Consiglio Regionale del Piemonte

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Sperando contro ogni speranza

"Oggi, in diverse parti del mondo, dal nord Africa al medio Oriente, i cristiani sono assai più perseguitati che nell'antichità. Ma non si tirano indietro e continuano a testimoniare, a rischio della vita, il proprio credo e la propria fede". Con queste parole il presidente del Consiglio regionale Mauro Laus ha aperto la conferenza stampa sul tema “Sperando contro ogni speranza - La persecuzione cristiana in Pakistan”, svoltasi il 3 marzo a Palazzo Lascaris, sede dell’Assemblea regionale.  

Al centro dell'incontro - realizzato dal Comitato regionale per i diritti umani, presieduto dallo stesso Lausin collaborazione con la Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre - la testimonianza di monsignor Joseph Coutts, arcivescovo di Karachi e presidente della Conferenza episcopale del Pakistan, che ha raccontato la realtà vissuta dai cristiani in quella terra e ricordato la figura di Shahbaz Bhatti, ministro per le minoranze ucciso cinque anni fa, il 2 marzo 2011 dai fondamentalisti.

"Essere cristiani - ha dichiarato - significa declinare la parola solidarietà e stare al fianco di chi è perseguitato, di chi è malato, di chi necessita di assistenza. Attraverso 300 scuole cattoliche aiutiamo i ragazzi a diventare uomini con valori, una visione della realtà e la capacità d'interpretare il mondo. I musulmani desiderano che i loro figli studino nelle nostre scuole. Ho amici musulmani che mi dicono: 'Insegnate ai nostri ragazzi a essere onesti, aperti e tolleranti. Insegnategli a essere persone buone'. Noi cristiani siamo una minoranza. Ma non silenziosa né nascosta. Siamo una minoranza, ma portiamo un contributo vero, forte, contagioso. Siamo il 2%, ma abbiamo un ruolo in questa società che va ben oltre quella percentuale".

L’evento, cui sono intervenuti anche monsignor Guido Fiandino, vescovo ausiliario di Torino, il direttore della Fondazione Alessandro Monteduro e il vicepresidente del Comitato Giampiero Leo, moderati da Stefano D’Orazio della Fondazione, ha rappresentato un'occasione privilegiata per riflettere sul significato delle parole "dialogo" e "testimonianza".  

"La voce della verità non sarà mai ridotta al silenzio e l'oscurità non potrà mai prendere il sopravvento sulla luce. Ma, anche se la situazione è difficile, è doveroso chiarire che i musulmani non sono tutti fondamentalisti - ha concluso monsignor Coutts - e se è vero che c’è un Pakistan in cui cresce l’intolleranza, la quotidianità delle minoranze religiose è miseria, ingiustizia e discriminazione e persino i libri scolastici definiscono i non musulmani come cittadini di serie B, c’è anche un Pakistan che vuole camminare verso il futuro e combattere il fondamentalismo. Si tratta di due realtà, due visioni di società, due idee di mondo. Accanto al Pakistan dei cristiani perseguitati c’è il Pakistan dove il confronto è possibile e c’è un Islam con cui parlare, con cui costruire e fare fronte comune per gridare 'no' al terrorismo". 

Al termine dell'evento il vicepresidente del Comitato Leo, che stasera alle 20.45 presenzierà all'incontro di monsignor Coutts alla Galleria d'Arte moderna, ha sottolineato che "la coscienza esiste, ma sovente soffre di catalessi e può addormentarsi. Testimonianze come quella dei cristiani che vivono in Pakistan aiutano senza dubbio a risvegliarla".

I fatti in breve

  • La conferenza stampa si è svolta il 3 marzo a Palazzo Lascaris.
  • L'esperienza di monsignor Coutts in Pakistan.
  • L'impegno dei cristiani e i rapporti di collaborazione con i musulmani moderati.

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