Province e Città metropolitana

Il Consiglio regionale ha proseguito anche il 21 ottobre il dibattito sul disegno di legge n. 145 di riordino delle funzioni amministrative conferite alla Province e alla Città Metropolitana in applicazione della Legge Delrio.

L’Assemblea ha continuato l’esame del testo, con la discussione e la votazione degli emendamenti. Nel corso della seduta il Consiglio ha approvato gli articoli 5, 5 bis, 6, 7, 8 con diversi emendamenti. In particolare, su proposta del gruppo di Forza Italia – primo firmatario Gian Luca Vignale – è stato inserito l’articolo 5 bis, che assegna alle Unioni dei Comuni le competenze in materia di energia e di autorizzazione degli impianti a biomassa connessi alla filiera legno boschiva. Con un emendamento presentato dal vicepresidente della Giunta regionale Aldo Reschigna e approvato dall’Aula, però, nel Verbano Cusio Ossola queste competenze rimarranno in capo alla Provincia, in virtù del riconoscimento della specificità montana. Inoltre, il Consiglio ha approvato una ulteriore proposta della Giunta che rialloca in capo alla Regione, oltre all’agricoltura, anche la funzione di  repressione frodi su prodotti vinicoli.

Sono intervenuti nella discussione i consiglieri: Andrea Appiano (Pd); Marco Grimaldi (Sel) Giorgio Bertola, Mauro Campo, Francesca Frediani, Paolo Mighetti (Movimento 5 Stelle); Gilberto Pichetto, Vignale, Diego Sozzani, Claudia Porchietto, Massimo Berutti, Francesco Graglia (Forza Italia).

L’esame del provvedimento, che deve essere approvato entro il 31 ottobre, riprende martedì 27 ottobre con il proseguimento dell’esame dell’articolo 9.

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Ricevuta delegazione sindacale.

Una delegazione delle rappresentanze sindacali (guidata da Francesco Candido, Anna Volpato, Roberto Scassa e Francesco Nannetti) è stata nuovamente ricevuta in Consiglio regionale, in una pausa dei lavori d’Aula.

Oltre a numerosi capigruppo e consiglieri regionali, hanno presenziato all’incontro il presidente e il vicepresidente dell’Assemblea, Mauro Laus e Nino Boeti, e il vicepresidente della Giunta regionale Aldo Reschigna.

Nel sottolineare come il quadro normativo nazionale sia mutato con le disposizioni urgenti del Governo in materia di enti territoriali (dl 78/2015) e con il cosiddetto decreto Madia sulla mobilità dei dipendenti, è stato più volte puntualizzato come preoccupi la data del 31 ottobre prossimo, entro la quale le Regioni dovranno riallocare le funzioni di vigilanza e controllo (ambientale e faunistico), per evitare il transito del personale attualmente in organico nei vari corpi delle Polizie locali.

Nello specifico le rappresentanze sindacali - che contemporaneamente all’incontro hanno dato vita a un presidio - hanno sottolineato come la stessa Regione intenda riconoscere solo il 40 per cento delle funzioni ambientali e come gli stessi Centri per l’impiego, che da anni sono esposti in prima persona ad accogliere e a tentare di dare risposte ad altri lavoratori in difficoltà, non hanno certezze sul proprio futuro lavorativo e professionale.

Dai quattro interventi è poi emersa la necessità di convocare il tavolo bilaterale congiunto con Regione e organizzazioni sindacali, e la richiesta che il personale oggetto di pensionamento venga inserito nel 30 per cento della riduzione della dotazione organica solo a fronte della certezza da parte dell’Inps del diritto alla pensione nel 2016.

A fonte delle garanzie di tutte le migliorie possibili in relazione anche alle esigenze del bilancio regionale, così come ribadito dal vicepresidente Reschigna, le organizzazioni sindacali hanno comunicato che proseguiranno nello stato di agitazione sino alla soluzione di tutte le problematiche evidenziate.

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I fatti in breve

  • Il Consiglio regionale ha proseguito, il 21 ottobre, l’esame del disegno di legge n. 145 sul riordino delle funzioni amministrative conferite alla Province in applicazione della Legge Delrio.
  • Approvati gli articoli dal 5 all'8.
  • L’esame del provvedimento, che deve essere approvato entro il 31 ottobre, riprende martedì 27 con il proseguimento dell’esame dell’articolo 9.

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