Consiglio Regionale del Piemonte

Vai ai contenuti

Nel suo ultimo bollettino informativo, il Garante nazionale delle persone private della libertà ha segnalato come la popolazione detenuta al 1° maggio risultava composta da 53.187 detenuti, sottolineando la conferma di un trend di riduzione del numero complessivo dei reclusi, ma rimarcando la necessità di un ulteriore impulso deflattivo affinché sia possibile disporre di sufficienti spazi per di fronteggiare un'eventuale recrudescenza dei contagi. Al momento la capienza regolamentare effettiva in Italia è inferiore ai 47.000 posti e quindi siamo ancora ben lontani dall’obiettivo del 95% di detenuti in riferimento alla capienza regolamentare: tale risultato permetterebbe all’Amministrazione penitenziaria (direttori, comandanti, agenti, educatori...) di svolgere con relativa serenità il delicato e complicato compito di costruzione di percorsi di recupero e reinserimento che dovrebbero caratterizzare la pena detentiva efficace ed efficiente, oltre che giusta ed opportuna.

In Piemonte, con una capienza regolamentare di 3.783 posti e una presenza di circa 4.200 detenuti, continuiamo ad avere numeri superiori alla media nazionale: Alessandria San Michele, Asti, Biella, Ivrea, Vercelli sono carceri con un sovraffollamento ancora superiore al 120%.

Il Garante nazionale nel suo ultimo bollettino, che è praticamente l’unico strumento informativo ufficiale sull’emergenza Covid-19 in ambito penitenziario, ha parlato di 159 casi di detenuti positivi dall’inizio della pandemia e di 215 casi fra il personale (quasi tutti agenti), sottolineando come il dato relativo ai reclusi sia “tuttora in ascesa”.

In Piemonte, dall’inizio dell’emergenza, abbiamo registrato casi positivi ad Alessandria, Saluzzo e Torino, soprattutto tra i detenuti, ma non solo. Torino con 66 detenuti contagiati e Saluzzo con 14 sono balzati alle cronache nazionali. La detenzione domiciliare è uno strumento utile a contenere il contagio, ma secondo l’ultimo dato fornito (29 aprile), in Italia dall’inizio di marzo le detenzioni domiciliari sono state 2.810, di cui 704 con applicazione del braccialetto elettronico. Tali numeri dimostrano come siano pretestuose le polemiche relative ad alcune scarcerazioni che, per la tipologia delle persone coinvolte, hanno avuto grande rilievo negli organi di informazione nazionale e locale.

Per concludere una nota positiva: il Consiglio comunale di Fossano (Cn) ha provveduto, nella sua ultima seduta svoltasi in modalità digitale lo scorso 30 aprile, alla nomina del Garante comunale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà, scegliendo Michela Revelli.

Ringrazio gli amministratori di Fossano che, con questa decisione, hanno contribuito a mantenere un’eccellenza nazionale per il Piemonte, che è l’unica regione ad avere una figura di Garante comunale per ogni città sede di carcere.

Un ringraziamento particolare, infine, a Rosanna Degiovanni che per quattro anni (dal marzo 2015 alla primavera scorsa) ha svolto con passione e competenza un ruolo nuovo e tutto da inventare ma che ha contribuito, assieme al resto della comunità penitenziaria, a fare della Casa di reclusione di Fossano un modello di carcere a reclusione attenuata.