Tutela dei diritti umani in Europa

“Abbiamo anche quest’anno forti aspettative rispetto alla attività di formazione messa in atto dalla Consulta europea verso il sistema scolastico piemontese. Solo nell’anno scolastico 2014/15 siamo riusciti a coinvolgere 3mila studenti e 250 insegnanti delle superiori. Ne abbiamo poi selezionati mille300 con 80 insegnanti e una parte di questi siamo riusciti a premiarli con dei viaggi studio presso le sedi delle istituzioni europee e con la partecipazione al seminario europeo”.

Con queste parole la vicepresidente del Consiglio regionale con delega alla Consulta europea, Daniela Ruffino, ha aperto il 19 ottobre la XIX edizione del corso di aggiornamento per insegnanti, primo atto dell’annuale concorso “Diventiamo cittadini europei”.

Il titolo del corso - organizzato dalla Consulta in collaborazione con il Parlamento europeo, l’Ufficio scolastico regionale e lo Iuse - era: “La tutela dei diritti umani nell’Unione europea e nel Consiglio d’Europa”.

“Oltre arte e cultura e i classici temi che creano coesione – ha continuato Ruffino – affrontiamo nel concorso di quest’anno anche temi di grande attualità come le migrazioni per offrire agli studenti piemontesi valide possibilità di utile approfondimento”.

Al corso hanno partecipato oltre un centinaio di insegnanti provenienti dalle medie superiori delle otto province piemontesi

I lavori sono stati presieduti da Corrado Malandrino, dell’Università del Piemonte orientale, cattedra Jean Monnet di Storia dell’integrazione europea, che ha introdotto il corso sottolineando l’importanza “della costituzionalizzazione dei diritti umani in atto in Europa: un tema aperto rispetto alla attualità e al fenomeno delle nuove schiavitù”.

Silvia Cantoni, professore associato di diritto internazionale dell’Università di Torino, ha inquadrato il tema dei diritti umani nell’ambito di “un ordinamento primitivo” quale il diritto internazionale dove il rispetto di questi fondamentali diritti si è faticosamente affermato come “una consuetudine ma per l’ottemperanza della quale coloro che controllano coincidono con i controllati”.

Giuseppe Porro, professore ordinario di diritto internazionale dell’Università di Torino, ha spiegato che “a livello regionale la situazione di tutela dei diritti umani appare più incisiva con il tentativo riuscito, se non totalmente almeno parzialmente, di costituzionalizzazione dei diritti umani. La Carta dei diritti fondamentali è parte integrante del Trattato Ue da Lisbona (1/1/2009), ed è tra i valori fondati che governano mezzo miliardo di persone e sanzionabile, nei confronti uno stato membro che li violasse, da parte degli altri”.

Per Massimo Condinanzi, professore ordinario di diritto internazionale e dell’Ue dell’Università di Milano, “la Corte di giustizia Ue è terza rispetto agli stati membri e garantisce il rispetto e l’interpretazione dei Trattati compresi i diritti umani, una situazione migliore rispetto agli altri stati al mondo. Le Corti costituzionali dei vari paesi si sono difese con la teoria del controlimite sebbene favorevole ai diritti umani. Per questo la Corte ha utilizzato il principio della protezione equivalente come miglior riferimento alle carte costituzionali europee e pur nel rispetto della identità costituzionale degli stati membri”.

“La Corte che siede a Lussemburgo garantisce il principio del controllo esterno agli stati membri che distingue la situazione della Carta europea dei diritti umani rispetto agli altri cataloghi dei diritti umani nella storia andando oltre al principio di reciprocità” ha affermato Vladimiro Zagrebelsky, già giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo. “Abbiamo un sistema collettivo di difesa dei diritti umani – ha continuato Zagrebelsky - mentre, per esempio, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, Cina e Russia possono opporre che i diritti umani sono affari interni dei vari stati, in Europa è accettato il principio di ingerenza”. L’illustre giurista torinese, infine, ha anche spiegato come Corte di giustizia dell’Ue di Lussemburgo e Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo (che valuta sulla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali sottoscritta dai 47 stati membri del Consiglio d’Europa) di fatto collaborino soprattutto attraverso una fortissima coerenza giurisprudenziale.

I fatti in breve

  • Con il XIX corso di aggiornamento per insegnanti "Diventiamo cittadini europei" parte la XXXII edizione dell'omonimo concorso riservato agli istituti d'istruzione secondaria di secondo grado del Piemonte.
  • Il corso per gli insegnanti è stato dedicato a "La tutela dei diritti umani nell'Unione europea e nel Consiglio d'Europa".
  • Il concorso di quest'anno svilupperà il tema, "Per un'Europa più unita, più democratica e più sociale".

Link associati