Legittimo l'intervento dell'avvocatura

“L’avvocatura regionale ha difeso l’Istituzione, poiché la Regione Piemonte è parte resistente necessaria nel procedimento presso il Tar”. Il vicepresidente della Regione ha risposto in questo modo alla richiesta di comunicazioni del Movimento per la sovranità nazionale, che chiedeva chiarimenti circa l’utilizzo degli avvocati pubblici “per difendere di fatto la lista del Pd di Torino, le cui firme sarebbero false”.

“Cosa avrebbe dovuto fare la Regione Piemonte? Disinteressarsi soltanto perché c’era una lista specifica?”, ha aggiunto. “Come fatto nella precedente legislatura, l’avvocatura regionale è intervenuta e questo non solo è legittimo, ma del tutto normale. Del resto l’atto è stato notificato in primis alla Regione Piemonte come parte resistente necessaria del processo”.

Il rappresentante del Msn ha ribattuto che “se il ricorso riguarda in particolar modo il listino, è evidente che l’avvocatura possa correttamente difendere la Regione stessa, perché si difende l’istituzione. Ma in questa seconda fase, del lavoro fatto dall’avvocatura nel mantenimento dello status quo, ha beneficiato un singolo gruppo consigliare cioè il Pd: se non c’è illegittimità, trovo la cosa politicamente inopportuna e incoerente rispetto alle dichiarazioni di chi oggi è al governo, nella scorsa legislatura”.

Il vicepresidente di Giunta ha ricordato che allora si contestò l’utilizzo di un avvocato esterno pagato dalla Regione, non dell’avvocatura regionale ed è quindi intervenuto il Movimento 5 stelle, che avrebbe ritenuto più opportuna la presenza del presidente del Piemonte. Perché al di là di ciò che è legittimo o meno, anche nella scorsa legislatura era difficile discernere tra l’interesse dell’Ente e quello del partito e la questione non è chiara. In ogni caso si dovrebbe rivedere questa legge elettorale pasticciata, che permette ad alcuni di non raccogliere le firme, penalizzando così le nuove formazioni politiche.

Il gruppo di Forza Italia ha specificato che sono già state presentate tre proposte di legge per superare l’attuale legge elettorale.