Premio Gianni Oberto

Con una tesi su "Ovini, caprini, bovini e caseificazione: il lessico dell'alpicoltura nelle inchieste piemontesi dell'Atlante Linguistico Italiano", Giulia Miccoli è la vincitrice del Premio "Gianni Oberto" 2015.
Il riconoscimento è stato consegnato, lunedì 14 dicembre al teatro Astra di Torino, da una rappresentanza del Consiglio regionale, dal direttore del Centro Studi Piemontesi Albina Malerba e dallo storico Gustavo Mola di Nomaglio.
Il Centro Gianni Oberto è stato istituito nel 1980 con legge regionale e ha lo scopo di salvaguardare e promuovere il patrimonio culturale piemontese, raccogliendo e conservando il materiale esistente e incoraggiando nuovi studi e ricerche. Il Centro è diretto dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Piemonte e si avvale di un Comitato Consultivo eletto dal Consiglio.
Grazie a un protocollo d’intesa con la Rete Italiana di Cultura Popolare, durante la serata tre artisti sono stati nominati "Testimoni della Cultura Popolare" per l'anno 2015: Donato Allegretti, Fausto Amodei e Roberto De Simone.
 

I Testimoni della Cultura Popolare

Donato Allegretti, professore ordinario di Lettere e Storia dell'Arte, notevole è la sua produzione pittorica e prolifica la collaborazione a quotidiani periodici con articoli di interesse storico e antropologico. Nel 2004 realizza con il Comune di Albano il Museo del Giocattolo Povero e del Gioco di Strada, inserito dalla Regione Basilicata all'inteno dei beni demo etno-antropologici.

Fausto Amodei, musica e compositore. Fonda a Torino nel 1958, insieme a Michele Staniero, Emilio Jona, Segio Liberovici, il gruppo dei Cantacronache, al quale collaborarono letterati e poeti come Italo Calvino e Franco Fortini. I temi trattati, relativi alle tematiche politiche di attualità, vengono utilizzati da Amodei lungo tutto l'arco della carriera, con l'uso dell'ironia e della satira. Collabora al Nuovo Canzoniere Italiano di Ivan Della Mea e Giovanna Marini.

Roberto De Simone, musicologo, regista, compositore napoletano. Inizia tra gli anni '50 e '60 l'attività concertistica parallelamente alle ricerche sull'espressività popolare. Nel 1967 l'incontro con un gruppo di giovani tra i quali Eugenio Bennato, determina la nascita della nuova compagnia di Canto Popolare con l'obiettivo di recuperare il patrimonio culturale, musicale culturale della tradizione campana sia orale che scritta.

fmalagnino