Consiglio Regionale del Piemonte

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Lavori in Commissione, 29 giugno

Esame delle nuove norme sulle cave

Nella seduta della III Commissione, presidente Raffaele Gallo, si è svolto l’esame, a seguito delle consultazioni dello scorso marzo, delle proposte di legge, 1 e 165, sulla disciplina e pianificazione delle attività estrattive, alla presenza dell’assessora regionale, Giuseppina De Santis.

Assente il primo firmatario della pdl 1, si è convenuto di concludere la discussione generale la prossima settimana.

Invece, Domenico Rossi, primo firmatario della 165, ha illustrato l’approfondito lavoro di costruzione della sua proposta che diversamente dalla pdl presentata dal gruppo di FI “non è una revisione della vigente legge 69/78, ma è una vera e propria riscrittura della normativa”.

L’esponente del gruppo Pd ha parlato di obsolescenza della vigente normativa regionale e nazionale, sia in senso culturale, nel rapporto tra uomo e ambiente e sia dal punto di vista tecnico giuridico. L’attuale disciplina non affronta la disomogeneità territoriale del Piemonte e l’assenza di pianificazione della attività estrattiva. La proposta portata avanti da Rossi intende dare risposta al problema dell’espletamento dei controlli sulla attività estrattiva, e a quello della scarsa incisività delle sanzioni. La nuova norma si prefigge anche di semplificare la babele tariffaria, tenendo conto dell’attuale disparità tra le tariffe regionali, ed affrontare bene il problema del riciclo degli inerti.

Il gruppo M5S è intervenuto con Paolo Mighetti e Gianpaolo Andrissi soprattutto per chiarimenti sulla conferenza dei servizi e sui reati ambientali.

Claudia Porchietto (FI) ha evidenziato la diversità di vedute tra i diversi soggetti auditi a marzo ed ha chiesto un gruppo di lavoro ristretto per velocizzare e approfondire l’analisi dei punti controversi tra le due proposte nella speranza di poter trovare una sintesi.

Grimaldi (Sel) ha appoggiato l’intervento di Rossi sottolineando la necessità di contrastare l’illegalità spesso presente in questo settore.

L’assessora si è riservata di analizzare in divenire i testi nel corso dell’esame, propendendo per una riscrittura ex novo della disciplina e rilevando la necessità di una norma buona e sensata senza pretesa di perfezione, per poter iniziare a controllare e monitorare bene il settore e poi, al limite, migliorare ancora la normativa vista alla prova concreta.

Il presidente, facendo una sintesi di quanto espresso dai vari gruppi ha stabilito di convocare nel primo spazio utile, possibilmente la prossima settimana, il gruppo di lavoro richiesto e di proseguire, ed eventualmente concludere nella prossima seduta ordinaria, la discussione generale congiunta delle due proposte di legge sulla attività estrattiva.

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Piano paesaggistico

Nel corso delle Commissioni V (Tutela dell’Ambiente) e II (Urbanistica), riunitesi congiuntamente, con la presidenza rispettivamente delle consigliere Silvana Accossato e Nadia Conticelli, l’assessore all’Ambiente, Alberto Valmaggia, ha illustrato le modifiche attuate al testo del Piano paesaggistico regionale (Ppr).

In particolare il Ppr si pone come strumento di conoscenza, descrivendo complessivamente il territorio piemontese e riconoscendone le principali peculiarità. Contiene, poi, le linee strategiche per la tutela del paesaggio e il miglior utilizzo delle aree geografiche, oltre a rappresentare il riferimento per il sistema di pianificazione provinciale, della città metropolitana e dei Comuni.

L’assessore ha evidenziato l’inquadramento degli esiti complessivi relativi alla revisione del Piano, in seguito alle osservazioni pervenute dai soggetti coinvolti.

La prima parte del Ppr, più discorsiva, ripercorre gli elementi essenziali dell’iter di stesura del testo, fornendo un quadro generale di finalità e conseguenze prodotte dall’approvazione.

La seconda parte, più tecnica, risponde ai quesiti emersi nel corso dell’esame del Piano, in particolare rispetto a prescrizioni su beni paesaggistici, cartografie e norme di attuazione.

Dopo l’illustrazione dell’assessore, il consigliere Paolo Mighetti (M5S) ha chiesto chiarimenti in merito all’inserimento di prescrizioni sui vuoti urbani nell’edificabile, tutela delle aree di elevato interesse agricolo, direttive destinate ad aree di dispersione insediativa e razionalizzazione del consumo del suolo.

Valmaggia, tenuto conto delle osservazioni emerse in seduta, ha proposto di presentare una ulteriore revisione del testo, da valutare nella prossima riunione di Commissione.

droselli