L'Africa in festa a Torino

Un evento che farà incontrare le culture, le usanze e le tradizioni di 34 Paesi africani per abbattere le barriere e riscoprire la fratellanza attraverso l’intrattenimento.

La quarta edizione del Festival Panafricano, che si terrà dal 25 al 28 maggio a Torino, in diverse sedi, è stata presentata oggi a Palazzo Lascaris. La manifestazione riunisce le associazioni di cittadini africani residenti da tempo a Torino e ha ottenuto il sostegno del Consiglio regionale del Piemonte e del Comitato regionale per i Diritti Umani, per l’opera di informazione e riflessione per la cittadinanza su temi attuali quali le migrazioni e i diritti umani.

“È un dovere delle istituzioni coltivare iniziative virtuose come questa che promuove il riconoscimento reciproco e l’incontro di chi vive nella stessa comunità, dando spazio alla conoscenza della storia e delle origini che definiscono l’identità di ciascuno”, ha affermato il presidente del Consiglio regionale. "L'impegno, anche in qualità di presidente del Comitato regionale per i Diritti Umani, è quello di supportare ancora di più questo prezioso evento, facendolo diventare per la prossima edizione il festival dei diritti umani”.

 “Abbiamo un sogno. Vivere a Torino, nella nostra città, come una grande famiglia: africani e italiani insieme. Questo è il Festival Panafricano”, così si è espresso Jerome Bohui Gohoure, presidente di Panafricando, associazione che realizza l’evento nato nel 2014 per volontà di persone e associazioni di origine africana che hanno deciso di organizzare a Torino una festa aperta a tutti per mostrare la cultura dei loro diversi Paesi di provenienza. Una mano tesa verso la cittadinanza, un gesto di pace e fratellanza al di là di ogni razza, etnia e religione. 

Durante la conferenza stampa, moderata da Liuba Forte, vicepresidente di Panafricando, è intervenuta anche l’assessora regionale alla Cooperazione decentrata internazionale, ai Diritti civili e all’Immigrazione, che ha sottolineato l’importanza di favorire il momento dell’incontro, della relazione e della crescita comune, resa possibile anche da questa iniziativa, che per l’assessorato sarà anche l’occasione per far conoscere il lavoro svolto sul disegno di legge di promozione della cittadinanza.

Hanno inoltre partecipato all’incontro Ababacar Seck, presidente dell’associazione dei Senegalesi a Torino, Tairou Tadjoudini, coordinatore gruppo Togolesi per il Festival, il giornalista gastronomade  Vittorio Castellani (in arte Chef Kumalé) e l’assessore per il coordinamento delle politiche per multiculturalità e integrazione dei "nuovi cittadini" della Città di Torino.

Durante il festival lo chef Kumalé proporrà alcuni piatti autentici dell'Africa sub Sahariana realizzati anche con la partecipazione come volontari di ragazzi dei centri di accoglienza per richiedenti asilo, impegnati in percorsi formativi nel mondo della ristorazione.

La festa prenderà il via il 25 maggio, giorno dell'Unità Africana, e per quattro giorni le comunità si presenteranno al meglio con cibo, musica, artigianato locale e cultura, facendo immergere i visitatori nelle atmosfere gioiose e colorate dell' Africa, la madre di tutti i continenti.

In programma concerti con artisti della musica africana: Kora Beat, Maguet, N'Song, Stella Nera, Dj Momix e le orchestre. Accanto alla musica sarà presente anche la danza con il corpo di ballo del Burundi, le danze afro e i suoni degli djembe. Riflettori puntati anche sul teatro con lo spettacolo Il sogno di Ariel, progetto dell’omonima cooperativa sociale messo in scena dalla compagnia Alma Teatro con la partecipazione di alcune ragazze richiedenti asilo (sabato 27 ore 18.15 Officine Corsare, via Pallavicino 35). Spazio infine anche allo sport, con il torneo panafricano di calcio a 5.

 

I fatti in breve

  • Il Festival promuove le cutlure africane e gli africani della Diaspora in Italia.
  • Si svolgerà a Torino dal 25 al 28 maggio.
  • L'evento ha ottenuto il sostegno del Comitato regionale per i Diritti Umani del Consiglio regionale.

Dichiarazioni

È un dovere delle istituzioni coltivare iniziative virtuose come questa che promuove il riconoscimento reciproco e l’incontro di chi vive nella stessa comunità, dando spazio alla conoscenza della storia e delle origini che definiscono l’identità di ciascuno”, ha affermato il presidente del Consiglio regionale. "L'impegno, anche in qualità di presidente del Comitato regionale per i Diritti Umani, è quello di supportare ancora di più questo prezioso evento, facendolo diventare per la prossima edizione il festival dei diritti umani”.

 “Abbiamo un sogno. Vivere a Torino, nella nostra città, come una grande famiglia: africani e italiani insieme. Questo è il Festival Panafricano”, così si è espresso Jerome Bohui Gohoure, presidente di Panafricando, associazione che realizza l’evento.

Link associati