Consiglio Regionale del Piemonte

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"Il caso Battisti". Vittima o carnefice?

Foto del comunicato stampa “Il caso Battisti fa parte di un ciclo di appuntamenti che il Consiglio regionale ha dedicato al periodo del terrorismo nel nostro paese. Consideriamo questi incontri una forma di risarcimento nei confronti delle famiglie delle vittime che per troppo tempo hanno faticato a far sentire le proprie ragioni”. Così il vicepresidente dell'Assemblea, Roberto Placido ha introdotto oggi pomeriggio a Palazzo Lascaris la presentazione del libro “Il caso Battisti. Un terrorista omicida o un perseguitato politico?” di Giuliano Turone.
Sono intervenuti, oltre all’autore, Cesare Martinetti, giornalista de La Stampa, e Claudio Vercelli, storico dell’istituto “Gaetano Salvemini”.
L’appuntamento è stato organizzato dal Consiglio regionale del Piemonte – Comitato Resistenza e Costituzione.
“Il caso Battisti” racconta le azioni di uno dei gruppi “minori” della lotta armata degli anni Settanta. Ne ricostruisce le motivazioni ideologiche (a partire dalle posizioni di Potere operaio), esaminando i rapporti tra criminalità comune e terrorismo politico. Fino a tracciare una possibile soluzione per chiudere la drammatica pagina degli “anni di piombo” in Italia. Il libro ha ricevuto il plauso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Per Martinetti “è un peccato che questo libro arrivi a vicenda quasi conclusa. L'Italia avrebbe dovuto affrontare l'estradizione di Battisti come questione di interesse nazionale nei confronti di Francia e Brasile. Il nostro paese, come ha sottolineato il Presidente della Repubblica, non è stato in grado di raccontare la propria storia e farla comprendere all'estero, dove viene vissuta in maniera caricaturale”.
“Ho raccontato le cose sulla base degli atti processuali – ha spiegato Turone – cercando di evitare posizioni preconcette. Il caso Battisti ha deteriorato i rapporti tra Italia e Brasile, che sono sempre stati molto profondi. Le decisioni del governo brasiliano avrebbero dovuto suscitare le reazioni diplomatiche italiane, che invece si sono limitate alla polemica politica irrigidendo le rispettive posizioni”.

Giuliano Turone ha svolto per molti anni l'attività di giudice istruttore impegnandosi in inchieste di criminalità mafiosa, economica ed eversiva. Ha condotto numerose inchieste, dalle attività criminali di “cosa nostra” in Lombardia fino ai casi Sindona, Ambrosoli e Loggia P2.

fmalagnino