Consiglio Regionale del Piemonte

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Lavori in Commissione, 12 febbraio

Foto del comunicato stampa Auditi i rappresentanti delle associazioni dei commercianti ambulanti

La III Commissione (Commercio), presieduta dal consigliere Raffaele Gallo, ha audito i rappresentanti della associazioni dei commercianti su area pubblica in merito alle problematiche affrontate nell'ordine del giorno n. 149, presentato dal M5S e approvato dall'Assemblea regionale il 23 dicembre scorso, che impegna la Giunta regionale "a sospendere per ventiquattro mesi l'obbligo a ottenere per le imprese del commercio, da parte del Comune competente, il rilascio di modello di verifica della regolarità contributiva e fiscale dell'impresa, denominato Vara, per svolgere attività su posteggio fisso o in forma itinerante".
I rappresentanti delle associazioni, alla presenza dell'assessore al Commercio Giuseppina De Santis, hanno sottolineato che i tempi di crisi e la concorrenza della grande distribuzione rende difficile la sopravvivenza dei commercianti ambulanti.
"Se c'è una categoria di commercianti virtuosa, è la nostra - hanno ribadito - perché è l'unica soggetta ai controlli del Vara. Noi non chiediamo di non pagare le tasse, ma di avere un periodo di respiro. Il Vara è nato nel 2009 per punire chi non pagava le tasse sospendendogli e facendogli decadere la licenza. Siamo venuti a chiedervi di aiutarci a sopravvivere, anche in vista dell'entrata in vigore della direttiva Bolkenstein, tra due anni".
All'incontro sono intervenuti i consilgieri Giorgio Bertola (M5S), Daniela Ruffino (FI) e Mauro Grimaldi (Sel).
ctagliani


Il programma operativo regionale del Fondo sociale europeo

Occupazione, inclusione sociale e lotta alla povertà, istruzione e formazione, capacità amministrativa e assistenza tecnica: questi i cinque assi di intervento rispetto ai quali si dovranno orientare gli interventi del programma operativo regionale (Por) del Fondo sociale europeo. Obiettivi e contenuti del programma sono stati illustrati in sintesi dall’assessore all’Istruzione, Lavoro e Formazione, Gianna Pentenero, durante la riunione congiunta della I, III e VI Commissione, presieduta dal consigliere Vittorio Barazzotto.
La dotazione finanziaria per il 2014-2020 ammonta a 873 milioni di euro: di cui il 50 % provenienti dal Fondo sociale europeo (436 milioni di circa), il 35% (305 milioni circa) da fondi statali e il 15% da fondi regionali (poco meno di 131 milioni).
Occupazione giovanile, dispersione scolastica, lotta alla disoccupazione, inclusione attiva e apprendimento permanente costituiscono principali priorità di investimento in termini di risorse distribuite.
Il negoziato con la Commissione europea ha prodotto alcune modifiche del programma, fra cui l’inserimento della priorità degli interventi contro la disoccupazione giovanile, l’incremento delle risorse per la promozione dell’occupazione femminile e per il rafforzamento delle istituzioni del mercato del lavoro.
Per rendere effettivamente operativo il programma sarà ora necessario iscrivere a bilancio le risorse del cofinanziamento regionale, istituire il Comitato di Sorveglianza che dovrà approvare il documento sui principi e metodi per la selezione delle operazioni, designare le autorità e gli organismi intermedi e approvare la strategia di valutazione del Por, entro un anno dall’approvazione del programma, ovvero in dicembre.
Il rischio di non riuscire tecnicamente a spendere tutte le risorse ottenute e la necessità di integrare le risorse per la formazione nell’età dell’obbligo di istruzione sono state fra le osservazioni sollevate dalla consigliera Claudia Porchietto (Forza Italia), mentre il consigliere Davide Bono (M5S) ha messo in luce la necessità di approntare interventi anche per la lotta alla disoccupazione degli over 50. Il presidente di Sel Marco Grimaldi ha infine suggerito l’opportunità di integrare le misure occupazionali dei fondi con altri incentivi messi a punto anche da altri enti pubblici.
L’assessore Pentenero ha spiegato che le risorse precedenti sono state impegnate al 100% e certificate all’82%, con la possibilità da parte delle Province, in base a una recente delibera, di riutilizzare i fondi non spesi. Per favorire l’occupazione degli over 50 è invece in corso di definizione un accordo con l’Inps per l’istituzione di un fondo di rotazione a favore dei soggetti a cui mancano pochi anni per raggiungere la pensione. L’obiettivo è quello di garantire la possibilità immediata di quiescenza con la previsione di una restituzione diluita nel tempo dell’anticipo. Per definire le azioni migliori da intraprendere sulle politiche attive saranno invece verificati i risultati dei precedenti interventi, mentre per quanto riguarda gli interventi sulle forme contrattuali verranno individuati possibili strumenti paralleli rispetto agli ammortizzatori sociali nazionali.
ecorreggia

L'assessore Valmaggia illustra la situazione del Sistema regionale dei rifiuti


Nella seduta della V Commissione, presidente Silvana Accostato, del 12 febbraio, si è svolta l’informativa dell’assessore all’Ambiente, Alberto Valmaggia, sul sistema regionale dei rifiuti in relazione alla “urgente necessità”, come sottolineato dallo stesso assessore e ribadito dai consiglieri di tutti i gruppi, di un nuovo Piano regionale per la gestione dei rifiuti e di una “manutenzione della legge regionale 7/2012”.
Il quadro riportato in Commissione, aggiornato al 2013 e che appare sostanzialmente confermato dai primi dati del 2014, evidenzia la diminuzione del quantitativo dei rifiuti prodotti in Piemonte, un dato di per sé positivo, sotto le due milioni di tonnellate. Il dato pro capite è sotto la media europea ed italiana con 448 kg per abitante.
Tuttavia tale diminuzione è frutto non solo delle politiche della Regione ma risultato della crisi economica essendo soprattutto da ascriversi alle utenze non domestiche.
La raccolta differenziata, invece, ha raggiunto il 52,5% del totale ma con disomogeneità da provincia a provincia. Il 50% è quanto richiesto dalla Unione europea, tuttavia rimane aperto il rischio di infrazione perché in passato il Governo stabilì l’obbiettivo più ambizioso del 65%, allora adottato dalla stessa Unione europea nei confronti delle regioni italiane.
Situazione assai delicata non essendovi ancora un sistema omogeneo di misurazione.
Comunque il Piemonte risulta tra le migliori quattro regioni italiane.
Importante, come emerso durante gli interventi conseguenti alla informativa e dalle stesse spiegazioni dell’assessore, omogeneizzare le performance non solo nel caso della raccolta differenziata ma, anche, uniformare i costi industriali per evitare eccessive differenziazioni delle tariffe imposte ai cittadini.
Le tariffe come strumento per una premialità volta ad incentivare quei comportamenti virtuosi e di indispensabile collaborazione da parte degli utenti per migliorare, particolarmente, la raccolta differenziata.
È stato anche osservato come la quantità di rifiuti destinati alle discariche è ancora alta e molte sono in via di saturazione e che vi è il pericolo di creare dicotomie tra raccolta differenziata e smaltimento con i termovalorizzatori. Soprattutto è stata sottolineata la necessità di studiare un sistema che separi chiaramente i soggetti incaricati della raccolta e quelli addetti allo smaltimento dei rifiuti.
Dai banchi dell'opposizione la relazione di Valmaggia è stata giudicata comunque eccessivamente generica è fondata su dati già noti.
L’assessore, d’accordo con i commissari intervenuti sia dalla maggioranza e sia dall’opposizione, si propone di elaborare entro il 2015 un piano quinquennale e di emendare la legge. Tutto questo richiederà diversi passaggi in Commissione sui molteplici aspetti della vicenda inerente lo smaltimento dei rifiuti.
abruno


In II Commissione prosegue la riforma dell’edilizia sociale. Approvate misure per affrontare l'emergenza abitativa.

Numerosi Comuni piemontesi hanno segnalato la situazione di emergenza abitativa, determinata dall’avvenuta scadenza di assegnazioni provvisorie disposte a favore di nuclei familiari, e dalla prossima scadenza di altre tuttora in corso.
A fronte della già manifestata intenzione di provvedere ad una revisione complessiva della materia delle assegnazioni degli alloggi di edilizia sociale, mediante la stesura di un testo normativo unico, si è reso anche necessario limitare la portata dell’emergenza segnalata dai Comuni piemontesi.
La II Commissione, presieduta da Nadia Conticelli (Pd), ha pertanto approvato a maggioranza il disegno di legge “Misure straordinarie in favore dei Comuni per fronteggiare l’emergenza abitativa”.
Il provvedimento interviene pertanto, in via straordinaria con una duplice azione: la facoltà per i Comuni di prorogare le assegnazioni provvisorie in corso e di rinnovare quelle già scadute, entrambe per un periodo di due anni, nelle more appunto della revisione organica della materia.
La possibilità di rinnovo delle assegnazioni provvisorie potrà avvenire a condizione che il nucleo occupante l’alloggio sia in possesso dei requisiti per l’accesso all’edilizia sociale e che venga sanata l’eventuale situazione di morosità nei confronti dell’ente gestore, anche con un piano di rientro.
Il disegno di legge approderà in Aula per l’approvazione definitiva: Silvana Accossato (Pd) e Maurizio Marrone (FdI) saranno i relatori rispettivamente di maggioranza e di minoranza.
La Commissione, sempre in materia di edilizia popolare, ha poi iniziato l’esame del disegno di legge della Giunta regionale “Autorecupero degli alloggi carenti di manutenzione da parte degli assegnatari”, e della proposta “Norme per l’autorecupero immobiliare a fine residenziale popolare” dello stesso consigliere Marrone.
Il provvedimento della Giunta - ha detto l’assessore alle Politiche della casa Augusto Ferrari - stabilisce che gli Enti gestori predispongano l’elenco degli alloggi non assegnabili per carenza di manutenzione, individuino per ciascun alloggio gli interventi indispensabili per renderlo abitabile, stimino i relativi costi ed i tempi di esecuzione delle opere. Questi alloggi sono assegnati ai soggetti utilmente collocati in graduatoria a condizione che l’assegnatario si impegni a realizzare gli interventi di autorecupero che rendano l’appartamento abitabile.
Attualmente in Piemonte gli alloggi non assegnabili per carenza di manutenzione sono circa 800 con un fabbisogno di oltre 22,3 milioni di euro.
Nel sottolineare che il diritto alla casa costituisce il presupposto logico di quei valori costituzionalmente garantiti collegati al pieno sviluppo della persona umana, Marrone ha spiegato che la sua proposta consente anche di non dover ricorrere a nuove costruzioni, ma di utilizzare il patrimonio pubblico esistente e non fruibile perché dimesso.
mbocchio