Medaglia d’oro alla Regione Piemonte

“La lotta di Liberazione è divenuta subito lotta di popolo dove tanti, pur nelle diversità di censo, fede politica e religiosa, scelsero di battersi per riscattare l’onore offeso della Patria e riguadagnare la Libertà. Il riconoscimento che oggi ci viene conferito è un valore di tutti e per tutti. Ed è importante che se ne comprenda il senso profondo e lo si faccia nostro. Ecco perché l’esercizio della memoria storica deve, innanzitutto, espletare un compito fondamentale: quello di mantenere viva la memoria di quegli anni terribili, il ricordo di chi ha lottato per dare al Paese e alle generazioni future una speranza”.
Con queste parole, dopo l’esecuzione del Canto degli italiani, il 22 settembre nell’Aula di Palazzo Lascaris, il presidente del Consiglio regionale, Mauro Laus ha aperto la cerimonia con la quale il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha apposto la medaglia d’oro al Merito Civile al Gonfalone della Regione Piemonte.
Nella motivazione si legge: “Le comunità dell'attuale Regione Piemonte, nella loro profonda fede in un'Italia libera e democratica, sconvolte dalle feroci rappresaglie dell'oppressione nazi-fascista, con indomito spirito patriottico contribuirono, offrendo numerosi esempi di generoso spirito di solidarietà umana, alle vicende che, in particolare dopo l'8 settembre 1943, portarono alla liberazione e alla ricostruzione di quel territorio. Fulgido esempio di lotta comune, orientata alla conquista della libertà e della democrazia. 1943 - 1945 Regione Piemonte”.
La cerimonia è proseguita con gli interventi di Nino Boeti, presidente del Comitato della Regione Piemonte per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana, Claudio Dellavalle, presidente dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” di Torino, e di Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte.
“Il Comitato per l’affermazione dei Valori della Resistenza e dei principi costituzionali, di cui ho il grande onore e la responsabilità, è nato, signor Presidente – ha spiegato Boeti - nel 1976, quando il terrorismo imperversava nella nostra Regione uccidendo magistrati, giornalisti, poliziotti, imprenditori, responsabili solo di fare il loro lavoro.  Di fronte a uomini e donne che avevano l’obiettivo di scardinare lo Stato democratico, nacque per riaffermare il senso dello Stato e il valore delle Istituzioni. 40 anni di attività e di progetti che hanno l’obiettivo di tenere viva la memoria di quanto è successo”.
Secondo Dellavalle, “la solidarietà trova spesso nelle strutture religiose e nella scelta di carità cristiana di molti uomini e donne una motivazione positiva, trova anche alimento nella tradizione di ospitalità del mondo contadino, ed anche della tradizione socialista, sulla base di un principio etico di carità laica praticata nei confronti dell’altro in difficoltà. un territorio in cui le vicende  di una guerra segnata dalla violenza  avevano stimolato e trovato nella società gli anticorpi necessari a contenerne gli effetti e a cercare le strade per resistere e guardare avanti”.
Ha chiuso la cerimonia Chiamparino affermando che, “sarebbe sbagliato pensare ai 20 mesi di lotta di Liberazione solo come vicenda militare: furono invece una grande esperienza umana, fatta di donne e uomini, una popolazione eterogenea che nel suo schierarsi contro la guerra e il fascismo costruì giorno per giorno il nucleo della nostra democrazia. Ricordo che quando le truppe alleate sono arrivate a Torino, la città era già libera, con i suoi organi di polizia attivi e con i servizi essenziali ai cittadini in funzione. Una testimonianza incontrovertibile del valore della nostra gente, valore che oggi viene giustamente riconosciuto grazie a questa medaglia”.
L’evento - che è stata trasmesso in streaming sul sito www.cr.piemonte.it per consentire a tutti i cittadini di assistere, considerato il limitato numero di posti disponibile a Palazzo Lascaris – si è svolto ben 23 anni dopo la visita dell’allora Presidente Oscar Luigi Scalfaro, di origine novarese, alla sede del Consiglio regionale. All’epoca a fare gli onori di casa furono i presidenti della Giunta Giampaolo Brizio e dell’Assemblea Carla Spagnuolo.

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