Consiglio Regionale del Piemonte

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È sceso in campo lo stesso Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà, Mauro Palma, per rivolgere un accorato appello ai detenuti, nelle ore in cui viene a cadere la previsione di legge che aveva sospeso i colloqui con i famigliari fino al 22 marzo.

Si trattava di una norma assolutamente eccezionale e straordinaria dettata dall’emergenza Covid-19 e contenuta nel primo decreto-legge del 9 marzo scorso. Purtroppo però la situazione non è ancora risolta e per evitare il rischio contagio sono state previste ulteriori e più forti restrizioni a tutta la popolazione italiana, in particolare proprio nella libertà di movimento.

"Le misure restrittive adottate per contenere il dilagare dell’epidemia pongono, tra le altre, anche una grande difficoltà ai detenuti perché non potranno ricevere le visite dei propri congiunti", dichiara Palma che si rivolge direttamente alla popolazione detenuta. "Mi rivolgo proprio a voi detenuti per dirvi che capisco la vostra contrarietà, ma vi assicuro che si stanno ampliando tutte le possibilità di comunicazione con i vostri cari, anche dotando gli istituti di telefoni cellulari disponibili, oltre che di mezzi per la comunicazione video. Tutti noi garanti, nazionale e locali, controlleremo che queste possibilità siano effettive. E siamo disponibili a spiegare negli Istituti che questa situazione è una necessità per difendere la salute di tutti: la vostra, quella dei vostri cari e di chi in carcere lavora e anche di tutti noi".

Anche in Piemonte la rete dei Garanti comunali e regionale è più che mai attiva al fianco della popolazione detenuta e dell’Amministrazione penitenziaria in questi giorni “caldi” e complicati nella tutela dei diritti e della dignità degli odierni 4.687 detenuti ospitati dalle carceri piemontesi. Ma, oggi, è in gioco in primo luogo la salvaguardia della salute della comunità penitenziaria nel suo complesso e nel suo rapporto con il tessuto sociale esterno così tragicamente ferito. In un momento in cui siamo tutti un po’ prigionieri e lontani dai nostri cari, oltre che esposti  dal punto di vista sanitario, forse anche l’opinione pubblica più indifferente può capire quanto siano pesanti i vincoli ulteriori che pesano in questa fase su chi è ristretto in carcere. I contatti e le riunioni (digitali) del Coordinamento piemontese dei Garanti si susseguono per condividere con la comunità penitenziaria la difficoltà del momento nelle interlocuzioni necessarie fra i vari soggetti con la popolazione detenuta. Ma rimane necessaria una spinta innovativa anche da parte della Magistratura di sorveglianza piemontese: occorre far uscire il prima possibile dal carcere - per l’esecuzione penale esterna - i detenuti anziani, malati e con pluripatologie gravi a rischio vita.

Qui il link al video della dichiarazione del Garante nazionale Palma.