Consiglio Regionale del Piemonte

Vai ai contenuti

Dibattito su Torino Nuova Economia

Foto del comunicato stampa Nella seduta del 25 ottobre si è svolta la sessione straordinaria su “Torino Nuova Economia”, chiesta dall’opposizione e basata su tre ordini del giorno presentati rispettivamente da Eleonora Artesio (Fds), Stefano Lepri (Pd) e Andrea Buquicchio (IdV): gli ultimi due sono stati ritirati mentre, sulla votazione del primo, è mancato il numero legale, per la volontà nella maggioranza di non partecipare al voto.
Nel dibattito, dopo l’illustrazione dei documenti, gli interventi dei relatori dell’opposizione – Aldo Reschigna e Davide Gariglio (Pd), Tullio Ponso (Idv) e Monica Cerutti (Sel) – hanno criticato l’operato della Giunta regionale per quella che hanno ritenuto una mancanza di autorevolezza nei confronti di Fiat. Infatti, l’azienda torinese non avrebbe ancora chiarito le sue reali intenzioni rispetto agli impegni produttivi dichiarati, pur chiedendo notevoli quantità di ore di cassa integrazione. Mentre l’Esecutivo si mostrerebbe accondiscendente rispetto alle affermazioni di Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat. Si lamenta anche l’atteggiamento dilatorio dell’azienda che, periodicamente, sposta in avanti le date di inizio delle nuove produzioni.
L’assessore allo Sviluppo economico, Massimo Giordano, ha respinto la paternità della vicenda definendola figlia dell’assistenzialismo del centrosinistra. Pur condividendo in linea di principio le critiche all’azienda torinese e in particolare all’iniziativa giudiziaria contro la stessa Tne, ha assicurato che si farà tutto il possibile per evitare autorevolmente il contenzioso. Giordano ha rivendicato il grande lavoro svolto per verificare le soluzioni possibili, anche in ambito commerciale, con la disponibilità a intervenire economicamente per un’ultima volta.
Gli interventi della maggioranza – Luca Pedrale, Angelo Burzi e Massimiliano Motta (Pdl), Mario Carossa e Antonello Angeleri (Lega Nord) e Michele Giovine (Pensionati) – hanno evidenziato che gli esecutivi degli enti pubblici che allora scelsero di costituire la Tne erano di centrosinistra (investirono 67 milioni di euro già nel 2005). Hanno inoltre sottolineato come le critiche dell’attuale minoranza somiglino in gran parte alle critiche che l’allora opposizione di centrodestra espresse alla nascita dell’operazione.

abruno
pmorelli