Consiglio Regionale del Piemonte

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Indagini giudiziarie su fondi Regione

Foto del comunicato stampa “Difendo l’istituzione e gli eletti, le mie questioni personali le affronterò al momento opportuno, noi siamo responsabili e onoreremo fino alla fine il mandato degli elettori con il nostro lavoro e i provvedimenti necessari per affrontare la crisi economica”.
In questo modo il presidente della Giunta regionale, Roberto Cota, è intervenuto il 26 novembre in apertura di seduta in merito alle indiscrezioni giornalistiche sulle indagini in corso su numerosi esponenti di Consiglio e Giunta regionale.
Per essere oggi in Aula, il presidente ha affermato di aver rinviato la sua partecipazione alla missione commerciale e istituzionale del Piemonte in Giappone, attualmente in atto.
Le affermazioni di Cota hanno dato luogo ad un acceso confronto per chiarimenti.
I consiglieri di opposizione hanno chiesto la fine della legislatura adducendo la scarsa credibilità del presidente, della sua Giunta e dell’Assemblea legislativa investite da una indagine non ancora conclusa ma che evidenzierebbe, quanto meno, una scarsa attenzione verso le istituzioni e la cittadinanza piemontese.
I consiglieri della minoranza hanno citato la recente sentenza della Cassazione, passata in giudicato, per la quale i voti presi da una lista dalla maggioranza non risulterebbero legittimi. Tale circostanza sanzionerebbe il distacco dalla cittadinanza e la vittoria elettorale del centrodestra sarebbe inquinata da un reato.
In alcuni interventi si è chiesto di mettere a punto gli ultimi imprescindibili provvedimenti come il pacchetto di bilancio e, possibilmente, un ritocco della legge elettorale. Altri esponenti della minoranza hanno chiesto di chiudere la legislatura più rapidamente possibile.
Per questo, alcuni consiglieri si sono detti disponibili a rimettere il mandato per provocare la decadenza dell’Consiglio regionale, qualora non venisse trovato l’accordo con la maggioranza.
I consiglieri della maggioranza hanno invece appoggiato l’intervento del Capo dell’Esecutivo stigmatizzando la continua fuga di notizie dagli uffici giudiziari e l’atteggiamento compiacente che sarebbe tenuto dalla stampa. È stato anche asserito che in molti casi l’atteggiamento degli organi di informazione è stato persecutorio e reticente su fatti e circostanze favorevoli alla Giunta regionale ed ai consiglieri indagati. Si è pure rilevato che la maggior parte delle situazione sotto indagine riguarderebbe eventuali errori senza dolo e che ben 17 Regioni e oltre 300 consiglieri regionali, sono nella stessa situazione della nostra Regione.
I c.d. “poteri forti” sono stati accusati dagli esponenti di maggioranza di orchestrare campagne di stampa per delegittimare l’ente regionale come accaduto recentemente anche per l’ente provinciale. Infine dai banchi della maggioranza è stato rivendicato che la Giunta ha risparmiato 500 milioni l’anno sul bilancio regionale e che le spese di rappresentanza della presidenza della Giunta sono ormai ridotte a 10 mila euro, quando nel 2007 erano a quota 150 mila.
Durante la seduta si sono vissuti momenti di inusuale tensione tra alcuni consiglieri e, a tale proposito, l'Ufficio di presidenza ha espresso “unanime rammarico per quanto accaduto in Aula”. In particolare è stato rilevato che, “esaminato lo svolgimento dei fatti, non vi è stato da parte di alcuno la volontà di compiere atti fisici di violenza”. Il presidente, Valerio Cattaneo, “ha ringraziato” il vicepresidente, Roberto Placido, e i questori Lorenzo Leardi e Tullio Ponso, “per aver svolto un adeguato e corretto intervento”. L'Ufficio di Presidenza auspica, infine, “che certi fatti non abbiano più a ripetersi, relegando la giornata odierna a una eccezione nella vita del Consiglio regionale del Piemonte”.

Per le opposizioni sono intervenuti: Aldo Reschigna, Placido, Wilmer Ronzani, Mauro Laus, Elio Rostagno, Gianna Pentenero, Nino Boeti, Davide Gariglio, Gianni Oliva e Mercedes Bresso (Pd), Eleonora Artesio (Fds), Davide Bono (M5S), Monica Cerutti (Sel) e Andrea Buquicchio (Idv).
Per la maggioranza hanno parlato: Luca Pedrale, Giampiero Leo e Rosa Anna Costa (Pdl), Franco Maria Botta (Fratelli d’Italia), Mario Carossa (Lega), Sara Franchino (Pensionati) e Angelo Burzi (Progett’Azione).

abruno