Consiglio Regionale del Piemonte

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Rsu della Città metropoltana

Dopo l’assemblea-presidio davanti a Palazzo Lascaris, i delegati Rsu della Città metropolitana di Torino trasferiti in Regione Piemonte, sono stati ricevuti dal presidente del Consiglio regionale del Piemonte, dal vicepresidente della Giunta regionale e da numerosi capigruppo e consiglieri.

Dopo aver ascoltato le argomentazioni delle Rsu, il vicepresidente della Giunta ha ribadito la volontà dell’Amministrazione regionale di giungere certamente ad una eguaglianza delle posizioni, ma ciò non toglie che ci si debba confrontare con i limiti delle proprie competenze e funzioni, visto che siamo di fronte anche a leggi dello Stato, che limitano nell’azione.

La manifestazione è stata promossa dai sindacati di categoria, che hanno altresì preannunciato una prossima mobilitazione.

L’incontro odierno segue altre iniziative analoghe, nel corso delle quali sono state e vengono evidenziate le difficoltà in cui si sono venuti a trovare gli ex dipendenti della Città metropolitana di Torino dopo il loro trasferimento alla Regione Piemonte in seguito alla riforma nazionale delle Province.

Anche oggi è stata chiesta le definizione dei tempi di pagamento della produttività e dell’indennità 2016, nonché degli arretrati non corrisposti.

Le Rsu hanno poi sollecitato la definizione di un percorso di equiparazione salariale e normativo con i colleghi regionali tramite l’utilizzo di risorse statali oppure regionali, senza penalizzazioni per i dipendenti regionali cosiddetti “storici”, ovvero da sempre.

Dopo aver rivendicato l’equiparazione normativa dei lavoratori distaccati con gli altri lavoratori trasferiti, sono tutti convertiti su quello che è il vero nocciolo della questione: la fine del ruolo “separato” previsto dalla legge regionale 13 del 201, e la firma dei contratti individuali di lavoro.

L’attuale situazione -  a detta delle Rsu - sta creando una situazione di disparità, per non dire di vera e propria discriminazione.