Consiglio Regionale del Piemonte

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Nuove linee guida sui Fondi europei

Foto del comunicato stampa È ripreso in Commissione Bilancio l’esame del Documento strategico unitario per la programmazione 2014-2020 dei fondi europei a finalità strutturale (Dsu). Il Dsu è una novità di questa programmazione, elaborato per rispondere alle richieste della Commissione, che, rispetto alle volte precedenti, esige un tipo di programmazione integrata tra i diversi fondi, oltre a un coinvolgimento attivo degli stakeholders nella fase di elaborazione. Il Dsu è inoltre l’unico documento di competenza del Consiglio regionale.
L’assessore al Lavoro Claudia Porchietto il 13 febbraio ha illustrato le linee guida per la programmazione del Fondo sociale europeo (Fse), sul quale si stima che possano essere destinati circa 850 milioni di euro, con una riduzione in termini nominali di circa il 20% rispetto alla precedente programmazione.
Le linee guida proposte dalla Giunta, in vista della loro definizione nel Piano operativo regionale (Por-Fse), sono condizionate da nuovi vincoli imposti dall’Unione europea: in primo luogo il principio della concentrazione tematica, per cui almeno l’80% delle risorse deve essere destinato a non più di quattro priorità tra le diciotto indicate dalla Commissione; in secondo luogo, almeno il 20% delle risorse deve essere destinato, a livello di Stato membro e se del caso con il concorso del Fesr, all’inclusione sociale.
In attesa dei complessi passaggi nella contrattazione ancora in corso tra lo Stato e la Commissione europea, la Giunta regionale ha individuato come prioritari alcuni punti che sono ancora suscettibili di modifica. All’inclusione sociale la Giunta ha scelto di destinare la quota minima stabilita dall’Ue, vale a dire il 20%. Le restanti priorità sono: la riduzione dell’abbandono scolastico precoce e la promozione dell’uguaglianza di accesso all’istruzione prescolare, primaria e secondaria (33%), l’accesso all’occupazione per le persone alla ricerca di un impiego e le persone inattive, comprese le iniziative locali per l’occupazione e il sostegno alla mobilità professionale (20%), il potenziamento dell’accesso all’apprendimento permanente, l’elevazione delle abilità e competenze ella forza lavoro e l’aumento della pertinenza dei sistemi d’istruzione e formazione rispetto al mercato del lavoro (7%). Sono infine individuate altre priorità finalizzate all’attivazione di sperimentazioni su piccola scala e in sinergia con gli ambiti di intervento principali: adattamento dei lavoratori, delle imprese e degli imprenditori ai cambiamenti (5%), miglioramento della qualità, efficienza e apertura dell’istruzione universitaria ed equivalente al fine di accrescere i livelli di partecipazione e raggiungimento (3%), uguaglianza tra uomini e donne e conciliazione tra vita professionale e vita privata (3%).
Martedì 11 febbraio, sempre in Commissione Bilancio, il vicepresidente della Giunta regionale Gilberto Pichetto ha invece illustrato lo stato dell’arte della programmazione in merito al Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale).
Fra i diversi interventi è stata evidenziata l’importanza dell’asse uno finalizzato al rafforzamento dello sviluppo, della ricerca e dell’innovazione, e al miglioramento dell’accesso alle tecnologie Ict, per il quale si manterrebbero misure già adottate come quelle per le piattaforme tecnologiche e i poli di innovazione, accanto al sostegno del sistema dell’offerta, ovvero contributi per realizzare investimenti in laboratori e attrezzature orientati i fabbisogni delle imprese e a una linea di servizi e finanziamenti dedicati alle start up innovative. Le misure sarebbero completate anche dalla diffusione della ricerca pubblica nell’impresa mediante la promozione del “dottorato industriale”, che prevedono l’inserimento di giovani qualificati nel tessuto produttivo regionale.
Il secondo asse per la qualificazione del sistema produttivo intende accrescere la competitività delle pmi con misure come il sostegno agli investimenti, le reti di impresa, il sostegno per l’accesso al credito e la patrimonializzazione, l’internazionalizzazione. Il terzo asse incentrato sull’energia intende sostenere il passaggio a un’economia a bassa emissione di carbonio in tutti i settori mediante per esempio misure per l’efficientamento energetico. Il quarto asse su turismo e cultura è finalizzato alla protezione dell’ambiente e alla promozione delle ricchezze turistico-culturali. Infine il quinto asse su assistenza tecnica e governance intende rafforzare la capacità istituzionale e promuovere un’amministrazione pubblica efficiente.

Documento strategico unitario


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