Consiglio Regionale del Piemonte

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Un importante romanzo del '400


Foto del comunicato stampa

Proprio nel giorno in cui ricorrono i 500 anni dalla morte dello stampatore e umanista Aldo Manuzio, il Consiglio regionale del Piemonte ha presentato la ristampa in anastatica della Hypnerotomachia Polifili, una delle più celebri edizioni “aldine” e testo di riferimento del Rinascimento italiano.
“L’iniziativa, realizzata in collaborazione con la Biblioteca nazionale universitaria, si inserisce nell’ambito della politica di valorizzazione dei beni storici e culturali presenti in Piemonte perseguita dal Consiglio regionale che, nella propria Biblioteca regionale, custodisce peraltro esemplari della produzione tipografica aldina, con alcuni volumi delle opere di Cicerone”, ha spiegato Domenico Tomatis, direttore della Comunicazione istituzionale dell’Assemblea legislativa, “un patrimonio librario che appartiene a tutti i piemontesi”.
Una copia della Hypnerotomachia Polifili, edita nel 1499, è conservata presso la Biblioteca nazionale universitaria di Torino, all’interno di un nucleo consistente di edizioni “aldine”.
“Manuzio fu un grande divulgatore della cultura classica che produsse edizioni perfette non solo a livello formale ma anche per l’attenta ricostruzione filologica dei testi pubblicati”, ha affermato Andrea De Pasquale, direttore della Biblioteca nazionale universitaria di Torino. “Egli fu anche un grande innovatore a livello grafico e la produzione editoriale della sua bottega divenne presto oggetto di grande interesse collezionistico in tutta Europa”.
La collezione di aldine della Biblioteca nazionale universitaria venne formata a partire dalla donazione della raccolta del marchese Cesare Alfieri di Sostegno (1799-1869), effettuata nel 1871 dal figlio Carlo. Nonostante parte della collezione sia andata distrutta in seguito all’incendio che colpì la biblioteca nel 1904, essa conserva numerose edizioni di assoluto valore e rilievo ed è stata incrementata negli anni tramite ulteriori acquisizioni e donazioni.
“Il Polifilo è considerato a unanime giudizio tra i più bei volumi del Quattrocento italiano e, in genere, di ogni epoca, anche grazie alle 170 xilografie che costituiscono l’affascinante e ricco apparato iconografico”, ha spiegato Franca Porticelli, coordinatore dell’Ufficio Fondi antichi e collezioni speciali della stessa Biblioteca.

Il romanzo si inserisce nel filone cavalleresco e fu pubblicato anonimo, ma ricerche approfondite tendono oggi a identificare l’autore con il domenicano Francesco Colonna, esponente della grande famiglia patrizia romana. L’azione si svolge all’interno di un sogno, con la narrazione delle vicende del protagonista Polifilo alla ricerca dell’amata Polia, ma può anche leggersi come una sorta di romanzo allegorico di formazione, incentrato sulla conquista dell’amore platonico attraverso un viaggio interiore. Nonostante il tono enigmatico e bizzarro, per via della complessità della lingua in cui è scritto, un misto di volgare italiano e latino, non scevro di neologismi coniati per l’occasione anche su radice greca, araba ed ebraica, il libro ebbe da subito enorme successo fra i bibliofili.

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I fatti in breve

  • Il Consiglio regionale ha promosso la ristampa in anastatica dell’Hypnerotomachia Polifili, testo stampato nel 1499 da Aldo Manuzio.
  • Proprio il 6 febbraio 2015 ricorrono i 500 anni dalla morte di Manuzio, figura di grande umanista e innovatore pratico.
  • La Biblioteca nazionale universitaria conserva un importante fondo di “aldine”, fra cui un originale del Polifilo.

Dichiarazioni

“L’iniziativa, realizzata in collaborazione con la Biblioteca nazionale universitaria, si inserisce nell’ambito della politica di valorizzazione dei beni storici e culturali presenti in Piemonte perseguita dal Consiglio regionale che, nella propria Biblioteca regionale, custodisce peraltro esemplari della produzione tipografica aldina, con alcuni volumi delle opere di Cicerone”, ha spiegato Domenico Tomatis, direttore della Comunicazione istituzionale dell’Assemblea legislativa, “un patrimonio librario che appartiene a tutti i piemontesi”.

“Manuzio fu un grande divulgatore della cultura classica che produsse edizioni perfette non solo a livello formale ma anche per l’attenta ricostruzione filologica dei testi pubblicati”, ha affermato Andrea De Pasquale, direttore della Biblioteca nazionale universitaria di Torino. “Egli fu anche un grande innovatore a livello grafico e la produzione editoriale della sua bottega divenne presto oggetto di grande interesse collezionistico in tutta Europa”.

“Il Polifilo è considerato a unanime giudizio tra i più bei volumi del Quattrocento italiano e, in genere, di ogni epoca, anche grazie alle 170 xilografie che costituiscono l’affascinante e ricco apparato iconografico”, ha spiegato Franca Porticelli, coordinatore dell’Ufficio Fondi antichi e collezioni speciali della stessa Biblioteca.

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