Assemblea annuale dell’Anci

Le riforme istituzionali, il fisco locale, le questioni dell’accoglienze, la domanda di welfare sempre crescente nei territori. È una fase che vede il sistema dei Comuni protagonista di rilevanti cambiamenti, quella in cui si è aperta mercoledì 28 ottobre al Lingotto di Torino la XXXII Assemblea annuale dell’Anci, l’Associazione dei Comuni d’Italia. L’evento si concluderà venerdì.

Sono intervenuti all'inaugurazione i ministri Angelino Alfano (Interno) e Graziano Delrio (Infrastrutture e Trasporti).

Il titolo della manifestazione, ‘’L’Italia che crede, che ama, che lotta, l’Italia che vince’’ dà la misura della responsabilità con cui i Comuni si sono ritrovati in occasione dell’assise annuale dell’Associazione.

Insieme alle migliaia di sindaci e amministratori che, come ogni anno, parteciperanno attivamente ai lavori dell’assise, protagonisti del confronto e della discussione saranno anche i principali attori sociali e i più alti rappresentanti delle Istituzioni e del Governo, a partire dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che chiuderà la tre giorni insieme al presidente dell’Anci Piero Fassino.

Protagonista è anche il Piemonte. Nel suo saluto, il presidente del Consiglio regionale Mauro Laus ha voluto sottolineare come “la politica sia una cosa seria, per questo l’impegno che il Parlamento si è assunto su un argomento così delicato come la riforma costituzionale non può essere disatteso con leggerezza”

“Ho già avuto modo di esprimere in altri sedi la mia totale condivisione rispetto ad un ripensamento delle Regioni, che però veda il ridisegno dei confini come atto conclusivo di un ragionamento - peraltro già avviato - sulle loro competenze e sul loro ruolo. Intervenire sul perimetro dei territori non può risolversi in una operazione di natura neutra e chirurgica nella carne della Costituzione. E utilizzare come criteri per l’accorpamento la densità di popolazione o la vicinanza delle aree rischia di vanificare l’obiettivo vero della riforma. A ciò si aggiunge che una riduzione del numero delle Regioni a dodici significherebbe intervenire anche sulle Regioni a statuto speciale, così incidendo in profondità e radicalmente sull’intero sistema istituzionale” ha proseguito Laus.

“Non è più tempo di favorire la corsa al rialzo. Io  credo si debba pretendere che i percorsi delle due riforme - il superamento del bicameralismo e l’accorpamento delle Regioni - raggiungano un punto d’incontro naturale e coerente con le intenzioni del legislatore. Delle due l’una: o s’immagina che la riduzione delle Regioni riesca ad essere inserita in modo organico all’interno dell’impianto della riforma oppure, come credo, è meglio aspettare l’avvio del nuovo Senato per affidargli il percorso di revisione dei confini” ha concluso il presidente dell’Assemblea piemontese.

Anche in questa edizione le aziende e i partner istituzionali avranno un ruolo di rilievo attraverso il  ricco spazio espositivo - oltre 10.000 mq circa 150 realtà tra le quali anche il Consiglio regionale del Piemonte - che affianca storicamente i lavori dell’Assemblea e ogni anno rinnova il rapporto tra Anci, istituzioni e imprenditoria italiana.

Oltre 30 eventi a latere animeranno le giornate dei 5 mila amministratori attesi nel corso delle tre giornate, con focus su tematiche specifiche, completando il quadro di un’Assemblea che, ancora una volta, inaugurerà la ripresa a pieni giri dell’attività politica e istituzionale del Paese.

I fatti in breve

  • Si è aperta mercoledì 28 ottobre al Lingotto di Torino la XXXII Assemblea annuale dell’Anci, l’Associazione dei Comuni d’Italia.
  • L’evento si concluderà venerdì. Il titolo della manifestazione, ‘’L’Italia che crede, che ama, che lotta, l’Italia che vince’’ dà la misura della responsabilità con cui i Comuni si sono ritrovati in occasione dell’assise annuale dell’Associazione.
  • Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che chiuderà la tre giorni insieme al presidente dell’Anci Piero Fassino.

Dichiarazioni

“Ho già avuto modo di esprimere in altri sedi la mia totale condivisione rispetto ad un ripensamento delle Regioni, che però veda il ridisegno dei confini come atto conclusivo di un ragionamento - peraltro già avviato - sulle loro competenze e sul loro ruolo. Intervenire sul perimetro dei territori non può risolversi in una operazione di natura neutra e chirurgica nella carne della Costituzione. E utilizzare come criteri per l’accorpamento la densità di popolazione o la vicinanza delle aree rischia di vanificare l’obiettivo vero della riforma. A ciò si aggiunge che una riduzione del numero delle Regioni a dodici significherebbe intervenire anche sulle Regioni a statuto speciale, così incidendo in profondità e radicalmente sull’intero sistema istituzionale” ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale Mauro Laus nel suo intervento nella giornata inaugurale.

“Non è più tempo di favorire la corsa al rialzo. Io  credo si debba pretendere che i percorsi delle due riforme - il superamento del bicameralismo e l’accorpamento delle Regioni - raggiungano un punto d’incontro naturale e coerente con le intenzioni del legislatore. Delle due l’una: o s’immagina che la riduzione delle Regioni riesca ad essere inserita in modo organico all’interno dell’impianto della riforma oppure, come credo, è meglio aspettare l’avvio del nuovo Senato per affidargli il percorso di revisione dei confini” ha concluso il presidente dell’Assemblea piemontese.

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