Approvate mozioni sulla psichiatria

Nella seduta del 23 dicembre il Consiglio regionale ha approvato due mozioni sulla psichiatria.

Quella di Gian Luca Vignale (FI) – approvata all’unanimità dei votanti ed emendata in accordo con la Giunta regionale -  “impegna la Giunta regionale a: istituire un Osservatorio permanente sulla psichiatria tra Regione Piemonte, enti locali, associazioni di pazienti e familiari, soggetti gestori e i vari dipartimenti di salute mentale al fine di migliorare la delibera di riordino dei servizi psichiatrici e successivamente valutare la qualità delle prestazioni erogate e il grado di soddisfazione dell’utenza; prevedere, visto il carattere prettamente terapeutico-riabilitativo della comunità alloggio e dei gruppi appartamento a copertura oraria  su 24 e 12 ore, la classificazione delle stesse strutture in Srp2 individuando una nuova tipologia di struttura intermedia; inserire l’utente in una struttura con la sottoscrizione di un accordo-impegno di cura tra Dsm, struttura ospitante e utente con la partecipazione delle famiglie e il possibile coinvolgimento della rete sociale e delle associazioni di pazienti e familiari iscritte ad apposito albo regionale, al fine di consentire la volontarietà e l’adesione dei pazienti al trattamento (copia dei progetti fornita alla famiglia); approfondire l’area della domiciliarità, non trattata direttamente dalla Dgr 30, in parallelo con la delibera per ipotizzare un chiaro percorso della medesima che definisca: budget di spesa dedicata a essa, possibilità di definire e attuare sperimentalmente un ‘budget della salute’ e stimolare una scelta ottimale dei servizi da parte dei famigliari e percorsi di inserimento e formazione lavorativa”.

Invece, il documento presentato da Davide Gariglio (Pd) – approvato a larghissima maggioranza – “impegna la Giunta regionale a predisporre in tempi rapidi, in linea con il modello approvato dalla Conferenza Stato-Regioni del 2013 e la disponibilità dei Lea, una modifica alla Dgr n. 30-1517 del 3 giugno 2015 di riordino della rete dei servizi residenziali della psichiatria”.

Una riorganizzazione dell’assistenza psichiatrica residenziale e domiciliare, quindi, che deve determinare una importante ricaduta sia in termini di efficacia clinico-riabilitativa sul paziente, sia in termini di appropriatezza dei percorsi di cura. Inoltre, aspetto non secondario, i programmi terapeutici di durata definita potranno garantire consistenti risparmi, dal momento che non si verificheranno più inserimenti residenziali inappropriati per lunghissimi anni in strutture ad alto costo.

Nel dibattito intervengono i consiglieri Marco Grimaldi (Sel), Paolo Allemano (Pd) e Davide Bono (M5S).

L’assessore alla Sanità, Antonino Saitta, ha riconosciuto una comune attenzione per la centralità del paziente e ha sottolineato l’utilità del lavoro svolto in Commissione. Tutti i suggerimenti sono stati ritenuti apprezzabili e da sviluppare.