Consiglio Regionale del Piemonte

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L'Assemblea contro le intimidazioni

Foto del comunicato stampa "Sono sistemi d’intimidazione che discendono da una cultura mafiosa e fascista. Chiedo la solidarietà del Consiglio regionale perché non si può impedire a un rappresentante eletto dai cittadini di svolgere il proprio mandato”. Con queste parole il 18 febbraio il capogruppo del Pd Davide Gariglio ha chiesto all’Assemblea, presieduta dal presidente Mauro Laus, di prendere posizione in merito al grave episodio avvenuto in mattinata all’ufficio postale di Sant’Ambrogio (To): l’intercettazione di una busta indirizzata al consigliere Antonio Ferrentino (Pd) contenente un proiettile di fucile e una lettera di minacce rivolte anche contro l’assessore alla Sanità Antonio Saitta.

Il capogruppo di FI Gilberto Pichetto ha sottolineato che le intimidazioni non hanno nulla a che fare con la politica e quello del M5S Giorgio Bertola ha definito “stupido e criminale” chiunque minacci e invii proiettili.

I capigruppo di Sel Marco Grimaldi e di Scelta civica Alfredo Monaco hanno evidenziato che le intimidazioni appartengono a un’ideologia mafiosa nella quale l’Assemblea non si riconosce, mentre il capogruppo di FdI Maurizio Marrone ha ricordato che qualunque strategia della tensione radicalizza gli estremismi.

Il presidente del Consiglio e della Giunta regionale Laus e Sergio Chiamparino hanno espresso il proprio sostegno a Ferrentino e a Saitta, prendendo atto con soddisfazione della condanna unanime del gesto intimidatorio da parte del Consiglio.

Il consigliere Ferrentino ha ringraziato l’Assemblea e ha dichiarato di essere particolarmente rattristato dal fatto che questa volta la busta e le minacce non sono partite da Torino ma dalla Valle di Susa.

ctagliani