Nuovi scenari per le tv private del futuro?

“Cosa vorreste sentire o vedere dalle televisioni locali?”: questa la domanda che Alessandro De Cillis, presidente di Corecom Piemonte, ha rivolto ai giovani del liceo scientifico Copernico di Torino, invitati, tra gli ospiti, a interagire nel dibattito “Come possiamo immaginare le tv locali del futuro?”, organizzato dal Comitato regionale per le comunicazioni, nell’ambito delle inizitive del Consiglio regionale al Salone del Libro.

“Affrontiamo una fase di trasformazione radicale – ha proseguito De Cillis - in cui l'accesso a contenuti multimediali e strumenti informativi non sono più paragonabili al decennio corso. È volontà del Corecom sondare quali innovativi modelli la tecnologia ci sappia offrire.  Sará inevitabile immaginare un sistema televisivo locale che sappia comunicare a un bacino di utenza che esprime di fatto esigenze nuove. Il mercato sceglie, fornendo indicazioni precise su quali strade intraprendere. Porsi dal punto di vista del consumatore, ma soprattutto dei giovani di oggi, è la sola opportunità nell’attuale mercato della comunicazione, che ha di fatto azzerato barriere e confini”.

“Le sollecitazioni raccolte nelle occasioni pubbliche – ha evidenziato Filippo Lucci, presidente di Corecom Abruzzo - per le istituzioni come il Corecom sono preziose per poter costruire percorsi di valorizzazione e un nuovo modo di fare tv locale”. Lucci ha poi portato all’attenzione del pubblico la necessità di offrire, in particolare, alle realtà locali sostegno anche a livello di contributi (per esempio nell’ambito della progettazione europea) per fare in modo che possano tornare a essere protagoniste nel mondo dell’informazione, soprattutto sul territorio.

Nel corso del dibattito Carlo de Blasio, caporedattore Tgr Rai Piemonte, ha evidenziato come la comunicazione rappresenti ormai il cuore della società moderna: dalle radio alla tv, dagli smartphone ai tablet fino ai social media. L’estensione globale ha portato a un contraccolpo del “locale”, dando vita al cosiddetto “glocal”, una visione che si concentra contemporaneamente sulla dimensione globale e su quella locale.

Fabrizio Berrini, segretario generale di Aeranti Corallo, ha ripercorso la nascita della televisione pubblica e l’impatto che i nuovi mezzi di comunicazione hanno sortito sulla società nel corso degli anni. In particolare ha insistito sulla necessità di riprendere la capacità di fare televisione sul territorio, perché essere presenti significa poter “fare comunicazione attiva a disposizione dei cittadini”, creando un mercato che possa dare vigore e forza all’attuale scenario in cui versa l’informazione locale.

Il contributo di Piero Manera, rappresentante di Crtv, ha guardato soprattutto alle prospettive future e all’importanza rivestita da organismi come il Corecom che sono, da sempre, una garanzia per la salvaguardia dell’informazione e della comunicazione, soprattutto per le giovani generazioni che rappresentano il nostro domani.

In chiusura, De Cillis ha proposto ai ragazzi una riflessione sui contenuti e sulle opportunità che la comunicazione televisiva piemontese potrebbe dare loro, avvicinandosi con maggiore attenzione  alle esigenze della cosiddetta “generazione Z”.

Alcuni studenti del Copernico hanno sottolineato, infatti, la necessità, da parte delle emittenti locali, di proporre programmi dedicati ai giovani, in modo da creare una comunicazione ad hoc, che tenga conto delle fasce d’età che possono fruire del servizio.

All’incontro, oltre a Vittorio Del Monte e Gianluca Nargiso, rispettivamente vicepresidente e commissario Corecom, era presente anche Roberto Cosa, presidente regionale di Aiart (Associazione italiana telespettatori) e gli editori di: Telecity, Italia 8, Telestar; Primantenna; Telecupole; Telegranda; Rete 7, Videonord; Grp.

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