Consiglio Regionale del Piemonte

Vai ai contenuti

Lavori in Commissione, 23 giugno

Riordino del sistema di gestione delle aree protette regionali

È terminato in V Commissione (oggi presieduta da Valter Ottria) l’esame del provvedimento della Giunta regionale sul riordino del sistema di gestione delle aree protette regionali e sulle nuove norme in materia di Sacri Monti.

Il disegno di legge di revisione del Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità, è stato approvato a maggioranza dopo essere a lungo discusso in Commissione per via dei 530 emendamenti che insistevano sui 22 articoli complessivi.

Le nuove norme estendono la rappresentatività dei territori e incrementano il numero dei membri locali (4, 6 e 8 a seconda del numero dei Comuni che fanno parte dell’ente) nei consigli di amministrazione degli enti di gestione, allargando la partecipazione a rappresentanti delle associazioni ambientaliste e agricole.

Questa norma, ha ribadito l’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte, Alberto Valmaggia prima del voto finale, è un modo per estendere la rappresentanza, non per accentrare il controllo nelle mani della Regione.

La prospettiva, sempre secondo l’assessore, è lo sviluppo e la valorizzazione del territorio, prevedendo la crescita di forme di autofinanziamento dei Parchi al fine di rendere gli enti di gestione autonomi anche dal punto di vista finanziario.

A quarant’anni dalla nascita della legge sui Parchi, ha concluso Valmaggia, era necessaria una riflessione sul ruolo di questi enti. Il Parco deve essere visto come una opportunità di sviluppo e valorizzazione del territorio, non come una sovrastruttura che pone soltanto vincoli.

Prima di approdare in Aula, relatori di maggioranza Antonio Ferrentino (Pd) e di minoranza Gian Luca Vignale (Fi) e Giorgio Bertola (M5S), il testo dovrà ottenere anche il parere favorevole da parte della I Commissione per quanto concerne gli aspetti legati al bilancio.

 

mbocchio

 

 

Prosegue l'esame del ddl n.91

La IV Commissione – presieduta da Domenico Ravetti – si è riunita per proseguire l’esame del disegno di legge n. 91 riguardante la situazione dell’Ospedale Gradenigo di Torino. Proprio sulla base di alcuni emendamenti (più precisamente dal 53 al 58), presentati la scorsa settimana dal consigliere Marco Grimaldi (Sel), l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, ha proposto una riscrittura dell’articolato che verrà riproposto in Consiglio.

Anche Giorgio Bertola (M5S) si è dimostrato favorevole all’accoglimento degli emendamenti considerati, sottolineando l’importanza del lavoro preparatorio per l’Aula mentre Davide Bono e Stefania Batzella (M5S) hanno espresso perplessità circa il mantenimento dei servizi e delle specialità dell’Ospedale Gradenigo,  la tipologia di modello alla quale apparterrà in futuro, e l’eventualità di una diversa destinazione regionale dei pazienti.

Il consigliere Paolo Allemano (Pd) è intervenuto, sottolineando che la Regione non ha competenza sugli atti gestionali e si è detto convinto, sulla base dello schema di convenzione, che la durata dell’accordo sia triennale.

Anche l’assessore Saitta è intervenuto su quest’ultimo punto, ribadendo che la durata è triennale come quella del piano aziendale, come del resto la programmazione sanitaria richiede.

 

La seconda parte dedicata all’audizione dell’ADONP

 

La IV Commissione, ha proseguito i suoi lavori in audizione, convocata alle 12.30 dal presidente Domenico Ravetti e con i rappresentanti dell’Associazione Dirigenti dell’Ospedalità Non Profit, in merito alle ricadute, anche occupazionali, conseguenti alle ipotesi di revisione dell’assetto organizzativo del Presidio ospedaliero Gradenigo di Torino. L’associazione, rappresentata da Carmelo Melchi, Silvana Carniel, Laura Canavoso e Luigi Colonna ha manifestato l’intenzione, qualora venisse confermata la scelta della Giunta regionale, di ricorrere al Tar.

La delegazione ha espresso perplessità riguardo al fatto che il Gradenigo, inserito nell’area non profit, possa diventare contemporaneamente, attraverso un atto di compravendita e un’apposita legge regionale, una casa di cura privata, nell’organizzazione interna e nei rapporti di lavoro.

 

dbarattin