Via libera alla legge sull'endometriosi

È una malattia femminile tanto diffusa quanto difficile da diagnosticare che colpisce le donne in età riproduttiva e causa dolore, sterilità e altri disturbi. Il suo nome è endometriosi e prevede la fuoriuscita di tessuto endometriale - generalmente presente nella cavità uterina - in aree diverse dalla sua sede fisiologica.

Per offrire un aiuto concreto alle donne che ne sono affette la Commissione Sanità ha licenziato mercoledì 24 maggio ad ampia maggioranza, con la sola astensione del Movimento 5 Stelle, la proposta di legge sulla prevenzione delle complicanze, la diagnosi, il trattamento e il riconoscimento della rilevanza sociale dell'endometriosi.

Il provvedimento - frutto della sintesi di tre proposte di legge presentate rispettivamente dai gruppi Pd, FI e FdI - verrà discusso in Aula nelle prossime sedute.    

La Commissione, in particolare, ha esaminato una serie di emendamenti - presentati dai primi firmatari delle tre proposte - sostitutivi degli articoli 3-7 della legge che prevedono l'istituzione dell'Osservatorio regionale sull'endometriosi e la redazione di un Piano regionale d'azione per prevenirla e curarla.

L'articolo 3 istituisce l'Osservatorio regionale sull'endometriosi. Presieduto dall'assessore regionale alla Sanità o da un suo delegato, ha tra i propri compiti la predisposizione delle linee guida per il percorso diagnostico-terapeutico e per il controllo periodico delle pazienti affette dal endometriosi, l'elaborazione di programmi per la formazione e l'aggiornamento dei medici e per l'informazione delle pazienti e l'ideazione di campagne di sensibilizzazione e di educazione sanitaria sull'argomento.

L'articolo 4 prevede che la Giunta regionale, sentito l'Osservatorio, adotti entro 180 giorni dall'approvazione della legge, un Piano regionale d'azione per la prevenzione e la cura dell'endometriosi che contenga gli obiettivi di attività delle articolazioni del Servizio sanitario regionale interessate alla prevenzione, alla diagnosi e alla cura della patologia prevedendone la loro organizzazione funzionale in rete. E che la Giunta, sentita la Commissione consiliare competente, istituisca la Rete per la prevenzione e la cura dell'endometriosi con il compito di organizzare l'offerta dei vari interventi sanitari secondo il livello di complessità e assicurando omogeneità sul territorio regionale, assicurare uniformità d'azioni e d'intervento adottando specifici percorsi di diagnosi e cura; organizzare e realizzare lo studio dell'incidenza e della prevalenza della malattia attraverso la raccolta e l'analisi dei dati clinici e sociali e promuovere la qualità delle cure e degli altri interventi sanitari adottando specifiche iniziative di monitoraggio e valutazione.

L'articolo 5 riconosce e valorizza l'apporto delle associazioni e del volontariato che si occupano di endometriosi sul territorio regionale e mira a coinvolgerle nelle campagna di sensibilizzazione e informazione inerente i percorsi terapeutici e di prevenzione.

L'articolo 6 prevede che ogni anno, in occasione della Giornata nazionale dell'endometriosi, le amministrtazioni pubbliche, anche in coordinamento con le associazioni rappresentative dei pazienti e con le unità operative dedicate alla diagnosi e alla terapia dell'endometriosi e raccordandosi con i programmi predisposti dall'Osservatorio, possano assumere iniziative d'informazione, prevenzione e sensibilizzazione.

L'articolo 7, infine, stabilisce che la legge non prevede maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

Quest'ultimo punto, in particolare, ha suscitato le perplessità del Movimento 5 Stelle, che ha rilevato che senza finanziamenti sarà ben difficile realizzare l'attività informativa e di sensibilizzazione.

I rappresentanti del Pd e di FI hanno sostenuto che il monitoraggio e la graduale attuazione della legge aiuterà a comprendere la reale entità del problema e solo allora - attraverso un atto d'indirizzo - si potrà chiedere alla Giunta di stanziare quanto necessario a tal fine.