Consiglio Regionale del Piemonte

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Gradenigo, dibattito in aula sulla nuova gestione

La situazione dell’ospedale Gradenigo di Torino è stata al centro del dibattito dell’aula, che ha esaminato il disegno di legge n. 91.

Il presidente della IV Commissione Sanità, Domenico Ravetti, ha riassunto l’iter del provvedimento a partire dallo scorso 31 gennaio, con il ricorso a consultazioni e audizioni di associazioni sindacali e non. Dopo la presentazione di 115 emendamenti proposti per la maggior parte dalle forze di opposizione, il provvedimento è ritornato in Commissione per ulteriori approfondimenti.  Da parte sua, l’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta ha dichiarato che l’accordo tra Regione Piemonte e società Humanitas per l’ospedale Gradenigo sarà condizionato a un’intesa tra l’Asl To 2 e lo stesso presidio sanitario. Sarà la stessa Asl a decidere che cosa l’ospedale dovrà fare. Il Gradenigo,  affidato alla gestione degli imprenditori sanitari privati, dovrà attenersi alle indicazioni fornite dalla Regione, in base alle esigenze di programmazione della sanità pubblica, mantenendo lo stesso budget di spesa. L’assessore ha specificato di avere messo a punto un emendamento di Giunta che recepisce alcune esigenze emerse nella fase di discussione, consentendo il mantenimento del pronto soccorso e la tutela degli attuali dipendenti.

Proprio sulla base di alcuni emendamenti presentati dal consigliere Marco Grimaldi (Sel), l’assessore regionale Saitta, ha proposto una riscrittura dell’articolato in Consiglio. “Abbiamo chiesto – ha proseguito Grimaldi – dal momento che il budget del Gradenigo sarà invariato, quattro elementi di garanzia: conferma come presidio pubblico, applicazione del regolamento organico con il mantenimento dei dipendenti, il rispetto delle stesse procedure sanitarie, gli eventuali esuberi siano collocati nel servizio pubblico”.

Nino Boeti (Pd), ha sottolineato che si sta per concludere un percorso durato un anno raggiungendo l’obiettivo del mantenimento dei posti di lavoro e il salvataggio del pronto soccorso che vede 45 mila passaggi all’anno.

Anche Giorgio Bertola (M5S), ha posto l’accento sul percorso travagliato dell’importante provvedimento, cominciato nel piano sanitario del 1985. Con tale iniziativa la Giunta vuole permettere a un soggetto privato di gestire un pronto soccorso e “come se non bastasse, lo apprendiamo direttamente dalla carta stampata e non dagli uffici regionali. È un primo passo per arrivare a progettare un cambio di gestione di natura privatistica nella sanità”.

Gian Luca Vignale (Fi) ha messo in evidenza l’esistenza di altre strutture sanitarie cogestite pubblico-privato come a Settimo Torinese, Omegna e Il Valletta di Torino ma il servizio è sempre stato garantito mediante l’espletamento di gare d’appalto”. La Regione – ha proseguito Vignale – non deve mai approvare norme che riguardino un singolo soggetto. Immagino cosa sarebbe successo se analogo provvedimento lo avesse adottato una Giunta di centrodestra”.

Paolo Allemano (Pd), ha voluto rimarcare che la maggioranza opera in piena trasparenza e non accetta dunque intimidazioni da qualunque parte arrivino: "È opportuno che il Gradenigo continui ad operare? Secondo noi è una scelta opportuna".

Alfredo Monaco (Sc) ha posto l’accento sul tema e ruolo delle imprese non profit ma anche sulla mancanza di controllo della spesa sanitaria, salita enormemente nell’ultimo quadriennio”.

Maurizio Marrone (FdI), ha richiesto alla Giunta regionale di  assumersi le proprie responsabilità, ricordando che compito principale dell’Assemblea è quello di legiferare secondo principi di astrattezza e generalità.

Nella discussione generale del provvedimento sono ancora intervenuti Davide Bono, Francesca Frediani, Stefania Batzella, Paolo Mighetti, Mauro Campo, Federico Valetti (M5S), Claudia Porchietto (Fi).

Nel pomeriggio è iniziata l'illustrazione degli emendamenti presentati al provvedimento, oltre duecento. In particolare, sono state illustrate le proposte di Sel, presentate dal presidente Marco Grimaldi, e del Movimento 5 Stelle, su cui sono intervenuti tutti i consiglieri del gruppo consiliare. Il dibattito proseguirà nella prossima seduta del Consiglio regionale. L'assessore Saitta ha già annunciato che la Giunta regionale, dopo aver presentato un emendamento sulla base delle osservazioni emerse in Commissione e condivise dall'esecutivo, chiederà il contingentamento dei tempi.