Consiglio Regionale del Piemonte

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Interrogazioni discusse in Aula

Foto del comunicato stampaInterrogazioni ordinarie e interpellanze

Nella seduta del Consiglio regionale del 17 febbraio sono state discusse le seguenti interrogazioni ordinarie e interpellanze.

Fermata San Paolo del servizio ferroviario metropolitano
L’assessore ai Trasporti Francesco Balocco ha risposto all’interrogazione n.259, presentata dal consigliere Raffaele Gallo (Pd), sulla progettazione e successiva realizzazione della fermata San Paolo di Torino della linea 5 del servizio ferroviario metropolitano.
“Seguiamo con attenzione l’iniziativa progettuale in accordo con la Città di Torino” ha risposto l’assessore, che ha aggiunto: “nei prossimi mesi abbiamo in previsione l’aggiornamento dell’accordo di programma con le Ferrovie e definiremo anche questa importante stazione”.

Barriere architettoniche nella stazione di Centallo (CN)
L’assessore ai Trasporti Francesco Balocco ha risposto all’interrogazione n.245, presentata dalla consigliera Maria Carla Chiapello (Moderati), sulle barriere architettoniche presenti nella stazione di Centallo (Cn).
Balocco ha risposto che è attualmente in fase di ultimazione un intervento per l’adeguamento tecnologico della stazione, per un investimento di oltre 15 milioni di euro, che prevede la realizzazione di un sottopasso viaggiatori comprensivo dei vani ascensori, al fine di abbattere le barriere architettoniche. “L’appalto per il montaggio degli ascensori – ha riferito l’assessore – è in fase di ultimazione e si prevede la loro entrata in servizio entro giugno di quest’anno”.

Continuità assistenziale nell’Asl To4
L’assessore alla Sanità Antonino Saitta ha risposto all’interrogazione n.163, presentata dal consigliere Mario Giaccone (Chiamparino per il Piemonte), sulla continuità assistenziale presso l’Asl To4.
L’assessore ha riferito che l’azienda non richiede alcuna compartecipazione del 50 per cento della spesa ai pazienti in fase di post-acuzie inseriti nel piano terapeutico, precisando che non vi è alcuna compartecipazione neppure per gli interventi effettuati a domicilio. “In aderenza ai livelli assistenziali di assistenza – ha puntualizzato Saitta – la compartecipazione al 50 per cento è richiesta ai pazienti dimissibili dall’ospedale, i cui parenti, per problematiche socio-familiari, richiedano un supporto assistenziale, che si può concretizzare in un ricovero di sollievo in residenza sanitaria assistenziale. Terminato il periodo di presa in carico – ha concluso Saitta – l’assistito può continuare a usufruire della permanenza in RSA, ma totalmente a proprio carico, come previsto dalla normativa vigente”.

Modalità e tempi di consegna dei presidi dell’assistenza integrativa
L’assessore alla Sanità Antonino Saitta ha risposto all’interrogazione n.164, presentata dal consigliere Mario Giaccone (Chiamparino per il Piemonte), su modalità e tempi di consegna dei presidi dell’assistenza integrativa da parte delle Asl To1 e To2.
“Le aziende sanitarie interpellate – ha risposto Saitta – segnalano che i rallentamenti sono nati a partire dal dicembre 2013, quando, per le attività autorizzative, è stato affiancato un sistema telematico, che nella fase iniziale ha fatto registrare tempi di risposta di circa 21 giorni per l’Asl To1 e di 7 giorni lavorativi per l’Asl To2”. “Tuttavia – ha proseguito l’assessore – l’Asl To2 segnala di aver sempre dato disponibilità a ditte e farmacie del territorio per verificare puntualmente i disagi segnalati e aggiunge che, in occasione di verifiche puntuali, si è riscontrato come la maggior parte dei ritardi sia legata ad anomalie prescrittive, come, ad esempio, la scadenza del piano terapeutico”.

Discarica di Barengo (NO)
L’assessore all’Ambiente Alberto Valmaggia ha risposto all’interrogazione n.278, presentata dal consigliere Diego Sozzani (Forza Italia), sulla discarica di Barengo.
“Stiamo lavorando al nuovo piano regionale dei rifiuti – ha annunciato Valmaggia – perché la Regione si doti di uno strumento di programmazione territoriale aggiornato, funzionale e di respiro, che tenga conto delle specificità della nostra regione e dei numerosi cambiamenti che hanno modificato il quadro normativo”. “Per quanto riguarda il periodo transitorio – ha evidenziato l’assessore – la presenza sul territorio regionale di 11 impianti di trattamento meccanico biologico nonché di un impianto di combustione operante a pieno regime dal 2014, evidenzia una capacità operativa piemontese in grado di affrontare eventuali future emergenze riguardanti la gestione del rifiuto urbano indifferenziato, anche se dovessero ricondursi a interi ambiti territoriali, come, ad esempio, quello novarese”.

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Interrogazioni a risposta immediata

Sull’esempio di quanto avviene in Parlamento, accanto alle tradizionali interrogazioni e interpellanze, si è aggiunta la discussione delle interrogazioni a risposta immediata, prevista dall’art. 100 del Regolamento interno dell’Assemblea regionale.

Norme in materia di panificazione
L’assessore alle Attività produttive, Giuseppina De Santis, ha risposto all’interrogazione n. 311, presentata dal capogruppo Lega Nord, Gianna Gancia, “Norme in materia di panificazione”.
“Le strutture regionali competenti per materia ovvero Artigianato, Formazione professionale e Sanità, hanno predisposto una bozza di regolamento - ha risposto De Santis -. Sono pervenute una serie di osservazioni dalle associazioni di categoria, e dal settore Sanità della Regione, e il 14 gennaio 2014 veniva licenziato un testo con le stesse associazioni, che tenesse conto dei rilievi di tutti. In realtà sono emerse una serie di criticità, per le quali non si è riusciti a giungere a un documento condiviso. Sono ripresi i contatti con la direzione Sanità ed è convocata per il 20 febbraio prossimo una riunione tecnica, per capire se si riusciranno a risolvere i problemi che tuttora sussistono. Il 26 febbraio il documento verrà illustrato all’Unione panificatori”.

Cava a Caselette (To)
L’assessore all’Ambiente, Alberto Valmaggia, ha risposto all’interrogazione n. 317, presentata dalla consigliera Francesca Frediani (M5S), su una serie di attività estrattive in località Cascina Baldon nel Comune di Caselette (To).
“L’indicazione del Piano paesaggistico regionale viene in itinere rispetto alla cava, già operativa, quindi la Giunta ha concluso l’iter approvando la dichiarazione di notevole interesse pubblico dei Tenimenti storici dell’Ordine Mauriziano - ha spiegato Valmaggia -. Rispetto all’attività di cava nel Comune di Caselette, che è un’attività già in essere, la Commissione ha individuato delle prescrizioni d’uso per il Tenimento di Sant’Antonio di Ranverso, considerando già in atto l’attività di coltivazione. Quindi, non ha inserito prescrizioni tese a precludere l’intervento, ma ha dettato nella prescrizione d’uso specifiche norme indirizzate principalmente al recupero e alla rinaturalizzazione dell’area”.

Promozione turistica e pro-loco
In sostituzione dell’assessore al Turismo Antonella Parigi, l’assessore all’Ambiente, Alberto Valmaggia, ha risposto all’interrogazione n. 315, presentata dal consigliere Francesco Graglia (FI), sul bando per la Promozione turistica per l’anno 2014 e relativo sostegno all’attività delle pro-loco.
“I criteri sono stati modificati in considerazione delle ridotte risorse stanziate e assegnate dal bilancio regionale 2014, che sono passate da 1.293.911 euro nel 2013, a 745.000 nel 2014, quindi poco più della metà - ha detto Valmaggia -. A seguito di questa riduzione di risorse, la Giunta regionale ha ravvisato la necessità di ottimizzare la propria azione sul territorio, evitando un’eccessiva polverizzazione delle già scarse risorse, anche in coerenza con gli indirizzi generali della stessa Giunta in materia di razionalizzazione della spesa. Può essere questa un’occasione per ripensare anche agli interventi che svolgono queste lodevoli realtà locali, provando a ragionare più in un’ottica di area vasta e non di interventi puntuali come contributi specifici di funzionamento”.

Assunzione di personale da parte di Arpa Piemonte
L’assessore all’Ambiente, Alberto Valmaggia, ha risposto all’interrogazione n. 313, presentata dalla consigliera Silvana Accossato (Pd), “Avviso pubblico per l’assunzione di personale con rapporto di lavoro a tempo determinato indetto da Arpa Piemonte”.
“La richiesta di spiegazioni si lega ad un emendamento al disegno di legge n. 67, che era stato proposto il 20 gennaio dalla consigliera Francesca Frediani, la quale chiedeva la stabilizzazione del personale precario - ha puntualizzato Valmaggia -. In quell’occasione venne spiegato che il personale precario era stato stabilizzato prima del 2007, che erano ancora presenti alcune unità a tempo determinato, ma che erano finalizzate a progetti specifici, quindi con un impiego definito e con finanziamenti esterni. Ed è proprio a questa tipologia che si riferisce il bando”.

Chiusura uffici postali in Piemonte
Il presidente della Giunta regionale, Sergio Chiamparino, ha risposto all’interrogazione n. 310, presentata dal consigliere Alessandro Benvenuto (Lega Nord), per chiedere maggiori delucidazioni circa la paventata chiusura di una serie di uffici postali in Piemonte.
“Mi sono attivato anche nella mia qualità di presidente coordinatore delle Regioni e ho avuto un primo colloquio sia con Francesco Caio, amministratore delegato di Poste Italiane, sia con la presidente Luisa Todini, al quale farà seguito la presentazione del Piano industriale in sede di Conferenza delle Regioni. Sarà pertanto un primo appuntamento istituzionale dove sarà possibile avviare il dialogo, che peraltro Todini e Caio si sono già impegnati a fare, anche con l’Associazione nazionale dei Comuni d’Italia (Anci) - ha affermato Chiamparino - . Da questi primi colloqui, l’idea che Poste Italiane non sembra quella di sopprimere servizi, ma semmai, di razionalizzare le strutture. Quindi, introdurre criteri e concezioni nuove per portare ai cittadini, specie nelle aree più disagiate e più distanti dai centri abitati, quei servizi che non è più economicamente sostenibile portare con delle strutture fisse, ma che invece è possibile portare grazie all’utilizzo delle persone e dei moderni strumenti di comunicazione”.

Incarico all’Asl TO1
L’assessore alla Sanità, Antonino Saitta, ha risposto all’interrogazione n. 312, presentata dalla consigliera Valentina Caputo (Pd), “Conferimento di incarico di collaborazione presso il Dipartimento di Salute mentale dell’Asl TO1”.
“Ho già avuto modo di dichiarare inopportuna la scelta del direttore dell’Asl TO1, Giovanna Bricarello, di procedere all’assunzione come psicologa per un incarico di dieci ore settimanali la figlia del direttore del personale dell’Asl; inopportuna non soltanto per la questione di parentela, ma anche e soprattutto perché un servizio di Psicologia esiste già - si è espresso Saitta -. Esiste una legge regionale che prevede la possibilità, per definire alcune questioni che hanno caratteristiche tecniche che è difficile valutare da parte mia, in quanto bisogna entrare nel merito dell'organizzazione, di affidare ad alcuni dipendenti della Regione un ruolo di esame, una sorta di ispezione sulla maggior parte delle questioni sollevate. Sulla base di queste conclusioni, poi assumeremo una decisione”.

Gestione dei minori allontanati dalle famiglie
L’assessore alle Politiche sociali, Augusto Ferrari, ha risposto all’interrogazione n. 316, presentata dal consigliere Gian Luca Vignale (FI), sulle modalità di gestione dei minori allontanati dalle proprie famiglie.
“Per la tutela dei minori è quanto mai necessario mettere in campo una filiera di interventi, che da questo punto di vista sono messi in un ordine gerarchico, in modo tale che siano chiari gli obiettivi essenziali per la tutela degli stessi. Questi interventi sono il sostegno alla famiglia di origine, che è il primo elemento che viene messo in evidenza; in secondo luogo, vi è il ricorso a strumenti come l’affido, che può essere modulato anche in varie modalità. Il terzo elemento è l’inserimento in comunità su disposizione dell’Autorità giudiziaria - ha illustrato Ferrari -. L’inserimento in comunità deve essere uno strumento che interviene in situazioni estreme, non ordinarie e, quindi, in presenza di traumi che non possono essere recuperati nell’immediato. Attorno al tema della famiglia e attorno al tema dell’esercizio delle responsabilità genitoriali, in questo momento si stanno manifestando nuove forme di disagio, soprattutto nella fascia 0-6 anni e anche nella fascia della preadolescenza. Riteniamo, come Assessorato e come Giunta, che sia quanto mai necessario individuare delle linee di azione finalizzate per un verso a potenziare i servizi dove già ci sono; per un altro verso, attivare su tutto il territorio regionale dei servizi capaci di integrare competenze diverse di attori diversi nell’ottica di tutelare dentro la famiglia la dignità del minore. In questo senso riteniamo ineludibile attivare dei servizi legati alla mediazione familiare così come è altrettanto importante attivare dei servizi legati alla costruzione anche organizzata (già in questo senso delle sperimentazioni si stanno facendo) al mutuo aiuto tra le famiglie, per il sostegno reciproco rispetto proprio alle problematiche legate all’educazione dei propri figli”.

Chiusura punto nascite dell’Ospedale di Acqui Terme (Al)
L’assessore alla Sanità, Antonino Saitta, ha risposto all’interrogazione n. 318, presentata dal consigliere Paolo Mighetti (M5S), “Preoccupazione per la gestione di situazioni di emergenza dopo la chiusura del punto nascite dell’Ospedale di Acqui Terme”, in provincia di Alessandria.
“La situazione richiamata si riferisce a fatti avvenuti il 5 febbraio, quando all’ Ospedale di Acqui Terme è giunta una donna in gravidanza in fase di travaglio molto avanzato - ha replicato Saitta -. Il parto non ha avuto complicazioni di sorta ed è stato seguito dal medico ginecologo di turno al momento. Per quanto riguarda la specifica richiesta sulle misure che si intendono attuare per garantire quanto previsto negli atti normativi della Giunta per tutelare la piena sicurezza delle partorienti dell’Acquese, ribadisco che è nostra intenzione dare attuazione alla delibera sulla rete ospedaliera e all’integrazione successiva, che si pone l’obiettivo di garantire il massimo della sicurezza”.

Sicurezza sulle reti viabilistiche provinciali
Il vicepresidente della Giunta regionale, Aldo Reschigna, ha risposto all’interrogazione n. 314, presentata dalla vicepresidente del Consiglio regionale, Daniela Ruffino (FI), “Riduzione trasferimenti e conseguente impossibilità a garantire la sicurezza sulla rete viabilistica piemontese”.
“Questo atto ispettivo pone la questione legata alle capacità, da parte delle Province, soprattutto in questa fase transitoria, di svolgere le funzioni fondamentali. Dalla settimana prossima, ci sarà a Torino una presenza di dirigenti dei diversi Ministeri interessati e con loro verranno, sostanzialmente, approfondite tutte le questioni: il costo del personale, il tema anche dell’eventuale messa in mobilità di personale in eccedenza delle Province e la capacità delle Province piemontesi di far fronte, fino al compimento dalla riforma del titolo V della Costituzione, a quello che è l’esercizio effettivo delle funzioni fondamentali - ha dichiarato Reschigna -. Voglio ricordare che le Province piemontesi sono tra le più penalizzate. Nel calcolo della riduzione dei trasferimenti, dei tagli lineari del passato, si sono considerati, anche nei costi intermedi, i costi per l’esercizio delle funzioni delegate dalle Regioni. Il Piemonte è una Regione che ha molto decentrato alle Province. Questo lavoro ci consentirà di fare emergere la reale situazione e di individuare i necessari correttivi,. La vera preoccupazione di questo lavoro non è tanto il 2015, ma soprattutto, il 2016 e il 2017. Quanto contenuto nella legge di stabilità, la possibilità delle Province di rinegoziare il debito con la Cassa depositi e prestiti, con la conseguenza che nel 2015 sarebbe totalmente sospeso il pagamento delle rate di ammortamento del mutuo, la possibilità per le Province di vendere a Invimit il proprio patrimonio affittato ad uffici dell’amministrazione statale (Prefetture e Questure, ci sono molti casi sotto questo aspetto in giro per il Piemonte) dovrebbe consentire nel 2015 il superamento di questa fase”.

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