Consiglio Regionale del Piemonte

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Contrarietà alla diga in Val Sessera


Foto del comunicato stampa

La discussione di due ordini del giorno sul progetto di una nuova diga sul fiume Sessera, in provincia di Biella, ha aperto la seduta pomeridiana di martedì 30 settembre.
Il Consiglio regionale ha espresso nettamente la propria contrarietà votando due documenti proposti dal consigliere Vittorio Barazzotto (Pd) e Gianpaolo Andrissi (M5S).
Il primo, firmato da numerosi consiglieri delle maggioranza e approvato con 34 voti a favore 4 contrari e il non voto dell’assessore all'Ambiente Alberto Valmaggia, ha chiesto alla Giunta regionale di attivarsi presso i Ministeri competenti per la sospensione del procedimento di valutazione di impatto ambientale e di bloccare l’iter ritirando tutti gli atti amministrativi.
Contrarietà sostenuta anche dal consigliere Marco Grimaldi (Sel), che ha denunciato uno scarso coinvolgimento della popolazione.
A favore del progetto i consiglieri Gilberto Pichetto e Gianluca Vignale (Fi).
La contrarietà sull’opera è arrivata anche dal gruppo M5S che ha promosso il secondo documento, approvato con 33 voti a favore 4 no e un non votante.
L’assessore Valmaggia ha motivato la sua non partecipazione al voto sui due odg difendendo il coinvolgimento del territorio nella fase di elaborazione del progetto e il parere positivo di alcuni Comuni della zona. La diga è sul tavolo dei Ministeri da due anni, ha aggiunto, un impianto destinato sia all’irrigazione sia alla produzione di energia con tre centrali idroelettriche previste.

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(foto Wikipedia)

 

I fatti in breve

  • Il Consiglio regionale ha approvato due ordini del giorno che chiedono il blocco del progetto della nuova diga in Val Sessera (Bi).
  • I documenti sono stati promossi da Vittorio Barazzotto (Pd) e Gianpaolo Andrissi (M5S).
  • Gli odg sono stati approvati a larga maggioranza.
  • L’assessore all'Ambiente Valmaggia ha motivato la sua non partecipazione al voto sui due odg difendendo il coinvolgimento del territorio nella fase di elaborazione del progetto e il parere positivo di alcuni Comuni della zona.

Dichiarazioni

Vittorio Barazzotto (Pd): “Il progetto è sproporzionato, siamo in una zona già colpita dalla costruzione della precedente diga. Il fiume Sessera diventerà un rigagnolo e lascerà in secca anche i fiumi in cui confluisce, per non parlare dei costi impressionanti dell’opera. Si parla di 300 milioni di euro, cifre spesso destinate a moltiplicarsi. In provincia di Biella non abbiamo soldi per casa, strade, scuole. La diga non è una priorità”.

Gilberto Pichetto e Gianluca Vignale (Fi): “Da Ceresole fino alla Svizzera, laddove ci sono state costruzioni di invasi, si è portato sviluppo per il territorio. I comitati del ‘no’ nascono ovunque, ma se passa il principio che il Consiglio interviene in una progettazione tecnica con una valutazione politica è un fatto grave, i progetti passeranno solo in caso di aderenza politica”.

Paolo Mighetti e Davide Bono (M5S): “L’idea del progetto è sorpassata, l’irrigazione moderna si fa risparmiando dell’acqua, oppure creando riserve in pianura con minore impatto tecnico e ambientale. Con il progetto di oggi si sprecano risorse e non si guarda a nuove forme di tecnologie di irrigazione controllata. Gli uffici facciano una rivisitazione dello studio tecnico per rivedere il parere”.


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