quale persona giuridica privata con D.G.R. n. 15-24641 del 25 maggio 1998. Non ha ancora, al momento attuale, iniziato la propria attività, essendo subordinata l’inizio di essa al riconoscimento della personalità giuridica, pervenuto soltanto il 16 giugno 1998.
Il proprio ambito operativo è costituito dal territorio della Regione Piemonte.
Come scopo si prefigge la prevenzione del reato di usura anche attraverso forme di tutela, assistenza ed informazione nei confronti dei soggetti a rischio di usura, secondo le norme dello statuto.
Per il raggiungimento del suo scopo la Fondazione opera sia attraverso la costituzione di un "Fondo di garanzia" affinché le Banche, ed in particolare la Banca CRT S.p.A., e gli intermediari finanziari eroghino finanziamenti a privati ed imprese sulla base di specifiche convenzioni, sia attraverso la promozione di attività di assistenza tecnica e di informazione economica e giuridica per i soggetti a rischio di usura e per le vittime della stessa.
Promuove anche forme di collegamento con le strutture collettive di garanzia fidi già operative sul territorio regionale, al fine di agevolare la concessione di finanziamenti alle imprese.
Possono beneficiare dell’attività della Fondazione quei soggetti privati e quelle imprese che dichiarino di non essere ancora incorsi nell’usura, che versino in grave stato di difficoltà da far prevedere il ricorso a prestiti usurari; che si trovino a dover affrontare situazioni improvvise di difficoltà o a dover far fronte a spese di carattere straordinario. Tali soggetti devono non essere in possesso di tutti i normali requisiti - in termini di garanzia e di situazioni economiche, finanziarie e giuridiche - per accedere al credito bancario.
Il fondo di dotazione è pari a Lit.200.000.00, mentre il fondo di garanzia è di Lit. 2.000.000.000.
Sarà costituito un Comitato di valutazione che avrà i compiti di fornire consulenza ai soggetti che contattano la Fondazione e di istruire le richieste di finanziamento, verificando la sussistenza dei requisiti richiesti dallo statuto e dalle convenzioni in essere con le Banche e gli intermediari finanziari.


BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
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AA.VV. (a cura di M. ROVERO, A. ROSSI, P. BERTOLDO), La criminalità transnazionale organizzata: dal riciclaggio all’usura, Atti del seminario a cura del Consiglio regionale del Piemonte - Osservatorio regionale sul fenomeno dell’usura, SEI, Torino 1998.
Si citano, altresì, due lavori di ricerca del prof. Maurizio FIASCO, sociologo e consulente della Commissione Parlamentare Antimafia, editi a cura del cartello "Insieme contro l’usura":
L’usura nelle città - Mercato, Comune e risposta civile, Roma 1996.
Il peso dell’usura nelle 100 province italiane, (1.deg; parte), Roma 1997.
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