Consiglio Regionale del Piemonte

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Presentato l’Epistolario Cavouriano

Foto del comunicato stampa “Cavour è stato il primo grande statista europeo. Quando il conte morì il primo ministro britannico riunì d’urgenza la Camera dei Comuni e disse che era morto il più bravo del pari di Bismark. Un giudizio condiviso da Metternich”.
In questo modo si è espresso Nerio Nesi, presidente della Fondazione Cavour, alla presentazione dell’Epistolario Cavouriano, il 30 maggio, a Palazzo Lascaris.
L’evento è stato aperto con l’intervento del presidente del Consiglio regionale, Valerio Cattaneo, che ha osservato come “Cavour con la sua attività di governo ha caratterizzato quello che è, probabilmente, il periodo più importante della nostra storia, avendo comportato la formazione dello Stato italiano e la sostanziale unificazione del Paese. Un processo di formazione dello Stato sul quale si riesce ancora oggi a polemizzare sia dal nord che dal sud Italia”. Il presidente ha anche espresso apprezzamento per l’importante e infaticabile attività della Fondazione, della quale il Consiglio regionale è socio benemerito.
“L’epistolario, una eccezionale impresa editoriale varata da Luigi Einaudi per il Centenario dell’Unità d’Italia, si è conclusa con la pubblicazione del ventunesimo volume (34 tomi per 16.652 pagine), finito di stampare il 6 giugno del 2012, centocinquantunesimo anniversario della morte di Cavour”. Così ha spiegato Rosanna Roccia, curatrice della raccolta, che si è poi soffermata sulle vicissitudini che la corposa corrispondenza prodotta da Camillo Benso ha avuto nel tempo.
La figura di Cavour è stata rievocata per tutta la serata: impressionante come il grande statista piemontese chiuse il suo ultimo discorso – ha spiegato Nesi – affermando che “quando arriveremo a Roma, la più bella città del mondo, forse rimpiangeremo i viali alberati di Torino”.
Sui programmi futuri, il presidente della Fondazione ha spiegato che il 3 giugno inizieranno i lavori al castello di Santena (la casa dei Cavour), che dureranno due anni, con un investimento di 5 milioni di euro di fondi regionali, statali ed europei, primo importante passo per arrivare alla creazione di un museo nazionale Cavour. Altra grande iniziativa imminente è quella che sta nascendo attraverso un accordo della Fondazione Cavour con la Fondazione Einaudi e il Centro Giolitti, per una mostra itinerante in Italia su questi tre grandi statisti piemontesi: solo la nostra regione, in Italia, ha avuto l’onore di dare i natali a tre statisti di tale livello.
Marisa Rodofile, referente della Biblioteca della Regione Piemonte presso il Consiglio regionale, ha sottolineato che “la donazione dell’Epistolario cavouriano da parte della Fondazione Cavour, in questa nuova e splendida edizione, va a collocarsi perfettamente nella collezione della biblioteca regionale. Questa infatti vanta oltre trenta opere che riguardano la figura di Cavour, la sua vita, i suoi scritti, il suo tempo e anche in questa sezione è presente una testimonianza delle lettere di Cavour: l’Epistolario in due volumi pubblicato nel 2007 da Olschki a cura della Commissione nazionale per la pubblicazione dei carteggi del Conte di Cavour”
La raccolta, stampata dapprima da Zanichelli e poi dall’editore Olschki, è composta da 15mila e 600 missive (8mila e 600 lettere e 7mila risposte) che comprendono corrispondenza con sovrani, capi di stato, ministri, deputati ecc... ma anche lettere di carattere eminentemente privato.

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