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Sito ufficiale del Consiglio regionale del Piemonte
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TascabiliStorie di ordinaria usura (settembre 1999)LOsservatorio regionale del Piemonte sul fenomeno dellusura
ha tra i suoi fini istituzionali anche "i temi della formazione e
dellinformazione sulle tematiche connesse alla legge ed al fenomeno
dellusura".
In tale direzione sono stati attuati nel 1997 due seminari, con lintervento di autorevoli esperti, dedicati rispettivamente a "Lusura questa sconosciuta. Dai casi concreti alle proposte per prevenirla" e a "La criminalità transnazionale organizzata: dal riciclaggio allusura". Il secondo "tascabile di Palazzo Lascaris" vuole essere un ulteriore strumento per la conoscenza del fenomeno usura nelle sue caratteristiche più significative: esso potrà essere utilizzato, in particolare, dal personale docente e dagli studenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado. Le definizioni più conosciute dellusura - "allarme sociale", "problema di ordine pubblico", "crocevia di attività illecite", "dramma del nostro tempo" - giustificano infatti un coinvolgimento forte e convinto da parte di tutte le istituzioni pubbliche. Sergio DEORSOLA
PRESIDENTE CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE COORDINATORE OSSERVATORIO REGIONALE SUL FENOMENO DELLUSURA Lusura è un reato compreso tra i "delitti contro il patrimonio mediante frode" (art. 644 C.P.). Si tratta di un comportamento illecito perseguibile penalmente con sanzioni "detentive" (la reclusione) e "pecuniarie" (la multa). Il delitto si consuma - nella fattispecie prevalente - allorquando il
soggetto attivo del reato si faccia dare (o anche soltanto promettere)
dal soggetto passivo "interessi o altri vantaggi usurari" a
fronte della prestazione di denaro (o di altra utilità).
Il soggetto attivo è detto "usuraio" o reo, il soggetto
passivo è qualificato "usurato" o vittima del reato.
Esiste una seconda fattispecie in cui un terzo (mediatore dusura)
tramite lusuraio procura allusurato denaro (o altra utilità)
ottenendo, in corrispettivo, un "compenso usurario" per la mediazione.
La materia è disciplinata dalla legge 7 marzo
1996, n° deg; 108 "Disposizioni in materia di usura"
e dalle successive norme secondarie.
Al di là della qualificazione giuridica, la gravità
del fenomeno illecito è stata molto efficacemente messa in rilievo
dal Governatore della Banca dItalia, dott. Fazio, che, nelle Considerazioni
Finali della Relazione 1996, così si è espresso:
"Lusura colpisce particolarmente le famiglie e le piccole
imprese commerciali e artigiane; spesso funge da veicolo per lingresso
della criminalità organizzata nel settore produttivo.
Il problema è di ordine pubblico". Qualsiasi persona fisica può, nel corso della vita, trovarsi in stato di "crisi di liquidità", ossia in una situazione economico-finanziaria difficile, con scarsità di denaro e, nel contempo, con una serie di bisogni indifferibili o urgenti da soddisfare (per esempio: spese chirurgiche per un delicato intervento; ristrutturazione di un edificio pericolante; attività commerciale o imprenditoriale da riorganizzare per adeguarla a mutati scenari di mercato; particolari eventi familiari quali il matrimonio). I bisogni possono essere motivati anche da altre cause socialmente non
apprezzabili (per es.: il "vizio del gioco" per i frequentatori
del casinò).
Di fronte a queste situazioni, il soggetto che ha bisogno di "credito"
ha due possibili soluzioni:
Esiste, comunque, una platea eterogenea di vittime dellusura che
comprende tutti gli strati sociali.
Lelencazione non è tassativa né esaustiva:
Si tratta di persone fisiche che agiscono da sole o in forma associata (artt. 416 - 416 bis C.P.: associazione a delinquere e associazione a delinquere di stampo mafioso). La tipologia degli usurai è variegata e tende, negli ultimi anni, ad assumere anche la veste della criminalità organizzata. Le molteplici categorie di usura si ricavano a seconda dei diversi soggetti attivi che la praticano. Nella raccolta degli atti del seminario sulla criminalità organizzato dallOsservatorio regionale sul fenomeno dellusura l8 maggio 1997 (e di cui in bibliografia) è compresa la relazione del dott. Piero Luigi Vigna, Procuratore Nazionale Antimafia e già Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Firenze. Il relatore, traendo spunto dal Rapporto su "Estorsione ed usura"
del Prefetto Luigi Rossi, già Commissario Straordinario del Governo
per il coordinamento delle iniziative antiracket, così si è
espresso:
"In questo volume (n.d.r. il Rapporto citato) cè
una galleria di ritratti di personaggi che praticano lusura e che
gestiscono non una commedia ma un dramma, che a volte è solo un
dramma familiare, personale, ed a volte anche economico.
Perchè conoscere i volti, sia pure attraverso i loro identikit, quindi non attraverso le foto, di questi usurai, serve anche a prevenire il fenomeno. E così ci vengono descritti, estrapolandolo da casi pratici,
lusuraio delle relazioni di vicinato che a titolo individuale fa
lusuraio, e vive in stretta colleganza e continuità con i
suoi clienti; viene lidea del condominio molto grande nel quale
abiti un condomino che pratica lusura.
Lusuraio di quartiere: lesempio rimanda al commerciante, al pensionato ricco, che gestiscono nel quartiere questa particolare attività. Altra importante figura è quella dellusuraio fornitore di merce alle imprese locali e cioè il grossista che somministra una cosiddetta assistenza globale ai piccoli commercianti ed artigiani, anticipando loro le spese per limpianto dei magazzini, assicurando la fornitura delle merci, ma spesso sulla base di contratti capestro. Molto diffuso, soprattutto al Sud, è lusuraio che svolge la sua attività nei luoghi di lavoro: negli uffici (cè stato anche lesempio di un Ministero dovera una piccola cellula di usura), nelle aziende pubbliche, negli ospedali. Si è riscontrato che a volte, fra persone che lavorano nello stesso luogo, viene costituito un fondo comune di investimento, chiamandolo così, per poi dare denari ad usura ad altri che lavorano nello stesso ambiente. Cè poi lusuraio della criminalità organizzata
locale, che sicuramente cerca, attraverso lusura, di controllare
il settore economico.
E ancora lusura della criminalità di tipo mafioso, che ha tre fondamentali motivazioni. La prima è quella del controllo del territorio. La mafia si è accorta che poteva assumere, come strategia di controllo del territorio, il che è fondamentale per lorganizzazione mafiosa, lusura anzichè lestorsione, salvo a ricorrere ad una combinazione dei due elementi in una fase successiva. Lusura, poi, pone ancora più al riparo perchè produce una sorta di sudditanza psicologica dellusurato, recandosi presso il quale, a cadenze temporali ben definite, a riscuotere gli interessi, si attua la stessa forma di controllo del territorio che veniva prima praticata con il reato di estorsione. Il secondo motivo per il quale lorganizzazione mafiosa ricorre
allusura è perchè è questo il modo di riuscire
ad impossessarsi dellattività economica, gestita dallusurato,
attraverso vari momenti; e spesso senza acquistarla formalmente, bensì
sostanzialmente, in modo che lattività economica (il bar,
la trattoria, il ristorante, lesercizio commerciale) si mantenga
formalmente nelle mani del commerciante usurato, il quale funge da testa
di legno per la gestione sostanziale di questa attività da parte
dellassociazione mafiosa, dellassociazione criminale, la quale,
in questo modo, attraverso lusura, adempie anche ad un terzo obiettivo:
quello di effettuare il riciclaggio del denaro sporco.
Gli accumuli di ricchezza che vengono da altri delitti (traffici di droga, di armi, contrabbandi di tabacchi e quel che ci si può mettere) trovano un canale di ripulitura, anche molto articolato e quindi di difficile ricostruzione, attraverso la pratica dellusura. E la pratica dellusura non solo ripulisce, ma fa poi ritornare,
per così dire, attraverso gli interessi, denaro pulito, vale a
dire staccato dal reato madre, nelle mani della organizzazione.
E stata poi rilevata lusura che colpisce fasce nuove di debolezza sociale come gli immigrati e le prostitute. E infine vi è lusura, ne è stato da più parte accennato, che interessa i giocatori dazzardo". USURA DI VICINATO USURA DI QUARTIERE USURA DEI FORNITORI USURA DUFFICIO E OSPEDALIERA USURA TRA COMMERCIANTI sono segmenti caratterizzati da:
CRIMINALITA ORGANIZZATA LOCALE
CRIMINALITA DI STAMPO MAFIOSO USURA SU EXTRA COMUNITARI USURA SU GIOCATORI DAZZARDO sono segmenti caratterizzati da:
1) La divisione in segmenti è una elaborazione
del sociologo Maurizio Fiasco(v. bibliografia). Il monitoraggio dei casi di usura, partendo dallesperienza giudiziaria, permetterebbe una più approfondita e sistematica ricerca delle tecniche adottate dagli usurai. In questa sede ci preme sottolineare - per grandi linee - i comportamenti che paiono essere quelli più frequentemente attuati dagli usurai nei confronti delle vittime.
2) Secondo le
stime del Fondo Monetario Internazionale (da "Il Giornale" del
20/6/1997), la attività di riciclaggio del denaro sporco nel mondo
sarebbe compresa tra 500.000 miliardi e 850.000 miliardi di lire.
3) Elaborazione di Germano Aprà (Fondazione San Matteo - Insieme
contro lusura).
In un racconto di Leonardo Sciascia (Il giorno della Civetta, ed Einaudi - 1° edizione 1961) il Capitano Bellodi, comandante della compagnia Carabinieri di una paese della Sicilia, a seguito di un oscuro delitto convoca il "confidente" Calogero Dibella, detto Parinieddu per sapere cosa ne pensasse dellomicidio del Signor Colasberna. Lo scrittore così descrive la figura del "Confidente":
CHI ERA IL CONFIDENTE?
"Luomo era pregiudicato, ladro di pecore nellimmediato dopoguerra ed ora, a quanto si sapeva, soltanto mediatore di prestiti a usura". PERCHE FACEVA IL CONFIDENTE?
"Un po per vocazione, un po illudendosi di avere così privilegio di impunità nel mestiere che faceva (...)". IL MEDIATORE DUSURA
"Un mestiere che, in confronto a quello di rubare a mano armata, considerava onesto e giudizioso, da padre di famiglia". "Laver rubato al passo (n.d.r. le pecore) diceva un errore di gioventù". Un lavoro vantaggioso: "Senza una lira di capitale scorrendogli tra le mani il denaro degli altri riusciva ora a campare tre figli e la moglie". RICICLAGGIO DEL DENARO SPORCO
"(...) e denaro metteva da parte per impegnarlo domani in un piccolo commercio, mettersi dietro un banco di bottega a misurare tessuti, era il sogno di tutta la sua vita". LUTILITÀ DELLA PRECEDENTE ATTIVITÀ CRIMINOSA
"Ma a quellerrore di gioventù, al fatto di essere stato in galera, era legato il facile e lucroso mestiere che faceva perchè coloro che gli affidavano il denaro, insospettabili galantuomini, che amavano lordine sociale e le messe cantate, contavano sul suo prestigio affinchè i debitori non sgarrassero nella puntualità dei pagamenti e nel segreto da mantenere". IL RUOLO DEL MEDIATORE DUSURA: EFFETTI
"E infatti, per il timore che il mediatore sapeva incutere (...), i debitori pagavano il cento per cento di usura e alle scadenze: e le rare dilazioni venivano concesse con un criterio di progressione che, per fare un esempio, di uno che col prestito ricevuto avesse comprato un mulo, necessario per la salma (n.d.r. misura di superficie) di terra che possedeva, in capo a due anni il creditore (n.d.r. lusuraio) si prendeva il mulo e la salma di terra". Occorre distinguere le condotte da adottare a seconda che lusura si sia consumata ovvero vi sia soltanto il rischio di diventarne vittima. Nel primo caso la legge 108/1996 offre un sistema repressivo a disposizione
della Autorità Giudiziaria (inquirente e giudicante).
Nel secondo caso (rischio di usura non ancora in atto) la prevenzione
è il più efficace strumento contro i fatti di usura.
OSSERVATORIO REGIONALE SUL FENOMENO DELLUSURA Via Alfieri, 15 - 10121 Torino E-mail: csr@csr.regione.piemonte.it tel. 011.5757289 - fax 011.5757365 FONDAZIONE SAN MATTEO INSIEME CONTRO LUSURA Via Monte di Pietà, 5 - 10121 Torino tel. 011.5178724 - 011.5189281 - fax 011.5612788 Orario apertura uffici: lunedì - venerdì 9.30 - 12.30 FONDAZIONE ANTI USURA CRT
Via XX Settembre, 31 - 10121 Torino tel. 011.6622453 - fax 011.6622450 Osservatorio Regionale sul Fenomeno dell'Usura Losservatorio è stato istituito presso il Consiglio regionale, con deliberazione C.R. 30/7/1996 n. 268-12415, come cerniera tra istituzioni e società civile per la lotta contro la piaga dell'usura. A tal fine, in collaborazione con le associazioni di categoria, fondazioni
anti usura e forze dell'ordine, l'Osservatorio raccoglie dati utili a
quantificare la dimensione del fenomeno in Piemonte e svolge attività
di informazione e prevenzione, soprattutto con iniziative rivolte ai giovani.
LOsservatorio è composto da esperti e da rappresentanti
delle organizzazioni di categoria, Magistratura e Forze dell'Ordine.
Tra le prime iniziative vanno segnalati importanti convegni a livello
provinciale, nazionale ed internazionale e la pubblicazione di un opuscolo
divulgativo da distribuire nelle scuole.
La Fondazione San Matteo - Insieme contro lusura, costituita il 10/10/1994 a Torino per espressa volontà di S.E il Cardinale Giovanni Saldarini, Arcivescovo di Torino, è stata riconosciuta come persona giuridica con D.G.R., n. 442/41291 del 30 /11/1994. E nata per combattere il devastante fenomeno dellusura, che
distrugge non solo limpresa ma anche luomo, la famiglia e
consuma il patrimonio.
Scopi della Fondazione, secondo la previsione statutaria, sono in conformità
con linsegnamento della Chiesa cattolica: il soccorso di chi è
vittima dellusura, la valorizzazione dellesperienza di soccorso
in funzione preventiva ed educativa ai fini della promozione di una
amministrazione di beni moralmente ed economicamente corretta.
Hanno sinora contribuito alla costituzione dei fondi patrimoniali, lArcivescovado
di Torino (con i fondi dell8 per mille), lIstituto Bancario
San Paolo di Torino, la Banca CRT, la Regione Piemonte, il Comune di Torino
ed alcuni privati.
Lo Stato, a valere sul fondo di prevenzione antiusura (art.15 legge 108/1996)
ha stanziato nel 1997 a favore della Fondazione contributi pari a Lit.
5.400.000.000 per la costituzione di uno speciale fondo a garanzia di
finanziamenti da concedere a imprese e famiglie in situazioni di difficile
accesso al credito ed in possesso dei requisiti di meritevolezza prescritti
da Ministero del Tesoro.
Sono state firmate due convenzioni operative con lIstituto Bancario
San Paolo di Torino e la Banca CRT.
I volontari del Comitato di valutazione hanno ascoltato, al 31/12/1997,
500 casi.
In data 30 /04/1998 le deliberazioni di garanzia ordinaria hanno raggiunto
limporto di Lit.2.650.000.000 mentre i finanziamenti concessi dalle
banche convenzionate (durata massima quinquennale, tassi inferiori al
prime rate e importo non eccedente i 30.000.000) sono stati pari a Lit.
2.153.000.000.
Sempre al 30/04/1998 le pratiche deliberate sul citato fondo di garanzia
speciale ammontano a Lit. 630.000.000 mentre le operazioni erogate sono
state pari a Lit. 412.000.000.
La "Fondazione" fa parte del gruppo delle Fondazioni antiusura
di matrice ecclesiale e del Cartello antiusura costituito in occasione
della legge 108/1996 (Disposizioni in materia di usura).
La Fondazione anti usura CRT è stata costituita su iniziativa
della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, con atto 8 gennaio 1998
e riconosciuta quale persona giuridica privata con D.G.R. n. 15-24641
del 25 maggio 1998. Non ha ancora, al momento attuale, iniziato la propria
attività, essendo subordinata linizio di essa al riconoscimento
della personalità giuridica, pervenuto soltanto il 16 giugno 1998.
Il proprio ambito operativo è costituito dal territorio della
Regione Piemonte.
Come scopo si prefigge la prevenzione del reato di usura anche attraverso
forme di tutela, assistenza ed informazione nei confronti dei soggetti
a rischio di usura, secondo le norme dello statuto.
Per il raggiungimento del suo scopo la Fondazione opera sia attraverso
la costituzione di un "Fondo di garanzia" affinché le
Banche, ed in particolare la Banca CRT S.p.A., e gli intermediari finanziari
eroghino finanziamenti a privati ed imprese sulla base di specifiche convenzioni,
sia attraverso la promozione di attività di assistenza tecnica
e di informazione economica e giuridica per i soggetti a rischio di usura
e per le vittime della stessa.
Promuove anche forme di collegamento con le strutture collettive di garanzia
fidi già operative sul territorio regionale, al fine di agevolare
la concessione di finanziamenti alle imprese.
Possono beneficiare dellattività della Fondazione quei soggetti
privati e quelle imprese che dichiarino di non essere ancora incorsi nellusura,
che versino in grave stato di difficoltà da far prevedere il ricorso
a prestiti usurari; che si trovino a dover affrontare situazioni improvvise
di difficoltà o a dover far fronte a spese di carattere straordinario.
Tali soggetti devono non essere in possesso di tutti i normali requisiti
- in termini di garanzia e di situazioni economiche, finanziarie e giuridiche
- per accedere al credito bancario.
Il fondo di dotazione è pari a Lit.200.000.00, mentre il fondo
di garanzia è di Lit. 2.000.000.000.
Sarà costituito un Comitato di valutazione che avrà i compiti
di fornire consulenza ai soggetti che contattano la Fondazione e di istruire
le richieste di finanziamento, verificando la sussistenza dei requisiti
richiesti dallo statuto e dalle convenzioni in essere con le Banche e
gli intermediari finanziari.
L. VIOLANTE, Usura (delitto di) - Nov. Dig. It. - UTET - Torino 1975. C.F. GROSSO, Usura - Enciclopedia del
diritto - Giuffrè - Milano 1992.
Rapporto sul risparmio e sui risparmiatori
in Italia, BNL - Centro Einaudi, Roma 1994.
B. BARRECA, Prestiti e Usura, Il
Sole 24 Libri - Collana "Ricerche in progress" - Milano 1995.
L. GUISO, Quanto è grande il
mercato dellusura?, Temi di discussione, Banca dItalia,
Roma 1996.
C. LAURIA-A. MENGALI, Codice delle norme
antiriciclaggio e antiusura, Borgia, Roma 1996.
AA.VV. (a cura di A. ROSSI), Usura -
Economia, società e istituzioni, SEI, Torino 1997.
D. MASCIANDARO-A. PORTA, Lusura
in Italia, Egea, Milano 1997.
L. ROSSI, Rapporto su Estorsione e Usura
del Commissario del Governo Antiracket e Antiusura, (3 volumi) Roma
1997.
D. AMMIRATI, Il delitto di usura,
Cedam, Padova 1997.
AA.VV. (a cura di M. ROVERO, A. ROSSI,
P. BERTOLDO), Lusura questa sconosciuta, Atti del seminario a
cura del Consiglio regionale del Piemonte - Osservatorio regionale
sul fenomeno dellusura, SEI, Torino 1997.
Rapporto su Il fenomeno dellusura:
il lato occulto del mercato del credito, EURISPES (Istituto studi
politici, economici e sociali), Roma 1997.
AA.VV. (a cura di M. ROVERO, A. ROSSI,
P. BERTOLDO), La criminalità transnazionale organizzata: dal
riciclaggio allusura, Atti del seminario a cura del Consiglio regionale
del Piemonte - Osservatorio regionale sul fenomeno dellusura,
SEI, Torino 1998.
Si citano, altresì, due lavori di
ricerca del prof. Maurizio FIASCO, sociologo e consulente della Commissione
Parlamentare Antimafia, editi a cura del cartello "Insieme contro
lusura":
Lusura nelle città - Mercato, Comune e risposta civile, Roma 1996. Il peso dellusura nelle 100 province italiane, (1.deg; parte), Roma 1997. |