Consiglio Regionale del Piemonte

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Convegno storico a Palazzo Lascaris

Foto del comunicato stampa Alla scoperta della storia del Piemonte attraverso momenti di studio e di confronto a livello europeo: è quanto organizzato dall’Associazione dei consiglieri della Regione Piemonte, presieduta da Sante Bajardi, e dal Dipartimento di Lingue e Letterature straniere e Culture moderne dell’Università degli Studi di Torino
Giovedì 28 novembre 2013, nell’Aula consiliare di Palazzo Lascaris a Torino, si è svolta infatti la giornata dedicata al quarto centenario della prima Guerra del Monferrato dal titolo “Monferrato 1613. La vigilia di una crisi europea”.
I lavori sono stati organizzati in due sessioni, quella mattutina presieduta da Giuseppe Ricuperati dell’Accademia dei Lincei, e quella pomeridiana coordinata da Carlo Bitossi dell’Università di Ferrara, alle quali sono intervenuti anche relatori europei come quelli dell’Università autonoma di Madrid (Spagna) e di Grenoble (Francia).
Tra coloro che hanno lavorato alla selezione del materiale storico-scientifico oggetto di analisi e dibattito sono stati Francesco Panero, direttore del Dipartimento di Lingue e Letterature straniere e Culture dell’Università degli Studi di Torino, e Pierpaolo Merlin dell’Università di Torino.
“La giornata di studi sulla prima Guerra del Monferrato (1613-1618) è motivata da considerazioni sia di carattere storico, sia storiografico. In primo luogo si trattò di un evento di portata europea, non soltanto perché vide coinvolti militarmente e diplomaticamente diversi stati italiani (oltre ai ducati di Mantova e Savoia, Venezia, il papa, il Granducato di Toscana) e le maggiori potenze continentali (Francia, Spagna), ma perché rappresentò il primo tentativo di mutare gli assetti politici nella Penisola, mettendo in discussione l’egemonia spagnola che si era imposta a partire dal 1559” , ha spiegato Panero.
Inoltre, il conflitto evidenziò le tensioni latenti all’interno del sistema politico internazionale, anticipando la più ampia crisi che sarebbe sfociata nella Guerra dei Trent’anni (1618-1648).
“Il Monferrato e i suoi abitanti furono coinvolti nelle vicende belliche, che produssero fatti rimasti poi nella memoria collettiva, come ad esempio i vari assedi di Moncalvo, Canelli, Nizza Monferrato e Asti, di cui è tuttora vivo il ricordo. Realtà urbane e comunità rurali vissero drammaticamente il conflitto e le popolazioni, benché accomunate dall’appartenenza allo stesso ambiente geografico e culturale, si trovarono a volte su posizioni opposte, vincolate le une alla fedeltà verso i Savoia, le altre verso i Gonzaga”, ha sottolineato Cinzia Cremonini dell’Università Cattolica di Milano.
“I contendenti dell’epoca (Spagna, Mantova, Savoia) usarono i mezzi della propaganda (in prosa e poesia), per legittimare le proprie ragioni e giustificare il proprio comportamento. Si trattò di una vasta operazione ‘mass-mediatica’, che utilizzò tutti gli strumenti di convinzione disponibili all’epoca, come opuscoli, manifesti e opere letterarie”, ha voluto ricordare Manuel Rivero Rodriguez dell’Università di Madrid.
La giornata di studi ha inoltre affrontato tutti gli aspetti fin qui considerati in una prospettiva multidisciplinare e alla luce delle più recenti acquisizioni della critica storiografica.

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