Consiglio Regionale del Piemonte

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Lavori in Commissione, 30 luglio

Piano pesca

La terza Commissione, presieduta da Raffaele Gallo, ha approvato a maggioranza la proposta di deliberazione al Consiglio regionale n. 78 relativa a: "L.R. 37/2006, art. 10. Piano regionale per la tutela e la conservazione degli ambienti e della fauna acquatica e l'esercizio della pesca (Stralcio relativo alla componente ittica). Proposta al Consiglio regionale", presentata dalla Giunta regionale.

La deliberazione, per raggiungere gli obiettivi prefissati, individua le seguenti azioni:

  • tutela della fauna ittica autoctona;
  • eradicamento e/o contenimento della fauna ittica alloctona;
  • gestione delle immissioni;
  • particolare attenzione per gli ambienti e le specie di particolare interesse naturalistico;
  • gestione delle zone particolari (zone di protezione, zone turistiche, zone per attività agonistiche e promozionali, zone chiuse, zone a regolamentazione particolare).

Nel dibattito sono intervenuti i commissari Giorgio Bertola (M5s) ed Elvio Rostagno (Pd), con considerazioni favorevoli al contenuto del documento e il commissario Gianluca Vignale (Fi), che pur apprezzando le finalità della deliberazione e il rigore scientifico a monte, ha sottolineato un eccesso di vincoli e la “scarsa attinenza alla realtà” di alcuni provvedimenti.

Anche per questo ha presentato 14 emendamenti (cinque dei quali ritirati). In tutto, cinque emendamenti di Vignale sono stati approvati all’unanimità e di fatto sono volti a ridurre alcune limitazioni relative all’asta del Sesia.

 

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Iniziato l'esame della proposta di legge del consigliere Mighetti

Pianificare la manutenzione del territorio: è quanto prevede la proposta di legge del consigliere Paolo Mighetti (M5S), intitolata “Norme in materia di pianificazione comunale delle opere di manutenzione del territorio”, oggetto di discussione nella V Commissione (presidente Silvana Accossato).

Il proponente ha spiegato come l’esigenza di produrre un testo di legge in tal senso, nasca dall’attuale realtà piemontese e nazionale, in cui il territorio sta rispondendo in maniera disastrosa alle sollecitazioni date dagli eventi atmosferici di carattere non ordinario.

L’abbandono progressivo di gran parte delle aree marginali e la dismissione delle attività agricole in zone non più capaci di garantire redditività che vadano oltre la mera sussistenza, ha lasciato un profondo vuoto nella gestione dell’equilibrio idrogeologico del nostro territorio.

A tale problema, si aggiungono le criticità generate dalla complessità delle norme riguardanti le operazioni di esbosco e pulizia dei corsi d’acqua demaniali. Inoltre i punti di naturale raccolta dei bacini imbriferi sono stati, negli ultimi cinquant’anni, vittime della cementificazione più selvaggia, che ha prodotto una sostanziale impermeabilizzazione di vaste aree urbane. In questo panorama si inseriscono piogge che, a causa dei cambiamenti climatici, acquisiscono sempre più carattere di eccezionalità.

Dopo essere stato sottoposto al parere dei cosiddetti portatori d’interesse, il testo della proposta verrà valutato nel contesto di un apposito gruppo di lavoro.

Nel corso della discussione generale è emerso come la legge proposta abbia anche lo scopo di sopperire al lavoro minuzioso e continuo degli agricoltori di un tempo, andando a monitorare con un nuovo strumento di pianificazione (Pmt) la situazione del territorio e programmando idonei interventi. Non a caso rivestono un ruolo centrale, per l’attuazione degli interventi inseriti nei piani, le aziende agricole e i privati che operano o vivono nelle aree rurali e marginali.

La proposta si basa su un cambio di prospettiva che, introducendo criteri di pianificazione comunale, ribalta l’impianto autorizzativo tra privato e pubblico, sgravando il primo da costi e complessi iter burocratici. L’obiettivo è mettere in pratica quella logica di “sentinelle del territorio”, molto spesso portata ad esempio, ma mai concretamente portata ad attuazione.

 

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