Consiglio Regionale del Piemonte

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Riduzione delle spese della Regione

Foto del comunicato stampa Riduzione dei membri del consiglio di amministrazione del Centro studi e ricerche storiche sull’architettura militare del Piemonte, con sede nel Forte di Exilles (To) e nuove modalità di nomina dei rappresentanti.
È quanto prevede l’articolato “Modifiche alla legge regionale 10 novembre 1992, n. 48”, approvato il 26 aprile dalla VI Commissione riunita in sede legislativa per la trattazione della proposta licenziata dall’Ufficio di presidenza, primo firmatario il presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo.
“Con questo nuovo strumento normativo abbiamo dato seguito ai provvedimenti nazionali di contenimento dei costi che nel tempo si sono susseguiti”, ha spiegato il presidente della Commissione Michele Marinello.
Il consiglio di amministrazione del Centro studi passa quindi da 19 a cinque membri di cui uno svolge le funzioni di presidente, nominato dal Consiglio regionale su una terna di nominativi indicati di concerto tra la Sopraintendenza per i beni architettonici e paesaggistici competente per territorio ove ha sede il Centro studi, l’Università degli studi di Torino e il Politecnico di Torino, individuati tra esperti conosciuti della disciplina.
Il Centro studi e ricerche storiche sull’architettura militare del Piemonte è una struttura scientifica dipendente dalla Regione Piemonte, creata con apposita legge nel 1992.
Attivato dal 1995, è stato presieduto per anni dallo storico militare generale Guido Amoretti e, alla sua scomparsa, dalla professoressa Micaela Viglino, ordinario di Storia dell’architettura al Politecnico di Torino, esperto internazionale di Storia delle architetture fortificate.
Attualmente il Centro studi collabora, per le ricerche, con gli Archivi torinesi, di Grenoble, di Briançon, con analoghe istituzioni francesi e spagnole, e con l’Esercito italiano.
Il Forte di Exilles, nel comune omonimo in provincia di Torino, è uno dei più importanti sistemi difensivi del Piemonte, insieme al complesso fortificato di Fenestrelle (To) e a quello di Vinadio (Cn). Venne impiegato a fasi alterne sia dai Savoia sia dai francesi. La sua posizione al centro di una strettoia dell’alta Valle di Susa infatti lo rendeva una minaccia sia per gli eserciti che scendevano dall’alta valle che per quelli che risalivano dal fondovalle.

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