Consiglio Regionale del Piemonte

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Convegno sul Terzo settore

Il Terzo settore inteso come il complesso degli enti privati costituiti per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale che, in attuazione del principio di sussidiarietà, promuovino e realizzano attività di interesse generale mediante forme di azione volontarie e gratuite o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi.

È quanto prevede la legge di riforma approvata lo scorso mese di giugno; lo stato dell’arte dei decreti attuativi è stato l’argomento dibattuto nel corso del convegno organizzato lunedì 17 ottobre a Palazzo Lascaris dal Forum del Terzo settore in Piemonte, al quale hanno anche partecipato il sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali e l’assessore regionale alle Politiche sociali, della famiglia e della casa.

Nel corso dei lavori, coordinati da Anna Di Mascio e Marco Canta, entrambi portavoce piemontesi del Forum in Piemonte, è stato spiegato che dall’ultimo rapporto Istat, in Italia si contano trecentomila organizzazioni non profit che impiegano quasi settecentomila addetti e duecentosettantamila lavoratori esterni, producendo complessivamente 64 miliardi di fatturato, pari al 4,3% del Pil. C’è però preoccupazione per l’aumento di attività per i Centri di servizio che potrebbe condurre a una crescita non facilmente prevedibile degli oneri, con conseguente impoverimento delle associazioni di volontariato. Proprio al fine di scongiurare questa eventualità, i soggetti direttamente interessati chiedono che nei decreti attuativi trovi piena applicazione quanto prescritto nell’arti colo cinque che prevede per i Centri di servizio un adeguato finanziamento attraverso un programma triennale.

I primi decreti attuativi dovrebbero arrivare entro l’anno - è l’auspicio è del sottosegretario -. Ogni decreto legislativo dopo essere stato scritto dovrà passare al vaglio della Presidenza del Consiglio, del Ministero del Tesoro ed eventualmente degli altri dicasteri interessati. A questo punto dopo il via libera del Consiglio dei ministri i testi passeranno all’esame delle Commissioni parlamentari (la Affari sociali per la Camera e la Affari costituzionali per il Senato) che esprimeranno un parere non vincolante. Pareri che verranno valutati dal Ministero del Lavoro prima che il Consiglio dei ministri licenzi in via definitiva. Non seguirà invece questo iter articolo dieci, quello sulla Fondazione Italia sociale, il cui statuto sarà approvato attraverso un decreto della Presidenza della Repubblica previo l’esame delle Commissioni parlamentari competenti.

Tornando agli stessi decreti attuativi, l’esponente del Governo ha prefigurato una doppia tempistica: due, possibilmente tre decreti (servizio civile, impresa sociale, consiglio del Terzo settore-fondo progetti per le associazioni-centri di servizio) da approvare entro l’anno, anche utilizzando al meglio i finanziamenti previsti in legge di Stabilità 2016 (140 milioni più 17 milioni per il fondo associazioni) a cui in un secondo momento affiancare il “decretone” principale, col quale prenderà forma il Codice del Terzo settore.

Nel suo intervento, l’assessore regionale ha evidenziato come sia opportuno cogliere il cuore della riforma, ovvero riconoscere l’esistenza e il ruolo dei soggetti che nascono dalla società civile, che dovranno operare al centro delle politiche sociali e sanitarie.

 

 

I fatti in breve

  • Il Terzo settore inteso come il complesso degli enti privati costituiti per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale che, in attuazione del principio di sussidiarietà, promuovino e realizzano attività di interesse generale mediante forme di azione volontarie e gratuite o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi.
  • È quanto prevede la legge di riforma approvata lo scorso mese di giugno; lo stato dell’arte dei decreti attuativi è stato l’argomento dibattuto nel corso del convegno organizzato lunedì 17 ottobre a Palazzo Lascaris dal Forum del Terzo settore in Piemonte, al quale hanno anche partecipato il sottosegretario al Lavoro.

Dichiarazioni

I primi decreti attuativi dovrebbero arrivare entro l’anno, è l’auspicio è del sottosegretario.

Nel suo intervento, l’assessore regionale ha evidenziato come sia opportuno cogliere il cuore della riforma, ovvero riconoscere l’esistenza e il ruolo dei soggetti che nascono dalla società civile, che dovranno operare al centro delle politiche sociali e sanitarie.

 

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