Consiglio Regionale del Piemonte

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La settimana in Commissione

I Commissione (Programmazione e Bilancio) 

Futuro di Csi Piemonte e delle Province

Le Commissioni Affari istituzionali e Attività Produttive, presidenti Vittorio Barazzotto e Raffaele Gallo, riunite in seduta congiunta, hanno ricevuto in audizione, il 21 settembre, le rappresentanze sindacali di Csi Piemonte sulla situazione corrente e sulle prospettive del Consorzio informatico. Era presente il vicepresidente della Giunta regionale Aldo Reschigna.

Le rappresentanze sindacali, rivendicando il ruolo e le competenze del Consorzio informatico, hanno manifestato preoccupazioni sulla scelta di cessione di un ramo d’azienda e sulle modalità di cessione attraverso il cosiddetto dialogo competitivo. Secondo i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, infatti, la procedura di dialogo competitivo, così come è stata impostata, demanda a soggetti esterni l’elaborazione della strategia e del piano industriale dell’azienda, non ponendo vincoli né condizioni. Le Rsu hanno poi sottolineato i rischi, in caso di gestione, anche parziale, da parte di privati, sulla riservatezza dei dati oggi gestiti dal Consorzio, sull’aumento dei costi derivante da un lato dall’assoggettamento dei servizi all’Iva – che oggi è agevolata in quanto il consorzio lavora in house – e dall’altro dalla necessità di remunerazione dei ricavi, che oggi invece coprono solo i costi, e sulla necessità, in caso di ingresso dei privati, di implementare i settori regionali che si occupano di informatizzazione. Durante l’audizione è emerso anche che molte aziende sanitarie locali non utilizzano i servizi del Consorzio, come invece imporrebbe la normativa.

Al termine dell’audizione, hanno posto domande ai rappresentanti sindacali del Csi Piemonte i consiglieri Federico Valetti e Mauro Campo (Movimento 5 Stelle), Marco Grimaldi (Sel) e Gian Luca Vignale (FI).

La Prima Commissione Affari Istituzionali si è poi riunita in seduta ordinaria per proseguire l’esame del disegno di legge n.145, approvato dalla Giunta il 20 luglio scorso, sul riordino delle funzioni amministrative conferite alle Province in attuazione della Legge Delrio. La Commissione, alla presenza del vicepresidente della Giunta, con delega agli Enti Locali, Reschigna, dopo il parere positivo del Cal e le consultazioni con le categorie interessate, ha iniziato la discussione generale sul provvedimento, il cui esame proseguirà venerdì prossimo.

Critiche le opposizioni, che hanno annunciato la presentazione di emendamenti in sede di esame dell’articolato.

Per il Movimento 5 Stelle, intervenuto con il capogruppo Giorgio Bertola e i consiglieri Campo Paolo Mighetti, permangono incertezze sulle dotazioni economiche per garantire i servizi, sul destino del personale e sull’architettura istituzionale che discenderà dalla riforma costituzionale. I consiglieri hanno poi sottolineato la questione della vigilanza ambientale e il tema delle funzioni della polizia provinciale, da chiarire in fase di esame dell’articolato.

Critica anche Forza Italia, che con il capogruppo Gilberto Pichetto e Vignale, ha evidenziato il rischio che si crei confusione istituzionale e nuova burocrazia, con il processo di liquidazione delle Comunità Montane e di creazione delle unioni di Comuni ancora in corso, e con le incertezze ancora esistenti sul piano delle risorse e dell’attribuzione delle funzioni.

Al termine del dibattito generale è intervenuto il vicepresidente Reschigna, che ha chiarito alcuni dei temi sollevati. In particolare ha annunciato che sulla polizia provinciale e sui centri per l’impiego, demandati alle Regioni in fase di conversione del disegno di legge, la Giunta presenterà modifiche al testo, una volta chiariti alcuni elementi con i ministeri degli Affari regionali e della Funzione Pubblica.

Al termine della seduta, sono stati nominati i relatori del provvedimento: Davide Gariglio (Pd) per la maggioranza, Campo (M5S) e Vignale (FI) per l’opposizione.

Mercoledì 23 sera sono scaduti i termini per la presentazione degli emendamenti a firma singola.

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II Commissione (Pianificazione territoriale e Urbanistica)

Parere sulla logistica dei trasporti

In II Commissione, presieduta da Nadia Conticelli, si sono svolte il 24 settembre l’informativa sulla logistica e la comunicazione dell’assessore Francesco Balocco (Trasporti e Opere pubbliche), per l’espressione del parere consultivo per le materie di competenza sul Documento di economia e finanza. Nell’illustrare i capitoli di spesa, Balocco ha sottolineato l’importanza del progetto legato alla logistica piemontese in previsione dell’elaborazione di un nuovo piano che sostituirà quello 2010, elaborato tra le Regioni Piemonte, Lombardia e Liguria, tenendo conto della questione dei porti ma anche delle interconnessioni con il Nord, l’Est e l’Ovest europei. Insieme al commissario di governo della Torino-Lione l’assessorato ha concordato un approfondimento per verificare e proporre una bozza circa la ricognizione relativa al fabbisogno sugli interventi infrastrutturali ferroviari in capo a Rfi. Sono stati definiti con il Ministero interventi di minima, per dare maggiori opportunità a siti piemontesi che già agiscono sulla logistica quali il Cim di Novara, Rte di Rivalta e Sito di Orbassano. Le ipotesi di intervento sono state definite per un ammontare di circa sessanta milioni di euro. L’intento è quello di intervenire non solo sui siti indicati ma di potenziare aree che risultano a tutt’oggi inadeguate dal punto di vista della viabilità. Diego Sozzani (Fi) ha posto l’accento sulla necessità di verificare le linee guida del piano, manifestando preoccupazione su un eventuale vantaggio delle altre Regioni rispetto al Piemonte. Francesca FredianiPaolo MighettiFederico Valetti, Davide Bono e Gianpaolo Andrissi (M5s) hanno chiesto notizie sul flusso dell’attuale traffico merci e sulla sua futura saturazione, sull’impatto economico della tratta Bussoleno-Torino, se siano previsti lavori di miglioramento sia sull’impatto ambientale sia sulla sicurezza, su chi provveda alle relative spese, se effettivamente siano previsti esclusivamente incrementi delle merci, sulla programmazione ministeriale, sulla veridicità del fatto che l’alta velocità concorra alla diminuzione del traffico merci su gomma.

Antonio Ferrentino (Pd) ha posto l’accento sulla necessità di porre in essere infrastrutture capaci di favorire, da un punto di vista economico/ambientale, il passaggio del trasporto delle merci da gomma a ferro mentre in Europa le associazioni ambientaliste favoriscono questa scelta. L’assessore Balocco si è detto convinto della necessità di passare a un nuovo sistema dei trasporti ferroviari competitivo ed efficiente. Il Gottardo, il Sempione, la Torino-Lione e il Terzo Valico rientrano nella strategia delle infrastrutture nazionali. L’assessore è poi intervenuto evidenziando gli stanziamenti 2015 sui trasporti e sul diritto alla mobilità, pari a poco più di 600 milioni di euro. La Regione, con il nuovo piano di cui intende dotarsi,  assumerà le caratteristiche di uno strumento di indirizzo strategico a lungo termine,  contribuendo alle politiche di sviluppo sostenibile.

La Commissione ha espresso parere favorevole a maggioranza dei presenti.

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III Commissione (Economia e industria)

Futuro di Csi Piemonte e Defr

Le Commissioni Affari istituzionali e Attività Produttive, presidenti Vittorio Barazzotto e Raffaele Gallo, riunite in seduta congiunta, hanno ricevuto in audizione, il 21 settembre, le rappresentanze sindacali di Csi Piemonte sulla situazione corrente e sulle prospettive del Consorzio informatico. Era presente il vicepresidente della Giunta regionale Aldo Reschigna (v. resoconto I Commissione).

“Abbiamo approfondito soprattutto il turismo montano come asset strategico per il futuro. Sull’immigrazione continua l’accompagnamento e il monitoraggio della Commissione sui progetti della Giunta regionale. Giovedì prossimo concluderemo l’esame del Defr con le relazioni degli assessori Gianna Pentenero e Alberto Valmaggia”. In questo modo il presidente della Commissione Gallo si è espresso in merito alla seduta del 24 settembre nella quale gli assessori regionali, Monica Cerutti(Emigrazione) e Antonella Parigi (Turismo) hanno illustrato le parti di loro competenza del Defr.

L’assessore Parigi ha sottolineato gli obiettivi principali dell’azione dell’assessorato delineati  nel documento, in particolare “garantire, in primo luogo, una governance regionale, perché vi sono troppi attori in questo settore. Abbiamo bisogno di una unica grande strategia come accade in Regioni dove la vocazione turistica è sviluppata da tempo tipo Trentino, Toscana e Marche.  In secondo luogo è necessario un aggiornamento normativo soprattutto nei settori dell’albergo diffuso, dell’agriturismo e dell’accoglienza extralberghiera. Già nel collegato pensiamo di proporre variazioni alla normativa vigente”. Durante l’illustrazione dell’assessore al Turismo, sono emerse diverse tematiche come la rivisitazione della tassa di soggiorno in discussione presso il ministero (si sta studiando per far si che una parte vada in favore della Regione). Si sta lavorando sulla ciclabilità e il turismo montano estivo ma, soprattutto, su grandi investimenti da attuare con accordi di programma. Per esempio si sta predisponendo un programma da 8 milioni di euro per i nostri territori Unesco e la ciclabilità. Le risorse potranno solo arrivare attraverso progetti con i fondi europei. “Il Turismo è un asse di possibile sviluppo ed essendo una industria ha bisogno di investimenti per infrastrutture e promozione – ha concluso Parigi -.  L’Expo 2015 ha avuto un grande ritorno soprattutto nella provincia di Novara e finalmente lavoreremo sul ‘Marchio Piemonte’”.

Dai banchi dell’opposizione sono intervenuti  Davide Bono (M5S) e Gian Luca Vignale (FI) che hanno evidenziato come il pur doveroso documento descriva una programmazione fatta ormai a fine anno, oltre la necessità di adeguare la normativa del turismo montano anche per la stagione estiva. Per la maggioranza sono intervenuti anche Valter Ottria e Elvio Rostagno (Pd).

L’assessore all’Immigrazione ha posto l’accento sulla necessità “di una revisione normativa di una legge su questo tema risalente al 1989. Oltre al tema della gestione dei flussi non programmati, ci si deve occupare dei migranti presenti da tempo che sono nuovi cittadini pur con alcune limitazioni. La nuova legge deve essere sulla falsariga di quella nazionale, attualizzando anche la composizione della Consulta sull’immigrazione. È necessario poi trasformare l’accoglienza da emergenziale a strutturale”.

Anche in questo caso per il reperimento delle necessarie risorse economiche si guarda soprattutto ai fondi strutturali europei sui quali il gruppo M5S con Mauro Campo ha chiesto chiarimenti essendo stati recentemente modificati. Anche se i migranti regolari rappresentano ormai almeno il 9% della popolazione, lo smaltimento delle pratiche dei richiedenti asilo sta migliorando essendo stati istruiti un 30% di casi in più che nello stesso periodo dello scorso anno. Vignale per il gruppo Forza Italia ha manifestato la necessità di informare i consiglieri  sulla situazione dei migranti in termini di quantità e di distribuzione sul territorio. Stefania Batzella (M5S) ha sollecitato una visita alla struttura della Croce Rossa Italiana di Settimo Torinese mentre, Paolo Allemano eGiovanni Corgnati (Pd) hanno evidenziato la necessità di una maggiore circolazione delle informazioni tra le prefetture e gli Enti locali.

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IV Commissione (Sanità e assistenza)

La Commissione non si è riunita questa settimana.

 

V Commissione (Tutela dell'ambiente e Protezione civile)

Iniziata la discussione sul Piano regionale dei rifiuti

Esaurita la fase della valutazione ambientale e delle consultazioni con i cosiddetti portatori d’interesse (stakeholders), è iniziato il 24 settembre in Commissione (presidente Silvana Accossato) l’esame del Piano regionale di gestione  dei rifiuti 2015-2020.

Si compone di 280 pagine più i vari allegati, per un totale di 540 fogli. Raggiungere il 65% di raccolta differenziata in ogni ambito territoriale e il 50% del tasso di riciclaggio, oltre a una sensibile riduzione della produzione di rifiuti (non più di 670.000 tonnellate) entro il 2020: sono solo tra i principali obiettivi, come ribadito dall’assessore all’Ambiente Alberto Valmaggia.

Rispetto al Piano preesistente del 1997 - ha ancora spiegato Valmaggia - le novità sono molteplici, e consentono di raggiungere tutti gli obiettivi espressi dalla disciplina nazionale e comunitaria, che negli ultimi anni si è evoluta al punto di trasformare la gestione dei rifiuti in uno strumento di natura economica e ambientale, nel solco tracciato dal legislatore europeo, e che oggi viene definita come economia circolare. Il principio che ispira il documento è l’autosufficienza regionale nella gestione dei rifiuti urbani non destinati alle operazioni di riciclaggio e recupero.

Le priorità sono rappresentate dalla riduzione della produzione dei rifiuti e dalla raccolta differenziata di qualità, finalizzata a produrre sostanze che potranno essere utilizzate in alternativa alle materie prime. In questo ambito giocano un ruolo attivo e dominante i sistemi integrati di raccolta, specie di tipo domiciliare, e i centri di raccolta dei rifiuti, che facilitano cittadini ed imprese nel conferire a brevi distanze tipi di rifiuto che costerebbe troppo andare quotidianamente a raccogliere strada per strada. Riguardo alla gestione dei rifiuti organici, viene incentivato sia l’auto-compostaggio in loco, sia il recupero energetico a monte del compostaggio presso i tradizionali impianti di trattamento già presenti in Piemonte.

È prevista anche la possibilità di trattamenti finalizzati a migliorar le performance energetiche degli stessi rifiuti, mediante la produzione di combustibile.

In Commissione è iniziata la discussione generale con le contrarietà e le perplessità espresse dai consiglieriGiorgio Bertola (M5S) e Diego Sozzani (Fi), mentre per i gruppi di maggioranza sono intervenuti MarcoGrimaldi (Sel), Andrea Appiano e Antonio Ferrentino (Pd).

Al termine della discussione sarà possibile presentare gli emendamenti, l’approvazione finale spetterà poi al Consiglio regionale.

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VI Commissione (Cultura e Istruzione)

Defr e diritto allo studio

In Commissione, presieduta da Daniele Valle, il 23 settembre si sono svolte le comunicazione degli assessori Giovanni Maria Ferraris (Sport) e Monica Cerutti (Istruzione), per l’espressione del parere consultivo per le materie di competenza, ai sensi dell’art. 34 comma 6 del Regolamento Interno, della Pdcr n. 111”Documento di economia e finanza regionale.

Nell’elencare i capitoli di spesa, Ferraris ha sottolineato l’importanza del progetto di unire sport e turismo nelle politiche di sostegno della Regione Piemonte. “Pensiamo – ha detto – allo sviluppo del ciclismo in molte parti della nostra regione, al fine di aumentare il numero di visitatori e quindi sviluppare ancora meglio il settore. Stesso discorso vale per lo sci.” Dopo le sollecitazioni di Domenico Ravetti (Pd), ha aggiunto che “la zona di Castellania, luogo natale di Fausto Coppi certamente si presta da un punto di vista storico e paesaggistico. Chiaro, si deve migliorare la ricettività, che al momento mi pare carente, specie se intendiamo candidarci a ospitare un campionato del Mondo”.

Francesca Frediani (M5s) ha posto l’accento sull’attuale proliferazione di Asd (associazioni sportive dilettantistiche) e l’assessore ha confermato che al momento di erogare contributi si verifica l’effettività e la posizione nei confronti del fisco delle stesse. Gianna Gancia (Lega Nord) ha poi chiesto notizie sui contributi a favore della palla pugno e Ferraris ha risposto che al momento il capitolo non ha fondi consistenti, ma che con i residui degli anni passati si valuterà un aumento.

Ha poi relazionato l’assessore Cerutti, che ha parlato anche di diritto allo studio. “Quest’anno abbiamo coperto l’85 per cento degli aventi diritto alle borse di studio, mentre l’anno precedente ci si era fermati al 55 per cento”. In tutto 2181 studenti in più hanno ottenuto il contributo. “Nei criteri, abbiamo eliminato la media dei voti e aumentato il tetto Isee ai massimi consentiti dalla legge: in tutto 17 milioni e 300 mila euro sono stati destinati al diritto allo studio”. Le tariffe della ristorazione per gli studenti sono state ridefinite in base alle aree di reddito e le tariffe residenziali confermate. Sono in corso importanti investimenti sulle residenze studentesche di via Verdi a Torino e della caserma Perrone di Novara.

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