Consiglio Regionale del Piemonte

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Lavori in Commissione, 6 luglio

La rete delle piste ciclabili nella nostra regione

Gli interventi per la promozione della bicicletta come mezzo di trasporto, attraverso la realizzazione di una rete di piste ciclabili e di percorsi che agevolino il  traffico ciclistico, sono stati al centro dei lavori della II Commissione (presidente Nadia Conticelli), ai quali sono intervenuti gli assessori ai Trasporti Francesco Balocco, al Turismo Antonella Parigi, e all’Ambiente Alberto Valmaggia.

Di  concerto  con  le  Province,  è stata definita un’ipotesi di Rete ciclabile di interesse regionale, che prevede un’ossatura portante di percorsi ciclabili di carattere strategico che, collegando i capoluoghi di Provincia e i grandi attrattori turistici regionali, individua le direttrici cicloturistiche di lunga percorrenza, continue e omogenee su tutto il territorio.

Da parte loro, gli Enti locali dovranno recepire tali tracciati connettendoli a percorsi ciclabili di interesse locale ed eventualmente proponendo percorsi integrativi. In tal senso il concetto di rete  ciclabile - come evidenziato da Balocco - è entrato a pieno titolo negli strumenti di pianificazione e di programmazione della Regione Piemonte, in coerenza con il Piano regionale dei trasporti (Dsprt), individuando una rete a maglia larga di ciclovie continue e sicure su tutto il territorio regionale, collegate alle analoghe infrastrutture degli Stati e Regioni confinanti.

Lo sviluppo delle piste ciclabili - ha spiegato Parigi - è condizione indispensabile per garantire la crescita del turismo e per rispondere alla sempre maggiore richiesta di infrastrutture sicure e di servizi bike friendly, proveniente soprattutto dai cicloturisti nordeuropei, che già frequentano i nostri territori. L’obiettivo è farli apprezzare anche a quei turisti che vorranno viverli in una modalità slow e green.

L’assessore Valmaggia si è soffermato sul progetto strategico “Corona Verde”: la Regione, oltre ad aver finanziato tratti del sistema ciclabile dell’area metropolitana torinese, ha altresì dato avvio alla valorizzazione dell’itinerario pilota “Corona di delizie in bicicletta”, anello di 112 km di ciclopiste, ciclostrade e  strade rurali che collega le Residenze reali, i Parchi dell’area metropolitana di Torino e le Aree protette regionali, toccando paesaggi fluviali, agricoli e storici.

Punto cardine dell’intera mobilità ciclabile - è stato evidenziato più volte nel corso della seduta -  è l’adesione al progetto elaborato dal Politecnico di Milano “VenTo”, la via ciclabile lunga 679 km che collega Torino a Venezia e che, ad oggi, risulta essere il percorso ciclabile più lungo d’Italia.

Si tratta di un importante passo in avanti non solo per la diffusione di una mobilità dolce e alternativa, ma anche per i risvolti economici e occupazionali che un progetto così strutturato e che vede l’appoggio delle istituzioni può garantire. Secondo i calcoli, infatti, l’infrastruttura ciclabile con le attività ad essa collegate, potrebbero portare introiti che vanno dagli 80 ai 100 milioni di euro l’anno, offrendo duemila nuovi posti di lavoro e sviluppare un turismo legato alla valorizzazione dell’ambiente.

mbocchio

 

Nuove norme sulle cave

Nel corso della III Commissione (Cave e Torbiere), presieduta da Raffaele Gallo, il primo firmatario della pdl 1 (Misure di pianificazione delle attività estrattive e semplificazione delle norme regionali. Modifiche alle leggi regionali in materia di cave e torbiere), Giancluca Vignale (FI), ha terminato di illustrare la relazione presentata al testo.

La Commissione ha inoltre deciso di esaminare, nelle prossime sedute, le osservazioni, da parte di maggioranza e minoranza, che perverranno, in merito alle proposte di legge in materia di cave e torbiere.

droselli