Consiglio Regionale del Piemonte

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Lavoratori Rear

Foto del comunicato stampa Il Consiglio regionale ha bocciato, con votazione segreta, l’ordine del giorno primo firmatario Davide Bono (M5s) "Solidarietà ai lavoratori della Rear Soc. Coop. ingiustamente licenziati e tuttora non reintegrati, a seguito della condanna in appello presso il Tribunale del Lavoro di Torino". I voti contrari sono stati 24, i favorevoli 9, 3 gli astenuti e 7 i non partecipanti.
Nell’introdurre l’ordine del giorno, Bono ha detto che “Purtroppo non possiamo chiedere la sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio, che quando avvenivano i fatti era presidente della Rear. Ci atteniamo ai regolamenti e quindi presentiamo una richiesta di solidarietà nei confronti dei lavoratori ingiustamente licenziati da quell’azienda”. Francesca Frediani (M5s) ha ricordato che “l’art 36 della Costituzione impone che la retribuzione sia proporzionata al lavoro e sufficiente per un’esistenza libera e dignitosa: non possiamo permettere che ditte in appalto con la Regione, possano trattare i dipendenti come se non avessero diritti”.
Sempre per il Movimento, sono intervenuti anche Mauro Campo, Stefania Balzella, Paolo Mighetti.
Gianluca Vignale (Fi), ha invece detto che della “questione personale poco ci importa: ciò che va invece rimarcato è il differente trattamento che le norme permettono per i lavoratori delle cooperative, rispetto a quelli delle normali aziende”.
Mauro Laus (Pd) ha risposto affermando che “questo documento non può essere votato, perché è falso, è farlocco. Si tratta di un’accozzaglia di falsità: se fosse vero ciò che è stato scritto, significherebbe che in Piemonte non esiste alcun sindacato, visto che non ho mai ricevuto una denuncia per comportamento antisindacale. Ci sono oltretutto anche sentenze che dicono l’esatto contrario, rispetto a quella riportata nell’ordine del giorno”. E il capogruppo Pd Davide Gariglio ha aggiunto di trovare “questo ordine del giorno offensivo per l’Aula, perché fa un uso strumentale dei lavoratori, in senso politico. Il rammarico per l’assenza di una possibilità di sfiduciare il presidente, espresso da Bono, dimostra che si tratta di una attacco politico strumentale”. Mighetti gli ha risposto, invitandolo “a parlare con gli ex lavoratori Rear, per informarsi se noi siamo quelli che li strumentalizzano o quelli che in qualche modo li difendono” e Federico Valetti (M5s) ha stigmatizzato “in modo deciso le reazioni della maggioranza e del capogruppo Gariglio, molto aggressivo nei nostri confronti, su un tema che invece dovrebbe essere patrimonio di tutto il Consiglio e soprattutto della sinistra”.
Claudia Porchietto
(Fi) ha ricordato che “comunque il contratto dell’Unci è da tempo nell’occhio del mirino ed è criticato da più parti”, mentre Marco Grimaldi (Sel) ha detto che se “il documento fosse stato semplicemente di solidarietà ai lavoratori e di stimolo alla Giunta per migliorare le condizioni di lavoro, l’avrei anche votato”.
Giorgio Bertola (M5s) è intervenuto per fatto personale contro Gariglio, dicendo che “non si deve permettere di affermare che i Cinque stelle non si occupano dei lavoratori”. Sono seguiti interventi di Maurizio Marrone (Fdi), Alfredo Monaco (Scelta civica), Giampaolo Andrissi (M5s), Gianna Gancia (Lega Nord).