Sanità e diritti a Palazzo Lascaris

Salvaguardia dei diritti di malati, anziani e disabili

Accesso ai servizi sanitari con il sostegno di Asl ed equipe specializzate in disabilità intellettive e dell'autismo, diritto alle prestazioni socio-sanitarie domiciliari  ed efficienza dei centri diurni per i malati. E' quanto hanno chiesto le associazioni Csa, Autismo e società, Luce per l'autismo e la Fondazione per la Promozione sociale onlus.

Ricevuti dal presidente del Consiglio regionale Mauro Laus, i rappresentanti delle associazioni hanno evidenziato le difficoltà che malati e disabili incontrano quotidianamente nello svolgere le funzioni più elementari.

"E' quindi necessario - ha sottolineato Maria Grazia Breda, presidente della Fondazione - un sostegno da parte delle Istituzioni per aiutare le persone meno fortunate e metterle in condizioni di poter far valere i propri diritti senza pesare sull'economia delle famiglie".

"Le persone con disabilità intellettiva o con autismo - ha spiegato Breda - hanno rilevanti carenze di salute, che implicano significative compromissioni dello sviluppo delle funzioni mentali con conseguenti danni nell'area di comunicazione, interazione sociale e attività immaginativa, ostacolando così l'apprendimento delle abilità utili al vivere quotidiano".

All'incontro erano presenti i vicepresidenti Nino Boeti e Daniela Ruffino,  i consiglieri Andrea Appiano(Pd), Stefania Batzella e Davide Bono (M5S), Valentina Caputo (Pd), Marco Grimaldi (Sel).

droselli

 

A sostegno delle case maternità

Da circa sette anni l’associazione “Prima Luce” di Torino sta sensibilizzando il territorio piemontese sulla necessità di una casa maternità. È quanto ha premesso la presidente Anna Ruocco a capo della delegazione che è stata ricevuta a Palazzo Lascaris, martedì 13 dicembre, dal vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte Nino Boeti, e dal presidente della Commissione Sanità Domenico Ravetti.

Attualmente in Italia esistono quattro case maternità tutte private e gestite da ostetriche libero professioniste (Milano; Induno Olona (Va); Merone (Co); e Bologna), mentre in Europa la Casa maternità è una realtà consolidata ormai da anni, come per esempio in Germania, in Svizzera, Spagna ed altri Paesi. Le Geburthaus tedesche attualmente sono più di cento.

“Prima Luce” chiede pertanto alla Regione Piemonte di completare la normativa al fine di permettere ad una struttura che abbia le caratteristiche di essere centrale alla città di Torino e raggiungibile da ogni territorio, di potere operare per garantire alla cittadine piemontesi di scegliere di partorire anche in una casa maternità.

 

Le rivendicazioni di “Croce Amica”

Sempre nella tarda mattinata di martedì 13 dicembre, gli stessi Boeti e Ravetti, questa volta insieme all’assessore regionale alla Sanità Antonino Saitta, hanno ricevuto la delegazione dell’associazione di pubblica assistenza “Croce Amica”.

I quarantacinque dipendenti rischiano il licenziamento dopo la decisione dell’Asl To 2 di assegnare il servizio di trasporto dei pazienti tramite appalto ad altri soggetti.

 

mbocchio