Consiglio Regionale del Piemonte

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Delegazione sindacale Sanità

Delibera su psichiatria, prestazioni in appalto, rischi occupazionali, rapporti con la Giunta regionale sono stati al centro dell'incontro, mercoledì 16 dicembre, tra i capigruppo del Consiglio, il presidente Mauro Laus e i vicepresidenti Nino Boeti e Daniela Ruffino, e una delegazione delle organizzazioni sindacali del comparto Sanità.
La delegazione denuncia alcuni nodi tuttora irrisolti, a partire dalla contestata delibera sulla psichiatria che rischia - secondo i sindacati - di scaricare sui pazienti e sulle loro famiglie gli effetti di tagli lineari, con pesanti ricadute anche sui livelli occupazionali.
Rischi occupazionali che le sigle prevedono anche sulle cooperative di servizi che dovranno fronteggiare la riduzione del 5% della spesa su beni e servizi, con peggioramento dell'ordinaria manutenzione delle strutture e una dimunizione dell'assistenza alla persona.
Nel comparto della sanità pubblica sono stati persini più di tremila posti di lavoro - denunciano ancora - ciò ha reso problematica la situazione organizzativa e aumentato di molto i carichi di lavoro con rischi per la sicurezza diei pazienti. Una situazione che può ulteriormente peggiorare alla luce delle normative europee sugli orari e i turni di lavoro.
Un emendamento del Governo alla legge di stabilità 2016 prevede l'assunzione di seimila unità per il servizio sanitario nazionale, questa potrebbe essere l'occasione per il Piemonte, suggeriscono le sigle, per dare risposte positive alla carenza di organico.
Infine è arrivata forte la richiesta di un tavolo di concertazione tra sindacati e assessorato alla Sanità per affrontare tutte queste problematiche e migliorare i rapporti reciproci.
In conclusione dell'incontro le rassicurazioni del vicepresidente della Giunta Aldo Reschigna su un prossimo incontro con l'assessore alla Sanità, che segue un tavolo con i segretari confederali che si è svolto pochi giorni fa, per affrontare e risolvere le criticità.
L'obiettivo del Piemonte è uscire dal piano di rientro il prima possibile - ha spiegato Reschigna - e, nonostante il difficile stato dei conti della Regione, saranno coperti i 74 milioni necessari per gli extra Lea, il disagio psichico e gli emotrasfusi.
Nessuno ha intenzione di smontare il sistema, ha proseguito, ma è necessario intervenire non solo per conservare lo status quo e trovare insieme un punto di equilibrio per evitare le situazioni di abbandono.